“La narrazione del terremoto? Una sinergia tra tv e online”. Parla Balassone

Terremoto
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Secondo l’ex direttore di Rai3 i due media sono stati complementari nell’offerta dell’informazione: “Il classico caso di tv vista con lo smartphone in mano”

Dallo scorso 24 agosto televisione, testate online e stampa hanno cambiato palinsesti e timoni. Tutto da rifare, c’è un fatto più importante, più grave da raccontare. Interviste e servizi in programma sono saltati per dare spazio a qualcosa di più drammatico e improvviso. Pochi minuti dopo le 3.36, quando la terra ha iniziato a tremare tra Lazio, Umbria e Marche è cambiato il modo di comunicare e ancora per giorni il terremoto sarà l’apertura e il tema centrale di ogni organo di informazione. Ogni redazione ha scelto un taglio, una narrazione da portare avanti per raccontare quel dramma inaspettato di quel mercoledì di fine agosto. Ma i media sono riusciti a superare la prova e a offrire un servizio completo e all’altezza della situazione? Il servizio pubblico c’è stato o non c’è stato?

Secondo l’autore e produttore tv Stefano Balassone, vicedirettore di Rai3 negli anni ’80-’90, sì: il terremoto è stato raccontato nel modo giusto, in “maniera sobria e soprattutto funzionale” e anche meglio rispetto al passato in occasione di eventi simili. Insomma, secondo Balassone ci siamo salvati dallo sciacallaggio e, forse, anche grazie alla “tempestività dei soccorsi, non sono scattate le classiche dinamiche come la caccia ai colpevoli” o i processi mediatici “sul perché non era stato previsto il terremoto o sciocchezze del genere”, ha detto a Unita.tv.

In tv tantissimo spazio è stato riservato all’informazione, anche cambiando drasticamente i palinsesti, ed è stata la scelta giusta. Sì, perché, sebbene il pubblico non sia aumentato, quello stesso pubblico ha scelto di informarsi, piuttosto che seguire altri programmi. “L’eccezionalità dell’evento – spiega Balassone – non ha mobilitato un maggior numero di persone però sono aumentate le persone che hanno scelto di seguire gli aggiornamenti sul terremoto. A parità di platea l’attenzione è stata presa maggiormente dalle notizie e nelle diverse offerte di informazione c’è stata una parte di pubblico decisamente agganciata all’all news, in particolare quegli spettatori abituati al rapporto con Sky che dell’all news ha fatto una bandiera. E RaiNews 24 che ha sempre avuto una vita più travagliata, che nel quadro della Rai è sempre stato il parente povero rispetto alle altre testate, privo in passato di una vera ragion d’essere, questa volta ha fatto sentire anche il suo verso, almeno questo dicono le cifre”.

Insomma, “il pubblico della tv non è diminuito e questo non è un dato banale. In un momento in cui la tv ha profondamente cambiato la programmazione per fare informazione sulla catastrofe il pubblico non è diminuito e non è stato risucchiato dai siti di informazione online. Anche loro avranno avuto un buon numero di visite ma nonostante tutto la tv ha mantenuto, anche in situazioni così eccezionali, il centro del sistema ed è ormai chiara la complementarietà piuttosto che concorrenzialità fra la vecchia tv di sempre e il sito online“.

In queste situazioni di eccezionalità, “i siti online, anche grazie a una comunicazione social personalizzata che mette l’utente in contatto con il mondo, hanno una funzione e una capacità di innesco e di rapidità di mobilitazione del pubblico. Il pubblico poi si precipita sul mezzo che dà l’effetto presenza con l’evento”, cioè “la tv generalista che offre quell’effetto di compresenza, raccontando la contemporaneità, aiutata dall’uso crescente dei mezzi leggeri come lo zainetto (sistema portatile per la trasmissione del segnale video, ndr) e l’uso di Internet. È una macchina potente a cui la tecnica sta donando una nuova giovinezza“. In questo tipo di narrazione quindi ha funzionato questa sorta di sinergia tra i due mezzi di comunicazione, perché seguendo i fatti, il pubblico dopo qualche ora dalla prima scossa ha cominciato a vedere cosa diceva la sua testata online di riferimento. Il classico caso di televisione vista con lo smartphone in mano“.

 

In foto un’inviata di RaiNews 24 sui luoghi del terremoto

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