Lanzillotta: “Scelte giuste, Marino doveva legittimarsi sul campo”

Dal giornale
Il sindaco di Roma, Ignazio marino, e l'assessore ai Lavori Pubblici di Roma Capitale, Maurizio Pucci, durante una conferenza stampa per illustrare nuovi progetti riguardanti il Giubileo della Misericordia, Roma, 05 agosto 2015.  ANSA / ETTORE FERRARI

La senatrice Lanzillotta, assessore con Rutelli ai tempi del Giubileo del 2000, lancia un appello al sindaco: “Coinvolga le energie positive della città”

«Preoccupata» per il clamoroso ritardo, «rinfrancata» dalle decisioni prese dal Consiglio dei ministri, la senatrice del Pd Linda Lanzillotta, pur «stupita» dal comportamento del sindaco Marino, coltiva ancora, in qualche modo, «la speranza che Roma, ma anche l’Italia, possano non sprecare un’occasione unica come quella del Giubileo». Ma, sottolinea, «occorre fare presto perchè il tempo è quasi scaduto».La vicepresidente del Senato era assessore alla programmazione finanziaria in Campidoglio quando la Capitale giocò la carta dell’altro Giubileo, quello del Duemila, che fu l’apoteosi personale di Wojtyla ma anche un paradigma di effciente gestione.

Due Giubilei non paragonabili. Conviene?

«Non c’è dubbio. Questo è stato deciso dalla Santa Sede in modo imprevisto (Papa Francesco lo comunicò a metà marzo, ndr) in un contesto, quello messo in luce dalle indagini su Mafia capiitale, dove Roma appare una città disgregata, sporco, rifiuti, illegalità difusa, arrembaggi continui ai turisti. Mi chiedo come potremo accogliere i milioni di pellegrini che sono annunciati. Ecco perchè sono così preoccupata. Però è anche un evento non rinviabile. Dunque Roma deve assumere responsabilmente onori e oneri del suo ruolo e dare il meglio di sè. Il recupero internazionale della nostra credibilità passa anche da qui».

Sembra quasi un appello. A chi è rivolto?

«L’interlocutore sarebbe il sindaco Marino. Che dovrebbe però essere pancia a terra a cercare di fare e dare il massimo. In certe occasioni si richiede al sindaco un impegno quasi disumano. Ma lui non c’è. E il primo vero piano per il Giubileo è stato presentato solo stamani dalla Giunta».

Veramente era stato presentato ad inizio agosto, 131 progetti, impegno di spesa per circa duecento milioni. Stamani ne è passato uno più ridotto, definito «realistico». Cosa doveva fare il sindaco?

«Riunire, già da mesi, un Comitato di indirizzo con tutte le energie positive di questa città, imprenditori, intellettuali, categorie, doveva immaginare una nuova modalità di Giubileo magari anche con l’aiuto delle nuove tecnologie».

Non c’è da stupirsi se il sindaco è terrorizzato dai comitati d’affari. Da due anni combatte corruzione e marcio che si sono impossessati della città.

«Che c’entrano i comitati d’affari. Roma è piena di energie positive che sono state – è vero – schiacciate dal malaffare che prende piede quando la politica è debole o degenerata. Anche rispetto alla mediocrità della politica, Marino poteva fare di più».

Tempo scaduto?

«Oggi c’è stata una cesura con il passato. Le scelte adottate sono quelle giuste. Marino dovrebbe conquistare una nuova legittimazione sul campo diventando autorevole e credibile. Non basta dire “sono il sindaco”. Deve dimostrarlo. Renzi gli disse, governa se sei capace. Non l’ha ancora dimostrato. Ed è andato in vacanza all’estero. Incredibile».

Le decisioni che definisce giuste sono nei fatti il commissariamento del sindaco da parte di palazzo Chigi?

«Mentre è normale la procedura con cui il sindaco sarà affiancato dal prefetto Gabrielli nella gestione dei cantieri del Giubileo, trovo decisamente eccezionale la gestione da parte del prefetto di ben otto settori dell’amministrazione. Oggi è accaduto che pezzi importanti della città tra cui la verifica dei contratti in essere e quelli a venire e l’adozione di un regolamento per l’affidamente di servizi e forniture, sono passati sotto la tutela del prefetto. Significa che lo Stato gestisce direttamente il cuore dell’attività amministrativa».

Perchè le definisce «giuste decisioni»?

«Perchè occorre rimettere in piedi l’ordinaria amministrazione prima di andare a votare. Roma oggi è un po’ come nel ‘93, dopo Tangentopoli, e deve discutere e ripensare una nuova idea di sè altrimenti non si rialzerà. Deve gestire un post crisi etico, politico ed economico. Questo lavoro non può farlo un sindaco da solo. Tanto meno può farlo Marino da solo».

Marino lontano proprio in un giorno come oggi. Polemica per lo svuotamento dei poteri? Oppure si fida ciecamente del vicesindaco Causi? «La psicologia di Marino è oltre le mie capacità di comprensione. Ha passato momenti drammatici ma in certi frangenti bisogna stare sul pezzo. Eppure era stato lui stesso a dire di volerci provare».

Accetterà queste misure?

«Deve accettare la sfida sul campo, senza alibi. Roma deve rapidamente ripartire con idee e progetti per una città sana»

Vedi anche

Altri articoli