La storia delle ragazze di carta velina

Salute
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Federica Carbone ci racconta che cosa vuol dire soffrire di disturbo della personalità borderline

Ci sono mondi che è difficile comprendere o anche solo immaginare, uno di questi è la difficoltà che ha di vivere una persona che soffre del disturbo della personalità “borderline”. Una malattia poco conosciuta che ha come sintomo principale l’ instabilità emotiva. Il paziente passa più o meno velocemente da intensi stati di rabbia, furia, dolore, vergogna, panico, terrore e un senso cronico di vuoto e solitudine. “Non so spiegare il sollievo e al contempo il terrore profondo” racconta Federica Carbone ex paziente di DBP “che ho provato uscendo da quello studio medico il giorno in cui mi hanno riconsegnato la diagnosi ma già non ero più la stessa. Mentre mi snocciolavano le caratteristiche della malattia, spiegavano uno ad uno tutti i miei malesseri, davano un nome a tutte le mie paure e improvvisamente i comportamenti disfunzionali avevano un senso”. Da questo momento per Federica comincia un vero e proprio lavoro su sé stessa, fatto di incontri tre volte la settimana per quattro o cinque ore al giorno più un incontro individuale e poi un tutor personale disponibile 24 ore su 24 e una terapia farmacologia di supporto. “Trascorrevo le mie giornate in ospedale con le compagne di terapia e iniziavamo a stringere amicizia proprio come nel film “Ragazze Interrotte” ma non potevamo né parlarci, né vederci, né scriverci al di fuori dalla protezione del regime ospedaliero, eravamo carta velina: rischiavamo di strapparci a vicenda”.

In tutto questo percorso non sono mai state lasciate sole, perché da questa sindrome si può guarire se seguiti in maniera professionale “nelle notti più buie non siamo mai state sole, l’equipe del Dott. Raffaele Visintini ha dedicato ogni istante al recupero di ognuna di noi, ci ha chiamate, accolte, istruite, ascoltate e ha ricostruito il puzzle delle nostre vite spezzate fino a renderci libere”.

Ora Federica è fuori da questo tunnel, ogni 10 ottobre insieme alle sue amiche-pazienti festeggiano il loro compleanno “E’ l’unico giorno in cui ci concediamo davvero di festeggiare noi stesse”. 

Insieme si può, per questo da oggi è attivo un servizio di supporto attraverso l’Associazione “Emergenza Borderline” fondata proprio da Federica e gestita da ex pazienti “Vogliamo condividere informazioni e sostegno con chi ancora soffre ma sempre con uno sguardo positivo e propositivo nei confronti del futuro perché da questo disturbo si può uscire!”.

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