“Sullo sbarramento si rischia il pasticcio”. Parla D’Alimonte

Legge elettorale
Un momento delle dichiarazioni di voto finali del disegno di legge sulle Riforme Costituzionali alla Camera dei Deputati, Roma, 12 Aprile 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

I piccoli partiti potrebbero trovare comunque il modo di entrare in Parlamento

Si ritorna al proporzionale con tutti i timori del caso relativi a un Parlamento frastagliato che porterebbe al’ingovernabilità, a un’impasse del Paese. Ma così sembra essere deciso ormai, anche se ancora tutto può cambiare. Sulla questione del modello tedesco all’italiana, il professor Roberto D’Alimonte, oggi ha dedicato un’analisi sul Sole 24 OreMaggioranze deboli e alleati scomodi, i conti del proporzionale – con una previsione degli equilibri parlamentari a tinte fosche. “Da noi funzionerà male perché non è sostenuto dal sistema istituzionale e dalla cultura politica tedesche”, scrive sul quotidiano della Confindustria. Il problema è che non si tratta di un modello tedesco puro, ma di un modello tedesco all’italiana e quindi con un’alta possibilità di trucchi ed escamotage che rovinerebbero gli equilibri, condannando il Paese all’ingovernabilità. “La partita sul tedesco non è ancora chiusa. Il rischio è che si possa chiudere male”, scrive D’Alimonte.

“La soglia è l’elemento cruciale”, scrive ancora il politologo, ordinario di Scienze politiche alla Luiss Giudo Carli, che, contattato da Unità.tv ha evidenziato il rischio del “pasticcio sulla soglia di sbarramento. Renzi ha assicurato che non si scenderà sotto il 5%”, ma le carte in tavola potrebbero cambiare ancora e in peggio, secondo D’Alimonte. “C’è sempre il rischio che si riesca ad aggirare comunque la soglia. Si potrebbero trovare dei modi per aggirarla, ad esempio consentendo le vittorie nei collegi uninominali; in questo modo potrebbero entrare in Parlamento anche i partiti che non raggiungono il 5%”.

“E poi c’è il problema dei seggi in soprannumero – spiega ancora il docente – per cui va trovata una soluzione soddisfacente, dal momento che non è possibile aumentare il numero dei seggi come succede in Germania”, dal momento che per fare questo sarebbe necessaria anche una modifica costituzionale che al momento è impossibile. Conoscendo il grande movimento di politici da un gruppo all’altro nel corso della legislatura, un’altra questione che non va sottovalutata è il numero di gruppi in Parlamento.

Come impedire che si formi un numero eccessivo di gruppi parlamentari? “È necessario – commenta D’Alimonte – che contemporaneamente alla riforma della legge elettorale si riformino anche i regolamenti di Camera e Senato. È fondamentale agire sui vari aspetti del regolamento soprattutto con stratagemmi legati al finanziamento dei gruppi parlamentari“.

Insomma, manca ancora del tempo e molte cose potrebbero cambiare (in peggio a quanto pare) e il rischio è quello di trovarsi in un Parlamento altamente rappresentato, ma bloccato dalla stessa legge che lo ha costituito.


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