“La crescita dell’occupazione prosegue”, parla Filippo Taddei

Lavoro
L'economista del PD Filippo Taddei, durante i lavori sulla questione delle pensioni e legge Fornero organizzata dalla UIL 3 giugno 2015 a Roma
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Intervista al responsabile economico Pd: “Anche se il lavoro tra i giovani rimane difficile, è bene evidenziare che siamo passati dal 43% di due anni fa al 40,1 di oggi, una cifra molto alta ma quasi tre punti in meno dal picco della crisi”

Il tasso di disoccupazione a dicembre è rimasto stabile rispetto al mese precedente. Cosa sta succedendo al mercato del lavoro?

I dati ISTAT di dicembre consegnano un mercato del lavoro che continua ad assestarsi: confermano la crescita dei posti di lavoro su base annua continua (+242mila). La crescita dei disoccupati è accompagnata da un aumento degli occupati e, soprattutto da una diminuzione degli inattivi. Questi dati vanno letti insieme perché mettono in luce quanto le persone che prima stavano ai margini del mercato del lavoro adesso tornino a cercarlo. Riaffacciandosi al mercato del lavoro, alcuni lavoratori tornano a trovarlo e il numero totale degli occupati cresce. Non siamo tornati ai livelli di occupati pre -crisi ma continuiamo ad avvicinarci.

I dati di oggi mettono però in evidenza la risalita della disoccupazione giovanile, che sta diventando ormai una vera e propria emergenza sociale.

Anche se il lavoro tra i giovani rimane insoddisfacente, si è invertita la caduta ed è ricominciata la crescita. Infatti, la novità del dato di oggi è che, se consideriamo l’invecchiamento della popolazione e quindi contiamo le persone e non solo i posti di lavoro, vediamo che la crescita dei posti di lavoro non è solo tra gli over 50 ma ha abbracciato nell’ultimo anno tute le età: gli under 35 e chi ha tra 35 e 50 anni. La ripresa è così consolidata che, anche ignorando le dinamiche demografiche, nel mese di dicembre osserviamo una ripresa dell’occupazione tra gli under 35 di 46mila posti di lavoro. Se rapportiamo questo dato ai 4 milioni di occupati che fanno parte di quella classe di età, registriamo di fatto un incremento dell’1 per cento in un mese. È difficile vedere negativamente un dato del genere.

Un incremento incentivato dalle politiche del governo…

La categoria dei giovani è stata il cuore della politica del lavoro in questa ultima fase. Negli under 30 abbiamo concentrato tutti gli interventi diretti di sostegno diretto all’occupazione dell’ultima legge di bilancio. Anche industria 4.0 avrà un effetto sproporzionato su questa componente.

La grande critica che viene sollevata da molti è che il mercato di lavoro ha generato occupazione soltanto fra gli over 50. Cosa risponde?

Non è così. Oggi l’Istat presenta davvero un dato nuovo. Per non fraintendere la dinamica del mercato del lavoro e per effettuare una analisi oggettiva, va considerato l’andamento dell’occupazione anche rispetto agli spostamenti che ci sono all’interno delle diverse classi di età. Le persone che invecchiano rimangono per la maggior parte occupate ma passano da un gruppo all’altro. Ripeto: considerando l’invecchiamento si scopre infatti che l’aumento dell’occupazione su base annuale si è allargata a tutte le età, ossia a quelle che hanno meno di 35 e meno di 50 anni. È chiaro che quella in atto non è una ripresa uniforme che comprende in maniera omogenea tutte le classi di età. Non è ancora così forte come vorremmo, ma non si può dire che i posti di lavori aumentino solo per gli over 50.

Come sta cambiando oggi il lavoro?

La composizione della forza lavoro continua a cambiare nella direzione tracciata dal jobs act. La vera differenza che si può osservare rispetto al passato è che è in atto una ripresa più che proporzionale dei contratti di lavoro a tempo indeterminato. Un dato che viene accompagnato da un calo dei lavoratori autonomi indipendenti. Uno degli obiettivi centrali della nostra riforma del lavoro era fare in modo che tutto il deserto della parasubordinazione venisse riassorbito nella sua area naturale, cioè il lavoro dipendente, con tutte le tutele e gli ammortizzatori del caso.

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