Il sindaco di Camerino: “Il centro storico non esiste più, da Ue parole inconcepibili”

Terremoto
Interno della zona rossa a Camerino, 18 gennaio 2017. ANSA / US COMUNE CAMERINO
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“Domani apre un centro commerciale: una tensostruttura con 50 negozi”, parla Gianluca Pasqui

«Credo che non sia ben chiaro lo stato delle cose dopo il sisma che ci ha colpito: a Camerino, la città non esiste più, l’esercito presidia la zona rossa. Inoltre tutte le chiese in 47 frazioni, tranne una, sono chiuse; i musei in stand by, non c’è più un bar, una tabaccheria, un negozio di alimentari, uno studio di avvocato… ».

Il sindaco Gianluca Pasqui (Forza Italia) elenca con dolore e amarezza tutto quello che non esiste più nella cittadina del Maceratese colpita dal sisma. E alle affermazioni di Moscovici, il commissario agli Affari Economici dell’Ue, replica così: «Parole inconcepibili. Le persone devono continuare a vivere nel rispetto delle dignità: lavoro, casa, attività e scuole». Così annuncia, finalmente, una buona notizia: domani verrà inaugurato un centro commerciale, è stato allestito dentro una tensostruttura in località San Paolo e ospiterà negozi, ristoranti e anche un pub.

Sindaco, cosa vorrebbe dire all’Europa? Secondo una dichiarazione di Moscovici in riferimento al nostro Paese, le «spese per i nuovi terremotati sarebbero fuori dalla trattativa Italia-Ue sui conti». Cosa risponde?

«Parole inconcepibili. L’ultimo terremoto a Camerino ha distrutto l’intero territorio. Abbiamo tantissime persone che soffrono, famiglie con infiniti problemi per via del sisma: sono rimaste senza un tetto e al grande disagio si somma il tema dell’educazione dei figli e dell’occupazione».

Concorda con la replica di Padoan, il nostro ministro dell’Economia?

«Certamente e le sue parole in replica a Moscovici le ripeto e le faccio mie: “Non si può far finta che nulla sia accaduto in Italia”».

Camerino è la cittadina più colpita dal sisma per estensione e allo stesso tempo il luogo più rappresentativo del Maceratese. Come state affrontando questa emergenza?

«La città non esiste più, l’esercito presidia la zona storica che è stata rivista fino ad oggi sei volte. Nel cuore di Camerino nessuno può entrare senza un regolare permesso: la città è ferma, non non c’è nessuna attività, non abbiamo più una piazza dove trovarci».

Qual è la domanda più ricorrente che le fanno i suoi concittadini?

«Mi chiedono “dove siamo?” non più “chi siamo?”, perché il sisma ha distrutto, oltre alle case, anche il tessuto sociale. Le persone vogliono sapere, c’è chi ancora chiede: “Ma dove è finito Francessco? Era un mio amico… ”. Camerino è la città più colpita per estensione: ha circa 7mila abitanti e circa 9mila studenti. Le persone in autonoma sistemazione sono 6200».

E come istituzioni, cosa state facendo per alleviare i mille disagi e ostacoli di chi vive sfollato?

«Stiamo lavorando per riaprire il centro storico il prima possibile, con progetti per la ricostruzione lieve e quella breve in primis, in modo da bonificare e riaprire alla cittadinanza».

Lunedì arriva il Capo dello Stato Sergio Mattarella, cosa gli dirà?

«Il Presidente è già venuto a trovarci e ciò dimostra lo spessore del Capo di Stato come guida della nazione, uomo delle istituzioni e l’attenzione che ha per le popolazioni più deboli, come sono i terremotati. Sarà qui per l’inaugurazione del 681° anno accademico della nostra famosa Università».

Altre priorità?

«La ripresa delle attività economiche e di tutte le attività dell’Ateneo ».

Nessun’altra buona nuova in vista?

«Sì, eccola: domenica inauguriamo un centro commerciale dentro una tensostruttura con 50 negozi, grazie anche al lavoro del commissario per la ricostruzione Vasco Errani e del Capo della Protezione civile Curcio».

Che tipo di attività si faranno nel centro commerciale?

«I negozi che prima si trovavano dentro e fuori il centro e storico ora verranno in parte riaperti. Ospiteremo anche alcuni ristoranti e un pub per favorire il ritorno alla socialità. La località è quella di San Paolo, a circa un chilometro da Camerino. Ma speriamo che presto arrivino anche i moduli per i commercianti».

In che modo è stato realizzato tutto questo?

«A garantire le spese per questa struttura è stato il bilancio comunale, poi si spera che questi fondi ci verranno riconosciuti e rimborsati».

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