In barca a vela contro la disabilità. Il viaggio di Danilo e Alessio

Tipi tosti
danilo-e-alessio-2

Non c’erano limiti di tempo, l’obiettivo era navigare il più possibile. Lo hanno fatto fissando il record delle dieci ore

Il primato mondiale di lunga percorrenza in barca a vela? E’ stato un non vedente a stabilirlo, aiutato da un amico. Si tratta di Danilo Malerba, nato nel ’74 a Catania, ma vissuto sempre a Lentini e oggi residente a Firenze che, il 13 settembre scorso, in compagnia di Alessio Campriani, nato nel ’68 a Città di Castello, in provincia di Perugia, è riuscito a fissare il record delle dieci ore.

unnamed“Abbiamo navigato– racconta Danilo- nelle acque dell’Adriatico. Siamo partiti da Portoverde, vicino Misano Adriatico, con rotta Est – Nord Est. Per sfruttare le brezze ideali, siamo partiti alle 2 del mattino e abbiamo navigato per 10 ore e 30 minuti, percorrendo 43,58 miglia nautiche, una distanza equivalente a circa 80 chilometri. Dieci ore e mezzo su un cavallo imbizzarrito, cercando l’equilibrio fra il vento e il mare, ad una velocità media di 5 nodi, pari a circa 10 chilometri orari”.

La preparazione è iniziata circa due anni fa, quando i due amici hanno cominciato a pensare al tipo di barca più adatto all’impresa. Il 14 maggio scorso l’imbarcazione era pronta.

“E da quel momento – continua Danilo – è stata tutta una corsa, perché abbiamo completato il nostro allenamento fisico, e iniziato a simulare emergenze e incidenti. Persino il rovesciamento della barca, per testarne la tenuta sull’acqua ed esercitarci nelle manovre di raddrizzamento, che sarebbero potute avvenire in condizioni meteorologiche complicate, peggiorate da errori di manovra, dovuti alla stanchezza. Una barca da spiaggia, come quella che abbiamo utilizzato, non perdona. Si tratta di imbarcazioni leggere, del peso di 250 chilogrammi, lunghe 5 metri, che si capovolgono facilmente e di cui si perde subito il controllo”.

E’ stata un’avventura impegnativa. Ad un tratto il mare, spiegano i due, ha cominciato ad ingrossarsi. “Siamo stati, però – aggiungono – pronti a gestire i pesi a bordo (molte confezioni di acqua e frutta secca, panini) e la pressione del vento sotto raffica. Il mare ha i suoi segreti, basta sentirne il ritmo e capirlo. E noi abbiamo imparato a conoscerlo, tanto che siamo stati capaci quasi di prevedere le onde, la loro forza e la reazione della barca. Ci sono stati momenti di grande tensione.  Le onde, ad un tratto, ci sono venute addosso, inondando la prua. Ma abbiamo cercato di mantenere la calma, e piano piano, ce l’abbiamo fatta”.

Non c’erano limiti di tempo. L’obiettivo era navigare il più possibile.

danilo-e-alessio-0“Dovevamo attraversare l’Adriatico fino in Croazia – racconta Danilo – E siamo riusciti a metà. A mollare, infatti, è stato il vento, non noi, con una bonaccia terribile. Eravamo pronti a trascorrere molte altre ore. Alle 12.30 il vento è calato, il mare si è trasformato in un fantastico olio per fare il bagno. E Pinky si è fermata per due ore. Ho dedicato questo trionfo a chi mi ama e sostiene le mie follie. E’ ovvio che non mi fermo qui. Il mondo è grande e voglio sfruttare tutto il tempo che mi viene concesso. Chi mi conosce, sa che la mia disabilità non mi ferma. Non lo ha mai fatto. In genere, se ti piace qualcosa e ti piace davvero, devi provare a realizzarla. Dico sempre che non bisogna avere paura di esplorare i propri limiti. Solo se li conosci, li affronti e li superi. Ma questo, ovvio, non vale solo per un disabile visivo. Non ho mai avuto paura delle sfide. A 14 anni sono andato da solo a Firenze per frequentare una scuola per masso-fisioterapisti, specifica per disabili visivi. Ho fatto il fisioterapista per quasi un anno, poi mi sono rimesso in gioco ed ho frequentato un corso per centralinisti telefonici. Non contento, a 35 anni, ho frequentato le scuole serali e, finalmente, ho preso la mia maturità in dirigente di comunità sociale, una qualifica che mi è servita a scoprire alcune mie passioni.  Alla fine del ‘98 sono stato assunto come centralinista del Ministero della Giustizia, all’ufficio del Giudice di Pace di Firenze. Poi sono stato trasferito in Corte di Appello, e, nel 2012, spostato all’ufficio per le relazioni col pubblico del Palazzo di Giustizia di Firenze. Dopo alcuni anni ero al Tribunale di La Spezia, oggi sono di nuovo a Firenze. Tutti trasferimenti che ho sempre chiesto io. In futuro non so dove sarò. Amo il cambiamento. E mi mantengo vivo grazie a tanti interessi, anche se la vela e il mare sono quelli che mi fanno sentire davvero libero”.

“Organizzare l’impresa non è stato semplice – afferma Alessio,che in passato ha doppiato Capo Horn e navigato fino in Antartide – Agli inizi ho dovuto superare molti pregiudizi. Un cieco su una barca da spiaggia mi creava molta ansia. Ci ho pensato per alcune settimane, poi ho ceduto. Del resto, anche io amo le grandi sfide”.

Un sostegno ai due è arrivato dalla Lega Navale Italiana (LNI) – sezione di Rimini, presieduta da Aleardo Maria Cingolani. In poche settimane l’idea de “Il Viaggio di Pinky” ha conquistato molte aziende, che hanno fornito le attrezzature.

“Siamo partiti con vele spettacolari – spiegano – realizzate con i tessuti più leggeri e resistenti, tagliati e assemblati da professionisti della vela, grazie a Sailorwear, di Armando Battaglia, una veleria di Arcola vicino a La Spezia. I pannelli solari, che alimentavano gli impianti montati e cablati dai ragazzi (che frequentano il Liceo scientifico Città di Piero di Sansepolcro, il polo liceale Plinio il Giovane di Città di Castello, l’IIS Patrizi Cavallotti Baldelli, il polo Franchetti Salviani e il polo Leonardo da Vinci di Umbertide), sono stati, invece, messi a disposizione dalla Sunerg, specializzata in impianti fotovoltaici. Bizzirri ci ha permesso di realizzare altri dispositivi indispensabili alla navigazione. E l’entusiasmo delle nostre famiglie ha fatto il resto”.

In futuro? “Vorrei continuare a navigare con Danilo- conclude Alessio- e, magari, stabilire nuovi record, su un mare meno traditore. Il Tirreno. Raggiungere la Corsica dall’Italia sarebbe il nostro grande sogno. Non nascondo che già stiamo cominciando a prepararci”.

Vedi anche

Altri articoli