“Le scelte erano nelle mani sbagliate. Ma Lucia non ha avuto abbastanza personalità”

Sicilia
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Parla Pippo Di Giacomo, il dem presidente della commissione sanità all’Ars, che lavorò insieme all’assessore Borsellino: “Denunciai la ‘cricca’ di Crocetta già un anno fa”

“Io dissi già un anno fa che quella che allora chiamai la ‘cricca’ dei consiglieri di Crocetta ci avrebbe condotto in un baratro. E allora il governatore invece di ascoltare le mie parole, mi emarginò”. A parlare è Giuseppe Di Giacomo, detto Pippo, presidente della commissione sanità all’Assemblea regionale siciliana, considerato vicinissimo a Lucia Borsellino fino alle sue dimissioni da assessore.

Sarebbe stata necessaria più personalità da parte sua, per non alimentare il groviglio di vipere che è venuto alla luce – dice adesso Di Giacomo della figlia dell’ex magistrato – Lucia è pulita dentro, ha sempre cercato una mediazione, anziché bloccare quello di cui si era accorta e che l’ha portata a dimettersi”.

Eppure ancora oggi Crocetta nega l’esistenza di quel ‘cerchio magico’ che avrebbe condizionato le scelte politiche e, soprattutto, le nomine del governatore: “Non c’è stata alcuna lottizzazione per i manager della sanità in Sicilia”, ribadisce intervistato da AdnKronos. E Di Giacomo non nega che ci sia un “fondo di verità” in quello che dice. Perché “a differenza di quanto avveniva precedentemente, fino alla gestione Lombardo-Russo, la nomina dei manager è effettuata dal governo regionale all’interno di una short list di 30 nomi selezionata da una commissione esterna. Prima invece erano 800 i pre-selezionati”. Allora, insomma, la politica aveva un margine d’intervento di gran lunga superiore.

Tutto bene, insomma? “La procedura è certamente più trasparente – precisa Di Giacomo – ma rimane un punto di debolezza. E cioè che, come emerge dalle recenti intercettazioni, sembrerebbe che nelle nomine avessero voce in capitolo persone come Tutino e Sampieri. Evidentemente le scelte erano nelle mani sbagliate, visto che questi suggeritori sono incappati in problemi giudiziari di una certa gravità”.

Crocetta, intanto, conferma che non ha intenzione di dimettersi in tempi brevi e smentisce anche di aver mai pensato a una chiusura anticipata della legislatura. Il Pd, com’è noto, la pensa diversamente. Di Giacomo parla di “una chiusura anticipata, ma non affrettata”, per “portare a termine l’operazione avviata da Lucia Borsellino” e chiudere così “con onore la legislatura, anziché lasciare la Sicilia nella melma”. Quel che i dem vogliono sia chiaro, però, è che “noi avevamo già fatto la nostra valutazione politica negativa sull’esperienza di Crocetta, indipendentemente dall’esistenza o meno dell’intercettazione contestata“.

A confermarlo c’è l’indicazione dell’ex capogruppo Baldo Gucciardi come assessore alla sanità, dopo le dimissioni di Borsellino. Lo stesso Gucciardi che nei giorni scorsi ha preannunciato una “ispezione conoscitiva straordinaria” sulle aziende sanitarie siciliane per “un supplemento di rigore, trasparenza e chiarezza”. Si capirà presto, insomma, se le nomine di Crocetta funzionano o meno.

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