Il viaggio di Greta, dalla passione per i cavalli alla produzione di super oggetti

Tipi tosti
bedimensional

Intervista a Greta Radaelli, amministratore unico della BeDimensional, azienda fondata nei laboratori dell’Istituto Italiano di Tecnologia a Genova

E’ stata per quasi due anni all’estero, poi ha deciso di tornare in Italia. Oggi guida una start up, che realizzerà super oggetti.

Questa volta la tipa tosta è Greta Radaelli, nata a Monza, ventinove anni fa, amministratore unico della BeDimensional, azienda fondata nei laboratori dell’Istituto Italiano di Tecnologia a Genova – diretto da Roberto Cingolani – che avrà come obiettivo quello di portare sul mercato materiali innovativi, rivoluzionari e dalle tante applicazioni potenziali: i cristalli bidimensionali, di cui il più famoso è il grafene.

Una Laurea in Ingegneria Fisica, il Dottorato in Fisica al Politecnico di Milano e una grande passione, nata quando aveva cinque anni: i cavalli.

“Se ho realizzato gran parte dei miei sogni – dice Greta – devo ringraziare il mondo dell’equitazione e l’amore per i cavalli. Sino al 2012 ho partecipato a gare nazionali ed è con questi adorabili animali che ho acquisito il senso del sacrificio e della disciplina. Sai quante volte ho rinunciato da ragazza ad uscire il sabato sera con gli amici per gli allenamenti? Rigore, senso di responsabilità e determinazione, li ho appresi dedicandomi a questo sport. Conciliare ricerca e maneggio è stata una grande fatica. Però, se nel 2012 la mia cavalla non si fosse infortunata, avrei avuto grandi difficoltà a fare una scelta. Oggi continuo a fare equitazione, praticare questo sport mi serve per staccare da giornate molto intense. E, comunque, è stato meglio così. Mi sono tolta grandi soddisfazioni sportive. Non sono diventata una grande amazzone come sognavo da bambina, ma sto realizzando un progetto imporante. Non solo. Gli anni all’estero mi hanno permesso di maturare dal punto di vista emotivo, oltreché professionale”.

Greta ha svolto prima un internship nel corso del dottoratoall’Istituto di Scienza dei Materiali dell’Università Autonoma di Barcellona (ICMAB), poi un Post Doc all’Università di Parigi Sud, presso le strutture di Thales, nel gruppo guidato dal premio Nobel, Albert Fert.

“Nel 2014 – racconta ancora – ho sentito il desiderio di rientrare e provare a mettere a disposizione del mondo scientifico italiano quello che avevo appreso lavorando in questi centri di ricerca di livello internazionale. Ho fatto la scelta giusta. L’Istituto Italiano di Tecnologia è una realtà unica in Italia, in grado di competere con i migliori centri di tutto il mondo, ed è un ottimo punto di attrazione per tornare. Ho la fortuna di lavorare con Vittorio Pellegrini  (1969, Lucca),  Ilker Bayer (1972, Ankara-Turchia) e Francesco Bonaccorso (1976, Messina), ricercatori noti nell’ambiente scientifico mondiale per le loro ricerche sui materiali, che sono i soci fondatori della start up. Vittorio è stato di recente nominato presidente esecutivo della Flagship Grafene, il più grande progetto europeo sui nuovi materiali. E poi Genova è una città stupenda, il clima è mite e c’è il mare”.

Puoi dirci qualcosa sul grafene?

E’ un nuovo materiale con proprietà eccezionali, che stiamo trasferendo dal mondo della ricerca alla manifattura. E’ il materiale più sottile al mondo, costituito da uno strato monoatomico di carbonio. Ha caratteristiche uniche dal punto di vista meccanico, termico, elettrico e ottico. È dotato di una resistenza meccanica 200 volte superiore a quella dell’acciaio e di una straordinaria conducibilità termica. E’ biocompatibile, biodegradabile, in grado di sostenere una densità di corrente elettrica superiore a  quella del rame. Si tratta di una barriera quasi impermeabile alla stragrande maggioranza degli elementi chimici, che riesce a mantenersi flessibile e leggera. Il suo punto di forza? Può essere integrato con i materiali impiegati nella manifattura tradizionale, cui trasferisce queste proprietà. E’ un materiale che, nel breve termine, può offrire grandi opportunità di innovazione a piccole e medie imprese.

Il grafene si produce già. Quali le novità di BeDimensional?

Il processo di produzione dell’inchiostro al grafene è stato sviluppato nel Graphene Labs dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Ed è applicabile anche alla produzione di molti altri cristalli bidimensionali per ora non disponibili sul mercato. L’inchiostro potrà essere impiegato, ad esempio, per la stampa di circuiti elettronici su supporti flessibili, l’ideale per la realizzazione di componenti destinati all’ l’elettronica stampabile e deformabile. La formulazione in fase liquida permette di miscelare il grafene e gli altri cristalli bidimensionali con altri materiali, per esempio, di natura plastica, e creare componenti dalle funzionalità innovative, come schermi altamente robusti dal punto di vista meccanico, nello stesso tempo flessibili e arrotolabili. In futuro, non solo il processo produttivo, ma anche le formulazioni per integrare grafene in altri materiali e creare prodotti innovativi potrebbero diventare brevetti.

Di preciso cosa farà BeDimensional?

BeDimensional è la prima start up a partecipazione IIT. Farà da consulente, cioè aiuterà il mercato e le aziende a comprendere le potenzialità e l’utilità dei nuovi materiali nei processi produttivi. Inoltre produrrà e renderà disponibili sul mercato i suoi cristalli, che saranno di alta qualità e purezza.

Da dove stanno arrivando le risorse economiche?

Il business plan si basa su una raccolta finanziaria di 1,5 milioni di euro ed un break even a 24 mesi. Abbiamo avviato progetti di collaborazione con il mondo industriale e prevediamo l’ingresso di investitori istituzionali e privati. Stiamo organizzando il primo sito produttivo per produrre circa 20 litri di inchiostro al giorno, 400 grammi/giorno, se consideriamo il materiale in forma solida: la polvere. Entro la fine dell’anno avremo i primi prodotti commerciali. I committenti saranno aziende di settori diversi: dal design agli accessori di moda, dall’elettronica alle costruzioni, dal settore automobilistico agli imballaggi. Saranno realtà che vorranno innovare i propri prodotti. Agli inizi, si tratterà principalmente di aziende italiane. Ma cercheremo anche clienti all’estero. Non sarà una passeggiata. La missione di BeDimensional, appunto, concepire e sviluppare nuovi materiali rivoluzionari, che contribuiranno a creare super-oggetti, è una grande sfida, che ci carica. Pensa a quello che in un futuro non remoto potremmo realizzare: un casco più resistente e sicuro, ma molto più sottile e leggero, una batteria per smartphone completamente flessibile, una plastica super-resistente, con caratteristiche di elevata sostenibilità ambientale e inattaccabile dai batteri. L’entusiasmo non ci manca ed è quello che fino ad ora ci ha permesso di non mollare nemmeno di fronte alla burocrazia poco snella. Il nostro motto è: “Curiosity and imagination will take you further”!

Nei prossimi anni?

Puntiamo a trasformare BeDimensional in un’azienda leader nel mercato italiano ed internazionale. Vorremmo contribuire a migliorare la vita delle persone, rendendo gli oggetti che usiamo più sicuri, più performanti e più duraturi. Lo ripeto sempre: lanciare una start-up non è un gioco da ragazzi. Pesano tanta burocrazia e tanti compromessi. Eppure siamo qui a parlarne. I fondi non sono tanti, ma bisogna continuare a crederci. Per fortuna abbiamo avuto il grande sostegno di IIT e di tante altre persone che stanno lavorando sodo e ci permetteranno di fare fra R&D e produzione cinque assunzioni per il primo anno. Ne seguiranno altre.  Siamo solo all’inizio.

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