La storia di Davide che lotta contro le discriminazioni: “Il dolore mi ha reso più forte”

Tipi tosti
Davide_Meneghini

Parla Davide Meneghini, conduttore radiofonico e consigliere comunale affetto da nanismo: “Il mio sogno? Coinvolgere nella mia battaglia i disabili che ancora non credono in se stessi”

“Da ragazzo desideravo diventare una persona di successo. Ero molto estroverso. Sono cresciuto con i cartoni animati di Walt Disney, che mi hanno insegnato a sognare. A dodici anni è arrivata la prima grande batosta. Non mi hanno riconosciuto l’idoneità per fare attività sportiva a livello agonistico e giocare a calcio. Il calcio era la mia passione, avevo ottimi risultati quando giocavo in squadra. Non l’ho presa per niente bene. Per anni ho smesso di fantasticare. Con il tempo, l’aiuto della mia mamma e di mia sorella, Laura, me ne sono fatto una ragione e ho investito su altre risorse”.

Così si racconta Davide Meneghini, nato a Padova nell’88, affetto da acondroplasia, una forma di nanismo, che colpisce braccia e gambe. Un tipo tosto, che non si è mai arreso ai suoi limiti fisici.

Una laurea in Scienza della comunicazione e vari impegni: la radio, prima di tutto. Ma Davide è anche un attore, docente di marketing e comunicazione, blogger e consigliere comunale a Padova.

“La fase più tosta – racconta – è stata quella dell’adolescenza. I miei coetanei crescevano. Sapevo che mai avrei potuto raggiungerli. Mi sentivo sempre indietro, e frustrato. Per fortuna ho avuto amici veri. Ho continuato a giocare a calcio con loro e ad allenarmi, anche se non a livello agonistico. Certo, c’è sempre stato il bulletto che mi ha tenuto a distanza. Alle scuole medie e alle superiori molti hanno cercato di ferirmi. In tanti si sono divertiti a provocarmi. Non è stato facile resistere, ingoiare umiliazioni e andare avanti. Sai quante volte mi sono sentito disperato? Crescendo, ho cominciato a lavorare in discoteca. Nuove amicizie, nuove sfide. Ho iniziato come PR, poi ho fatto il vocalist e l’organizzatore di eventi, collaborando con molti dj noti. Come vocalist ho fatto serate live nelle discoteche di Padova, Vicenza e Venezia. In circa trenta locali ho condiviso la console con personaggi famosi. E’ stato allora che ho iniziato a guadagnare qualcosa e a sentirmi più sicuro. In quel periodo ho conosciuto persone profonde, mature, che mi hanno dato consigli e affetto. Sono diventato sempre più forte. Con loro ho imparato a riconoscere e potenziare capacità che non pensavo di avere: quella di comunicare ed entrare subito in sintonia con l’altro. Ho iniziato anche a vivere in contesti diversi, competitivi, ma sani. La radio mi ha dato molto, perché ha allargato i miei orizzonti e mi ha spinto a vivere le prove di ogni giorno con maggiore serenità. Ricorderò sempre con affetto Elio Fiorucci, scomparso qualche anno fa. Intervistare e conoscere persone nuove mi hanno fatto sbloccare. Anche la musica è sempre stata un ottimo supporto”.

Un’altra fase molto dura per Davide è stata quella in cui ha dovuto sottoporsi a undici interventi chirurgici. Tutti molto dolorosi per superare il metro e ventisette. Ogni volta ha tenuto per mesi un fissatore alle gambe, mentre alcune viti facevano allungare ogni giorno le ossa di un millimetro.

“In quei momenti – dice – tanti amici si sono allontanati. Poi, sono tornati. Per lunghi periodi il dolore fisico è stato devastante, non sono stato autonomo, ho dovuto usare stampelle e carrozzina. Mi ci è voluto molto per recuperare. Ho fatto terapia anche per l’allungamento delle ossa. Quando è finito il ciclo di interventi, mi sono sentito di nuovo solo. Non mi fidavo più di nessuno. Mi sono ripreso dopo molti mesi quando ho cominciato a fare nuovi progetti e a portare a termine quelli lasciati in sospeso. Le parole, il sostegno costante di alcuni amici mi hanno convinto a riprovare. Da quel momento, una voglia infinita di correre e recuperare il tempo che avevo perso. Mi sono iscritto all’Università. Nuove attività, nuovi interessi. La politica. A giugno del 2014 sono stato eletto consigliere comunale con una lista civica. Di là, feste, cene. Altre opportunità. Sono tornato a vivere. In Consiglio comunale mi sto battendo per istituire una Consulta che si occupi del superamento delle barriere architettoniche in città. E lo sto facendo con l’aiuto di molte associazioni”.

In questi giorni Davide sta raccogliendo firme perché sia riconosciuta la cittadinanza onoraria ad Alex Zanardi, padovano adottivo.

Oggi Davide lavora come Marketing Specialist in un azienda IT e partecipa a trasmissioni televisive per raccontare la sua storia.

In futuro? “Vorrei continuare ad occuparmi di comunicazione – risponde – Il sogno più grande? Coinvolgere nelle mie battaglie tanti disabili che ancora non credono in se stessi e vivono nella paura. Purtroppo ci sono molti ignoranti, persone che nei confronti della disabilità provano odio. Non esagero. E devi essere un tipo tosto a non perdere la pazienza con loro. Penso di essere, comunque, uno tosto soprattutto perché amo mettermi in gioco sempre. Non ho più paura delle sfide e ho imparato a farmi rispettare. Sono fiero di quello che ho fatto dai tempi tristi dell’adolescenza. Non nascondo che oggi per alcuni sono diventato il saggio, il dispensatore di entusiasmo. Mi capita di ripetere quello che anni fa dicevano a me: ‘Mai accettare un ruolo marginale, che di solito è quello che affibbiano alle persone come noi. Metticela tutta e fai vedere che vali. Anche se non superi il metro e cinquantasette’”. Tanto è alto oggi Davide.

 

Foto: Lenny Photography

Vedi anche

Altri articoli