La “musica libera” di Luca Barbarossa che libera la Locride

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luca barbarossa

Da De Gregori a Mario Biondi: nel suo nuovo album il cantautore duetta con grandi nomi della musica italiana

Era il  febbraio del 1992 e Mario Chiesa veniva arrestato mentre intascava una tangente di sette milioni di lire dando così inizio a “Mani pulite”, che segna l’inizio di Tangentopoli e lo sgretolamento del sistema politico che aveva governato il nostro Paese per quarant’anni. Nello stesso mese, un Festival di Sanremo condotto dall’immortale Pippo Baudo, affiancato da Alba Parietti, Brigitte Nielsen e Milly Carlucci, decreta la vittoria di Luca Barbarossa con “Portami a ballare”. Per molti nati in quel serraglio di profanazione intellettuale che sono stati gli anni ’80, Luca Barbarossa, Schillaci e i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono i primi ricordi nitidi. Dopo più di vent’anni tante cose sono rimaste appese, la storia non ha emesso sentenze, i gol sono diventati più spettacolari e Luca Barbarossa è cresciuto in maniera costante, maturando con saggezza e forza, sperimentando  nuovi linguaggi e nuovi mezzi espressivi, mettendo a servizio la musica di tante battaglie e di una narrazione popolare mai banale.

Barbarossa sa essere autore profondo, bomber prolifico della nazionale cantanti (221 gol in 259 partite), tifoso romanista, protagonista sulle scene teatrali  torna a presentare un nuovo album, “Radio DUEts Musica Libera” composto da 15 tracce: sono solo alcuni dei tantissimi duetti  con gli artisti ospiti di Radio2 Social Club, la trasmissione che conduce tutti i giorni su Rai Radio2. Il programma che si avvicina rapido al “compimento” delle 500 puntate è un lungo percorso che Luca Barbarossa ha fatto insieme ad Andrea Perroni, ospitando, chiacchierando, duettando, curiosando ed esplorando il meglio della scena musicale, teatrale e cinematografica italiana. I proventi dell’album andranno interamente a “Libera – Nomi e numeri contro le mafie” che festeggia i primi vent’anni di attività in questi giorni. Un legame non occasionale quello tra  l’associazione di Don Luigi Ciotti e Radio Due, che anche durante il Cateraduno di questa estate ha promosso un’asta pubblica.

luca barbarossa

Questo album unisce molte passioni: la radio, la musica, gli amici e l’impegno sociale…

Sì, in questo album convergono molte cose. E’ una fotografia di questi sei anni di Radio Due, di tanti amici che sono venuti a trovarci a Social Club, con i quali abbiamo giocato e ci siamo divertiti. La musica dal vivo fatta in radio è una cosa che dà un riscontro immediato con gli ascoltatori, con i social, si vedono i video c’è quindi molta condivisione. In questi anni ho avuto l’onore di avere la stima di molti artisti importanti che sono all’interno dell’album, da Simone Cristicchi a Lucio Dalla, da Francesco De Gregori a Bennato, e poi ci sono anche molti giovani come Malika Ayane, Chiara Civiello, Giuliano Sangiorgi. La loro stima mi onora e mi commuove quasi intorno a questo progetto. Un progetto del genere non poteva non avere una finalità così ampia, quindi essendoci il ventennale di Libera, una realtà che ho spesso incontrato nel mio percorso sia artistico che sportivo con la nazionale cantanti, abbiamo deciso di sostenere un progetto di recupero su un bene confiscato nella Locride che diventerà un centro polivalente per la musica e per il territorio. Quindi gli incassi di questo album andranno per questa realtà.

Questo album è un prodotto quasi artigianale, si sente la bellezza dell’onda media, unita alla passione, al pubblico e ai tanti amici presenti. Per un cantante queste condizioni non proprio pulite sono comunque una sfida, come è stato cimentarti in questa realtà?

E’ stato molto bello perché non credo che esista un disco fatto in questo modo, è la fotografia vera, di un live vero, un live in cui è impossibile rimettere mano in studio col missaggio e via dicendo. E’ frutto del lavoro di tutta la squadra di Radio Due Social Club e quello che ascolterete è la verità di quello che è successo in quel momento. La cosa che rende unico questo progetto è che non essendo un album di inediti ma di cover, ci permette di ascoltare un repertorio vastissimo della nostra storia musicale interpretata da protagonisti di eccezione come De Gregori che canta “Gigolò” o Mario Biondi che canta “Prendila così”.

Nel disco ci sono due amici come Lucio Dalla e Franco Califano. A risentire la loro voce dopo qualche mese dalla loro scomparsa che effetto ti fa?

Ci siamo emozionati molto, perché purtroppo, tra tante cose belle in questi sei anni di Social Club, ci sono due pagine dolorose come loro e come Pino Daniele, Jannacci. Spesso si è trattato di morti inaspettate e risentire queste canzoni quando abbiamo masterizzato il disco ci ha fatto tornare indietro nel tempo, alle piccole cose come le telefonate per preparare l’ospitata, alle risate, a tutta quella vita che c’è dietro un incontro.

Sei sempre stato un personaggio molto legato a Roma, metropoli che vive un momento abbastanza difficile, che sembra vivere una crisi di identità. Tu come vedi questa città?

La vedo come vedo il resto d’Italia. Viviamo nel Paese più bello del mondo, nella città più bella del mondo, con risorse infinite da un punto di vista sociale, culturale, paesaggistico che però ha una parte marcia. Eliminare questa parte marcia è senza dubbio una parte difficile e dolorosa, ma dobbiamo farlo perché non è giusto far emergere di noi solamente la parte peggiore. Dobbiamo lottare per far emergere il giusto e il bello e sono sicuro che ce la faremo perché siamo un Paese troppo grande, dalle risorse infinite e ne stiamo prendendo coscienza. Roma è martoriata dalla corruzione, ma ha un forte desiderio di riscatto, quindi ci spero molto nella parte sana della città che è la maggioranza.

Facciamo un gioco. Andiamo in giro per la tua Roma spogliata. Da dove partiamo?

A Roma come caschi, caschi bene. Allora ci vediamo al Gianicolo, poi scenderei per Monteverde Vecchio, entrerei nel cuore di Trastevere, attraverserei il ponte e me ne andrei verso via di Panico, continuerei arriverei al Pantheon. A quel punto ci sediamo perché siamo stanchi, ci facciamo un aperitivo. Poi ripartiamo per quelle stradine del centro. Nella realtà, una domenica a piedi in centro me la faccio ogni tanto, mi rigenera, mi fa fare pace con la parte bella della città.

Parlando di futuro, cosa farai nei prossimi mesi?

Tutto questo progetto “Radio DUEts Musica Libera” sfocerà in un concerto alla Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica il 26 dicembre in cui ci saranno molti amici che sono presenti nel disco, ci sarà Don Ciotti, mio compagno di avventura in questo viaggio. Spero di regalare ai romani e non solo, un momento di condivisione grande sia a livello musicale che a livello sociale. Accanto a me ci sarà la Social Band e Andrea Perroni, che è la parte allegra e comica della mia vita radiofonica.

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