Jean-Paul Fitoussi: “Se continua l’austerità l’Unione perde il suo futuro”

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L’economista francese sul vertice di Ventotene: «Spero che Renzi e Hollande dicano a Merkel: subito investimenti, basta far soffrire i popoli»

È un’Europa «senza un sogno», «che rischia di tagliare le gambe al suo futuro» quella che si ritroverà lunedì a Ventotene. Basterebbe ripartire da lì, da quegli ideali, per recuperare vigore. Ma questo oggi sembra un pio desiderio. La pensa così Jean-Paul Fitoussi, economista e professore emerito all’Institut d’Etudes Politiques de Paris. Da mesi (forse anni?) Fitoussi critica le scelte (o non scelte) degli europei. E oggi non ha cambiato idea.

A Ventotene si incontrano Germania, Italia e Francia. È il nucleo forte dell’Europa, o no?

«È il nucleo forte, ma poi nel nucleo c’è sempre una che è più forte degli altri. Ma se vogliamo avere una visione storica possiamo dire che è il nucleo giusto dell’Europa».

Cosa abbiamo perso oggi rispetto ai valori fondanti dell’Ue ideati a Ventotene?

«Abbiamo perso il sogno, l’ambizione, il futuro dell’Europa, perché non abbiamo finito il lavoro, ci siamo fermati. Manca la gamba più importante della costruzione europea, che è quella politica. Per affrontare i problemi che abbiamo oggi, dal Brexit, all’immigrazione e il terrorismo, serve un’Europa forte, con una voce sola, che si dia gli strumenti per affrontare le crisi. In Francia si parla di guerra al terrorismo. Ma per fare questa guerra c’è bisogno di un esercito comune e di una intelligence comune. E non solo: l’Europa ha bisogno di averew un atteggiamento geopolitico chiaro, che possa confrontarsi con una sola voce con la Turchia, il Medio Oriente e tutte le aree di crisi».

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