Il giorno dei docenti tra ansia e speranze. Malpezzi: “Da mezzanotte basta precarietà”

Scuola
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A mezzanotte sul sito del ministero è stato comunicato che erano disponibili le assegnazioni e che si poteva accedere al portale. Simona Malpezzi deputata Pd ci spiega cosa cambia con queste assunzioni

Alle ore 00:01 in punto il cervellone ministeriale ha inviato alle caselle di posta elettronica dei precari, inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e degli idonei dell’ultimo concorso a posti, un avviso. Un messaggio atteso con ansia e speranza che può cambiare la vita a 16mila insegnanti precari che, attraverso quella email del Miur, hanno saputo di essere stati assunti e dove. I docenti avranno tempo fino alle 24 dell’11 settembre per accette la nomina. Per molti insegnanti, la prospettiva sarà quella di fare le valigie e spostarsi in un’altra provincia o forse anche in un Regione. Condizione che ha scatenato ansia e speranza in tutti gli insegnanti tra la gioia di chi finalmente può sentirsi professore a pieno titolo, e non più solo precario e la delusione di chi dovrà spostarsi lontano da casa.

Nella maggior parte dei casi lo spostamento sarà da sud a nord dove c’è con una grande carenza di insegnanti. Non per tutti però. E’ il caso di Igor Della Corte, docente di violino nelle scuole medie ad indirizzo musicale a Milano, precario dal 2004, insegna da 10 anni  ed uno dei docenti che dal nord è stato indicato per spostarsi al sud. Precisamente a Ragusa: “Fino a mezzanotte e uno ero precario, poi ho visto nel mio archivio la proposta di assunzione. Per molti docenti di musica la meta è il sud Italia. Non è stata una grossa sorpresa. Io penso che siano stati messi in campo tutti gli strumenti a disposizione. In molti casi l’assegnazione può essere giuridica, ma poi le nomine possono essere sincronizzate dal provveditorato e si può anche ricorrere al piano straordinario di mobilità. Spostarsi è sicuramente un sacrificio ma essere di  ruolo ti consente di avere una tranquillità di vita indispensabile. E’ evidente che ci sono province con più alunni e province che ne anno meno. E di certo non possiamo spostare gli studenti. E’ vero capita di doversi trasferire, ma chi fa il docente questi meccanismi li conosce”.

Simona Malpezzi, la deputata del Pd, insegnante, che sta girando tutta Italia per spiegare i contenuti della Buona Scuola ci tiene a sottolineare che è da stanotte che riceve messaggi di colleghi felici di poter finalmente essere di ruolo. “Bisogna leggere i commenti di chi è contento e ringrazia. Non solo le storie di chi parla di esodo e si lamenta. Gli spostamenti nella scuola ci sono sempre stati ed è da mezzanotte che ricevo messaggi di insegnati che hanno letto la email di assunzione e sono felicissimi. Addirittura ci sono casi di professori che si spostano dal nord al sud. Questo è un meccanismo che rientra nel gioco dell’essere dipendenti della Pubblica Amministrazione. Capisco che raccontare storie positive e non lamentele non faccia notizia ma anche questo va detto”.

Che cosa cambia per la scuola e gli insegnanti con questo piano di assunzioni?

“Chi viene assunto mette la parola fine ad una vita fatta di precariato. Un precariato che coinvolge soprattutto gli studenti e che non garantiva agli insegnanti una programmazione e progettazione di vita. Gli assunti a tempo determinato, infatti, erano pagati solo da giugno a settembre. I contratti stabili, invece, garantiscono il pagamento delle tredici mensilità. Questo dal punto di vista dei lavoratori. Per gli studenti bisogna capire che finalmente avranno dei docenti che prendono servizio il primo giorno di scuole e non come saremo di fronte, come in passato, a quel cambio continuo di volti e alla frammentazione del programma e del metodo di insegnamento. E’ bene ricordare che le scuole aprivano con un organico parziale in attesa dell’arrivo dei docenti e fino a novembre-dicembre non si conosceva il cosiddetto avente diritto. Ora la scuola inizia davvero quando si aprono i cancelli”.

A chi parla di esodo, cosa dite?

“I trasferimenti ci sono sempre stati. Questo succede ovunque in Europa. Gli insegnanti vanno dove c’è la necessità degli studenti. Ci risulta maggiore solo perché abbiamo attuato il più grande piano di assunzioni della scuola”.

Il premier Matteo Renzi, sulle proteste dei neo-prof., afferma che  “per decenni c’è stata la creazione di precariato, noi abbiamo messo un punto definitivo a questa vicenda e iniziato ad assumere. Ovviamente c’è chi non è contento perché deve spostarsi di qualche chilometro perché è assunto non quando sperava lui ma la legge sulla scuola non è che un inizio.  La scuola non si risolve con un click, poi ci sono dei problemi che riguardano i singoli professori: li rispetto, sono stati spesso presi in giro dalle istituzioni”.

Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, in una conferenza stampa al Ministero in Trastevere ha commentato: “Sui 38 mila insegnanti che verranno assunti quest’anno, 31 mila rimarranno  a casa loro senza doversi trasferire in altre province. Fra coloro che si sposteranno  2000 vedranno una mobilità ridotta, nel senso che lo spostamento sarà fra due province vicine. Rispetto all’anno scorso – conclude – coloro che si spostano lo fanno per un posto fisso”.

 

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