Raid contro i migranti? La reazione del sindaco: “Caso isolato, Lecco è un’altra cosa”

Immigrazione
Migranti in fila in attesa di una eventuale collocazione nello spazio allestito per l'emergenza profughi vicino la stazione Centrale di Milano, 7 settembre 2015. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

La stampa parla di frequenti raid contro il campo profughi allestito a Bione. Il sindaco Brivio: “Caso isolato, i lecchesi stanno dimostrando grande solidarietà verso i profughi”

Spedizioni razziste contro i profughi, insulti, bottiglie piene di urina lanciate dai finestrini delle macchine in corsa. Scene che si ripetono con frequenza quotidiana. Così, questa mattina, è stata descritta la situazione a Lecco, da una parte consistente degli organi di stampa italiana. La realtà, però, è un’altra, almeno a giudicare da quanto ci ha raccontato il sindaco della città lariana, Virginio Brivio.

Siamo a Bione, periferia sud della città, il campo profughi è stato allestito da un mese e mezzo, a metà agosto, dalla prefettura, “in una zona abbastanza isolata – spiega il sindaco – che si presta a bravate di ogni tipo”. Perché quella di cui parlano i giornali, secondo Brivio, “è una bravata, un caso isolato, che va sicuramente stigmatizzato, non va sottovalutato, ma va anche preso per quello che è: il primo episodio di intolleranza in un mese e mezzo, compiuto da ragazzi probabilmente sotto l’effetto di sostanze alcoliche”.

Il rischio, in effetti, è che si possa fare di tutta l’erba un fascio ed è ciò che il primo cittadino vuole evitare: “Lecco non è assolutamente una città razzista, anzi. In queste settimane i lecchesi hanno messo in scena una vera e propria gara di solidarietà: ci sono volontari che si recano ogni giorno al centro per aiutare i profughi, fanno corsi di italiano, organizzano partite di calcio, li coinvolgono nelle passeggiate alpine”.

Della stessa idea Veronica Tentori, parlamentare lecchese del Partito Democratico: “Lecco sta facendo la sua parte. Lecco sono tutti i volontari, i cittadini, le associazioni, che si stanno spendendo per dare anche solo un piccolo aiuto; sono le istituzioni che si impegnano per gestire l’accoglienza e l’integrazione; sono le migliaia di persone scese in piazza durante la marcia delle donne e degli uomini scalzi e che credono nei valori della solidarietà, dell’uguaglianza e della dignità umana. Non permetteremo che pochi barbari con un atto vergognoso, di qualsiasi portata esso sia stato, possano scalfire il lavoro di quei tanti che dimostrano il grande cuore di noi lecchesi e possano vanificare tutti gli sforzi che si stanno compiendo”.

 

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