Landini: “Senza investimenti non ci sarà alcuna ripresa”

Lavoro
Il segretario della Fiom, Maurizio Landini, durante la conferenza stampa sulla trattativa per l'integrativo alla Fincantieri di Bologna, 9 Luglio 2015. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Il segretario Fiom duro con Renzi: “Lui la coalizione l’ha fatta con Confindustria”. Ma appoggia Tsipras: giusto tornare al voto per battere l’austerity

«Ma di cosa stiamo parlando? Con lo zero virgola non andiamo da nessuna parte. Senza investimenti non c’è ripresa. E senza ripresa la disoccupazione non cala. Serve un nuovo modello sennò rischiamo di far affondare l’Europa: la socialdemocrazia è la vera sconfitta della vicenda greca e alla vergogna dei muri contro i migranti dobbiamo rispondere tutti: accogliamoli anche nelle Camere del lavoro». Maurizio Landini si prepara ad un settembre pieno di sfide: appoggia quella di Tsipras, affila le unghie per la Conferenza di organizzazione della Cgil e lancia una seconda assemblea nazionale della Coalizione sociale e la manifestazione del 17 ottobre con Libera per un reddito minimo di dignità. E continua ad attaccare il governo.

Landini, dopo un’estate di numeri finalmente l’Istat, con tutta la complessità delle categorie, certifica un calo della disoccupazione.
«Raccontarci che dovremmo essere contenti perché siamo sulla buona strada e perché le cosiddette riforme strutturali sono quelle che stanno invertendo la tendenza, è una bugia pura. Il numero complessivo dei disoccupati è sempre 3.100.000: lo stesso di un anno fa. L’occupazione cala dai 15 ai 49 anni e aumenta solo tra quelli che hanno più di 50 anni. E fra i contratti aumentano di più i tempi determinati».

Renzi invece vuole accelerare e promette di tagliare le tasse: il 17 dicembre sarà il funerale della Tasi.
«Il genio di Firenze è in calo di consensi e allora promette una mossa totalmente elettorale. Togliere la Tasi anche ai ricchi non è giustizia sociale: la casa è tassata in tutti paesi. E poi mi chiedo: ma quel 20 per cento di italiani che sono in affitto? Con i 6 miliardi che servono per togliere la Tasi vanno utilizzati per creare lavoro. La vera ingiustizia in tema di casa è il catasto: lì bisogna intervenire per evitare che nelle stesse zone ci siano rendite completamente diverse».

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