La storia di Alessio, che ha trasformato un hobby in un’idea milionaria

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Alessio Romeo è il fondatore di Face4Job, il portale per chi cerca un lavoro, tradotto in sette lingue, nato come un passatempo e che oggi vale circa dieci milioni di euro

Digitalizzare sempre più la selezione del lavoro. Permettere a chi chiede e chi offre un impiego di conoscersi senza spostarsi da casa. E’ l’obiettivo di Alessio Romeo, nato nel ’75 a San Donà di Piave da genitori siciliani, ma vissuto sino al 1999 a Partinico, in provincia di Palermo, laureato in Ingegneria civile, fondatore di Face4Job il portale per chi cerca un lavoro, tradotto in sette lingue, nato come un passatempo e che oggi vale circa dieci milioni di euro.

“Ho cominciato a pensarci nel 2012 – afferma Alessio – nei momenti di tempo libero dal mio lavoro. All’epoca mi occupavo di selezione delle risorse umane, anche se ero il direttore generale di una multinazionale. Ero soddisfatto di quello che facevo e non immaginavo per niente che mi sarei buttato con tanta passione su un hobby. Ma vedevo come si facevano i colloqui. Spesso venivano a sostenerli ragazzi costretti a fare lunghissimi viaggi. Momenti importanti per chi assume e chi cerca un lavoro, che dovrebbero essere di massima tranquillità, si trasformavano in prove massacranti. A gennaio del 2014 ho deciso di mollare la multinazionale, per la quale mi ero nel frattempo trasferito a Terni, e di studiare come facilitare l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Di lì a pochi mesi ho potuto beneficiare di risorse messe a disposizione dalla Regione Umbria e destinate all’innovazione: duecentomila euro, per il 40 per cento a fondo perduto, a cui si sono aggiunti centomila euro della mia famiglia e altre centinaia, provenienti dalla mia liquidazione. L’idea è stata sviluppata da una software house di Ferrara, mentre, per la gestione della nostra comunicazione, ho trovato una valida agenzia di Palermo. Siamo partiti in due, oggi siamo una squadra di quasi 30 ragazzi, di cui una buona parte stabilizzata l’anno scorso con il jobs act, che ho deciso di mantenere anche tra due anni, quando saranno scadute le agevolazioni fiscali. Il mio settore non è quello manifatturiero, il progetto è in crescita e sarei uno stupido, se decidessi di licenziare. Del resto Face4Job non ha concorrenti, è un progetto unico. Per esempio, a differenza di altri, noi non proporremo mai offerte di intermediari. Il contatto tra personale e aziende, le uniche che pagano per le inserzioni (e lo fanno con abbonamenti a partire da 49 euro al mese), è diretto”.

Tutte le fasi avvengono sul portale. Per i primi contatti ci sono i video, che si chiamano video talent e rappresentano l’altro aspetto originale dell’idea di Alessio. Chi cerca lavoro deve rispondere entro un minuto a domande ben precise – anche di carattere psicoattitudinale- poste dall’azienda. Poi si avvia un primo screening. Segue il colloquio vero e proprio in streaming, che non richiederà programmi aggiuntivi da scaricare. Senza spostarsi da casa, chi è in cerca di un lavoro potrà, in tempo reale, ricevere una notifica, degli alert, sulle novità.

“Con Face4Job, – afferma – che come si vede è un modo meritocratico di trovare impiego, chi sta cercando lavoro potrà trovare il suo posto ideale, senza sostenere costi, senza dover fare i conti con intermediari, né raccomandazioni. L’azienda, invece, avrà a disposizione un bacino infinito di personale già selezionato. Il curriculum viene così superato. A chi si registra sul portale, infatti, viene chiesto di compilare delle schede, che entrano in un algoritmo. Poi, in base alla graduatoria di talenti richiesti, le aziende iniziano un percorso strutturato di Video Interviste”.

Per il futuro? Entro fine 2016 Face4Job avrà anche una App completa ed un social networkin cui ognuno potrà condividere i propri talenti e parlare della propria esperienza di lavoro, come ulteriore leva per trovare il lavoro cucito su misura. Si giocherà e si potranno anche vincere stage in azienda.

“Nel 2017 – conclude – la nostra app sarà collegata anche a imprese del Sud America,dell’Asia e della Russia. Sono ottimista e dinamico. In genere mi piace tutto ciò che è cambiamento. E in questo assomiglio molto alla mia mamma, Filippa Pantano, che ho perso quando avevo 16 anni. Una donna molto tosta, che si è ribellata ai suoi genitori, i quali avevano deciso che avrebbe fatto la casalinga. Lei, testarda, ha avuto il coraggio di lasciare il paesino delle Madonie in cui viveva – erano gli anni Sessanta – per spostarsi a Palermo, dove è riuscita a laurearsi. Io come lei? Forse. Del resto, il Dna quello è”.

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