Levante: “M’innamoro anche delle pietre”

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La cantautrice siciliana racconta se stessa e il suo ultimo album “Abbi cura di te”

La musica è un po’ come la vita, ti riserva schiaffi e carezze, traccia dopo traccia non sai mai quello che ti arriva in faccia e a nulla vale l’aver ascoltato cento volte uno stesso brano e dirsi esperti. E’ forse questo il segreto dalla compiutezza, l’essere irrisoluti e sciolti da ogni legame con l’ordinario e Levante, cantautrice siciliana, classe 1987, sa meravigliosamente essere sciolta e compiuta.

Spesso si attende con ansia un nuovo album per cercare parole nuove, motivi nuovi per ascoltare e una nuova celebrazione per emozionarsi, ma il pregio dell’artista siciliana è quello di aver creato fino ad oggi delle piccole perle di immortalità letteraria. “Alfonso”, singolo rivelazione del 2013, non diventa solamente un motivetto orecchiabile ma è un brano multitasking dove la passione per la leggerezza si fonde con quei drammi esistenziali che affrontiamo ogni giorno, da svariati decenni.

Anche “Abbi cura di te”, album uscito a maggio, aderisce a questa non convenzionalità, figlia di una ricerca molto lunga e perigliosa. In Levante c’è gioia e patimento, bellezza e solitudine, la sua musica si apre come quegli orizzonti del mare di Sicilia per poi tingersi del malinconico cielo torinese in certi giorni di novembre. Una felice altalena sentimentale piena di sound, emozioni semplici e storie provenienti dal passato, un passato composto da amore e rabbia per partenze avvenute troppo presto e amori finiti troppo tardi.

E’ un po’ una pittrice Levante, che come Frida Kahlo non si perde nella sfumatura ma narra la materialità dei sentimenti e dei sanguinamenti provocati. Con lo sguardo un po’ sognante e una chitarra in mano, non penseresti mai che questa musica ti condurrebbe in luoghi dell’anima inaspettati.

Di strada e di live ne hai fatti molti, sei forse ad un giro di boa. Eppure osservandoti sul palco e ascoltandoti sembra che vivi molto l’hic et nunc, il qui e ora. Come fai a coniugare questa vitalità e la necessaria programmazione di un lavoro artistico come il tuo?
Hai centrato in pieno il mio mal di vivere. Riempire il frigo o comprare giornalmente quello che mi va di mangiare? Progettare la vacanza o svegliarsi e prendere il primo volo disponibile? Riesci a vedermi? Sono lì in mezzo, totalmente in bilico e riesco ancora a destreggiarmi tra i calendari e il “qui e ora” ma non sarà per sempre. Se riesco a rimanere in piedi lo devo al team che mi segue, quello che si occupa degli aspetti più “burocratici” e di tutti i miei “doveri” mentre i mi perdo tra accordi e parole. Dentro di me c’è anche una persona responsabile e ordinata ma è in netta minoranza rispetto alle altre scapestrate. Sono un disastro, un vero e proprio Manuale distruzione.

Il disco racconta di una te molto forte e alle volte masochista nella sua forza. A livello compositivo e letterario però sublimi parole e azioni rendendole leggere. Come nasce un tuo brano in questo lavoro di sottrazione?
Negli anni ho trovato la profondità e il senso vero delle cose, nelle parole più semplici, nelle immagini più dirette… a volte mi perdo anche in qualche subordinata criptica ma succede di rado. Mi stancano gli orpelli nella musica quindi mi lascio guidare dagli accordi che scovo lungo il manico della chitarra o davanti ai tasti di un pianoforte e inizio a parlare. Sì, intono parole come se raccontassi qualcosa… le mie storie ad alta voce sono delle canzoni semplici e vere. E mi basta così.

“Ciao per sempre” sembra un compendio lieve dell’addio. A tuo avviso c’è una facilità eccessiva nel legarsi, nel condividere e nel dirsi certe cose tra il nostro blocco generazionale? Quanto siamo ineducati sentimentalmente?
Ah… parli con la persona sbagliata. Io mi innamoro anche delle pietre e purtroppo non credo sia un problema generazionale. Direi, piuttosto, che la nostra generazione non conosce il senso del sacrificio nell’amore… ma poi mi dico, perché l’amore dovrebbe essere un sacrificio? E quindi tutto torna al “qui e ora” (lodato sempre sia). Con la stessa facilità con cui ci diciamo “T’amo” ci diciamo “Addio” … ma non è il caso di generalizzare.

“Ho promesso che non avrei pianto e non piangerò. Il tuo treno è in stazione hai il vestito migliore. Se trattengo le lacrime giurami ritornerai. Ho provato a baciarti ma non apri più gli occhi”, canti in “Biglietto per viaggi illimitati”, versi molto belli che nascondono dolore e rabbia per un lutto, per una vita finita troppo presto. Quanto questa rabbia irrazionale è entrata nella tua vita e nelle tue canzoni?
Io ho iniziato a scrivere spinta da quella rabbia. Me la porto dentro e mi guardo bene dal lasciarla andare via… sono orfana di padre e di mille sorrisi e da quasi vent’anni a questa parte mi ripeto che la vita mi deve molto. Non abbiamo ancora finito l’antipasto.

Quanto è difficile essere felici? Quanto coraggio ci vuole?
Il percorso da affrontare per essere felici è fatto di dolore e tristezza. Inutile raccontarsi storie: un istante di felicità corrisponde a innumerevoli momenti bui. E’ come mangiare un quadratino di cioccolato sapendo che le sue calorie sono pari alla metà delle calorie di un pasto. Lo so, soffro di cinismo latente, lo chiameremo “cinismo a tratti”.

Giri molto per l’Italia, che Paese vedi dal palco?
Dal palco vedo un Paese splendido, per certi versi curioso e per altri troppo poco. I curiosi sono quelli che si sono interessati anche di ciò che la televisione non prepara a cena… e poi ci sono quelli un po’ meno curiosi, quelli che si fidano dello chef e mangiano ciò che arriva a tavola. Questi ultimi quando, per uno strano caso, si ritrovano sotto al palco rimangono stupiti del fatto che effettivamente oltre al menù del giorno c’è molto altro. Insomma, questo paese ha bisogno di vedere molto di più, ha bisogno di informarsi molto di più … perché è un paese di buona forchetta che saprebbe digerire benissimo la cotoletta e il tufo, nella stessa maniera. Perdonami, quando si parla d’Italia i riferimenti al cibo sono inevitabili per me.

Aprendo la finestra domani mattina cosa vorresti trovare?
New York.

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