“La famiglia è bellezza”

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Intervista a Gianlugi De Palo, presidente del Forum delle Associazioni Familiari

Secondo l’ultimo rapporto dell’Istat in Italia 59.132.045 persone su 59.433.744, vivono all’interno di una famiglia, un importante dato questo e non puramente statistico. L’epicentro del disagio sociale, delle problematiche economiche sembrano essere sempre le mura domestiche e complice una subalternità sempiterna nell’agenda politica del nostro Paese e una continua polarizzazione ideologica sui temi della famiglia, le vere emergenze fiscali, pratiche ed essenziali di una moltitudine sempre maggiore vengono accantonate. Ma parlare di famiglia non significa solamente discutere delle famiglie che già esistono, ma anche di quelle che non nascono per paura di non riuscire a sopravvivere. Quante volte sentiamo di giovani coppie che non trasformano il proprio desiderio di procreare o di sposarsi perché il timore che l’economia reale del Paese distrugga il sogno di un’esistenza insieme. Per raccogliere queste sfide culturali e sociali da qualche anno è nato il Forum delle Famiglie che rappresenta oltre 4 milioni di famiglie in tutta Italia, per un totale di circa 12 milioni di persone, organizzate in 400 associazioni locali e nazionali, che nella giornata di sabato ha rinnovato i suoi organi di rappresentanza eleggendo Gianluigi De Paolo, romano, 39 anni, già presidente delle ACLI di Roma e ideatore del Movimento dei passeggini, assessore tecnico alla Famiglia e alla Scuola del Comune di Roma, come nuovo presidente. Lo abbiamo incontrato.

Gianluigi De Palo

Gianluigi De Palo

Dal suo discorso di inizio mandato questo organismo sembra voler incarnare in maniera innovativa una sorta di sindacato delle famiglie italiane?
Esatto, l’idea è proprio quella. Vogliamo essere la voce di chi non ha voce oggi, di quei padri e di quelle madri che vedono con dolore i propri figli migrare all’estero perché qua non c’è futuro, vorremmo essere accanto a quelle coppie che vorrebbero mettere al mondo un figlio, ma sanno che facendolo nel nostro Paese rischierebbero di andare sotto la soglia di povertà o di quelle mamme italiane che vorrebbero fare due figli e invece, a causa della mancata conciliazione tra lavoro e famiglia, sono costrette a farne 1,39 di media o che per non perdere il posto di lavoro devono nascondere il pancione.

Spesso di politiche sulla famiglia si riempie la bocca la politica, ma i dati su natalità, matrimoni e accesso ai diritti, parlano chiaro: siamo in emergenza. Quali saranno le azioni che il Forum intraprenderà per invertire la tendenza?
Vogliamo ripartire dalla Costituzione della nostra Repubblica che negli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione Italiana detta una linea chiara, ma che quotidianamente viene disattesa. A noi interessa la pratica, non le teoria, perché la famiglia è come l’amore, un fatto.  Ad esempio pochi giorni fa, a Roma, insieme ad Age e Agesc abbiamo creato una lista indipendente che per la prima volta ha messo in rete centinaia di genitori, riuscendo a fare eleggere in 15 Istituti (quelli che dovevano rinnovare gli organi) una quarantina di mamme e papà. Quei genitori non si occuperanno solo dei POF, ma anche delle finestre rotte, dei tetti in amianto, dell’approvazione di delibere scolastiche che tengano in considerazione una sorta di quoziente familiare per le attività extrascolastiche a pagamento. Occorre avere un fisco giusto per le famiglie, perché ad oggi molte coppie arrivano a scegliere un divorzio pilotato per garantire la permanenza del figlio a scuola e questa non fantascienza ma realtà.

Spesso la famiglia non vive di una narrazione propria ma di riflesso, spesso anche polemico. Culturalmente a suo avviso quali sono metodi e parole d’ordine per capovolgere questo paradigma?
Il nostro Paese  deve dimostrare se vuole vincere la sfida del futuro o invece rassegnarsi all’antipolitica. Il problema della denatalità non è un problema sociologico, legato solo alle nascite, ma un problema di speranza e di fiducia. Il Forum non vuole rassegnarsi ad un Paese che gestisce le emergenze. Per questo vogliamo rimettere al centro dell’agenda politica la vera priorità del Paese che è la famiglia e renderla culturalmente appetibile, perché famiglia non è il contrario di bellezza, semmai ne è metafora.

“In famiglia non si può vivere bene senza perdonarsi”, ha detto Papa Francesco tempo fa, quanto le famiglie italiane sono causa di una crisi di identità del nostro Paese?
Ritengo che dalla famiglia tutto parte, ad oggi è rimasto l’unico cuscinetto sociale che tiene ancora dentro un welfare di relazione e prossimità. A mio avviso la crisi economica ha minato tutte le consapevolezze e ci ha riempito di paure. Dobbiamo occuparci del Paese reale, di un’Italia demograficamente morta che non fa più figli nonostante il desiderio di paternità e maternità del suo popolo. La demografia e una fiscalità più equa sono sicuramente tra le priorità, così come l’educazione. Considerare i figli come bene comune è la vera rivoluzione di cui abbiamo bisogno e che dobbiamo cercare di far diventare una realtà. Se mettiamo le persone nella condizione di realizzare le loro aspirazioni più alte, i loro desideri, automaticamente avremo più famiglie, più figli e più comunità. D’altronde, senza fare polemiche politiche che, adesso non servono a nulla, sono convinto che, se l’Italia oggi è come un terreno che non dà frutti, non è perché non sia potenzialmente fertile, ma principalmente perché è stato mal coltivato.”

 

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