Il mio Sanremo normale, garbato e con i giovani

Dal giornale
Carlo Conti Sanremo

Carlo Conti descrive il festival che condurrà a febbraio 2016. E stasera su Rai1 va in onda una gara per scegliere i giovani: “È giusto dare loro spazio”

I l festival di Sanremo accorda i suoni in vista dell’edizione in calendario dal 9 al 13 febbraio 2016 con Carlo Conti al bis in veste di direttore artistico. I big passano da 18 a ben 20: «Le canzoni di qualità arrivate sono tante, ecco perché abbiamo deciso di cambiare il regolamento», avverte il conduttore fiorentino in conferenza stampa. E stasera va in onda, su Rai1 quella che al momento è un innovazione robusta: una serata in diretta con dodici artisti, da soli o in gruppo, in lizza per guadagnarsi sei degli otto posti per “Sanremo giovani” affiancando i due di “Area Sanremo” scelti dall’accademia del festival. Un rilievo finora mai riconosciuto agli esordienti a cui Conti tiene parecchio. Al punto da confermare a l’Unità: «Al festival non canteranno a fondo serata, canteranno all’inizio come nel febbraio scorso. È andata bene a febbraio e trovo giusto dar loro spazio altrimenti rischiano di perdersi tra i big». Sui quali non si sbilancia. Renderà pubblici i nomi domenica 13 dicembre su Rai1, a L’Arena condotta da Giletti. «Stiamo lavorando sulla squadra che affiancherà Carlo, sugli ospiti che saranno un mix tra italiani e stranieri (Laura Pausini sarà della partita, ndr), sulle canzoni, sui co-conduttori – fa sapere il direttore di Rai1 e sorta di “sovrintendendente” del festival da anni Giancarlo Leone – Il modello rimane in sintonia con la cifra stilistica di Carlo. Intanto il budget è in linea con quello di febbraio: abbiamo un forte utile dato dal rapporto costi e ricavi pubblicitari».

Partiamo dai giovani: Carlo, una serata tv tutta per gli esordienti è una “prima volta”, nel festival. Perché?

Nella commissione, di cui faccio parte, ne abbiamo selezionati 60 su 655 e li abbiamo visti al vivo a Roma scegliendo i dodici di stasera. C’è materiale artistico meraviglioso e trovo giusto dar luce a tutti loro. Il meccanismo è quello del torneo tennistico.

Gli otto prescelti in quale orario canteranno? C’è sempre chi sostiene che non “tirano” gli ascolti.

Sanremo inizia a un quarto alle nove: entrano in scena fino alla prima pausa pubblicitaria che sarà intorno alle 21.10.

Il tuo festival 2015 è stato da più parti “garbato”. Ti ritrovi in questa definizione?

Sì, vorrei fare una televisione garbata, normale, molto pop. Intendo prendere la maggior parte del pubblico, dai giovani ai più anziani, non voglio ghettizzare un gusto o un sapere, quanto allargare la forbice. Ma voglio tornare al discorso di prima: non fai grandi numeri se non allarghi sui giovani, tanto più oggi, con la ripartizione in tanti canali.

Che tipo di festival prepari?

Sarà “tale e quale” (cita il programma da lui condotto sempre sul primo canale, appena concluso e baciato da ascolti eccellenti) a l’edizione 2015, la più vista degli ultimi dieci anni. Se non ho un’idea migliore non cambio. È stato un festival nella tradizione e io lo interpreto principalmente come una gara di canzoni italiane con il contorno. Ho cercato di renderlo meno possibile un evento televisivo lasciando spazio alla musica. Non a caso portiamo 20 cantanti: non accadeva da tanti anni. E nel febbraio scorso ho avuto Arisa ed Emma come co-conduttrici proprio per dimostrare quanto sia importante la musica.

Quali generi musicali passeranno? A Sanremo ricorre negli anni la critica che manca qualche aspetto importante della scena italiana.

La serata sui giovani rende evidente invece che prendiamo tantissime sfaccettature: dal gruppo indie-rock alla dance elettronica a fino a canzoni in apparenza più classiche. Sui big il lavoro è più complicato, dipende da cosa propongono. Magari mancano gli estremi, è una scelta stilistica. E direi che a febbraio sono mancati i “classiconi”.

Mancano perché l’epoca in cui le canzoni festivaliere rappresentavano un Paese, musicalmente parlando, è tramontata?

Può darsi, però negli ultimi anni da qui sono decollate realtà importanti come i Modà, i Negramaro, Arisa, Rocco Hunt, tanto per citarne alcune. E il festival a mio parere deve essere anche di servizio per le vendite e la radiofonia e nei tre mesi successivi a febbraio si è registrato un record di vendite del 22% con ben tre-quattro dischi di platino tra qui quello della compilation sanremese. E questo perché abbiamo scelto brani che possono avere un mercato. D’altro canto da giovane ero nel mondo delle radio e nella scelta dei brani ho pensato a cosa potesse girare nelle emittenti.

Per molti anni hanno i cantanti però rappresentato proprio il contorno rispetto allo show, agli ospiti. Anzi, spesso le polemiche, magari politiche riguardo su un ospite, attiravano l’attenzione.

Evidentemente l’ultimo Sanremo non ne ha avuto bisogno per fare ascolti, è un dato di fatto. Quanto alle polemiche, ricordo cosa raccontò Iva Zanicchi su un’edizione degli anni ‘60: siccome non parlavano di lei si inventò che le avevano rubato una valigia con l’abito di scena per cui dovette indossarne uno fatto da una sartina dell’albergo. Non era vero niente, ma funzionò: parlarono tutti di lei. Ma nel mio modo di fare tv non cerco lo scontro.

Qualche ospite dell’edizione 2015 ha sollevato qualche discussione. Ad esempio Giorgio Panariello con una battuta sull’ex ministro Cancellieri.

Se non non si può dire più niente… E in passato i comici dicevano battute molto forti. Il mio metro è che non bisogna mai scadere nell’offesa, è fondamentale. Così come un critico televisivo può criticarci, anche un comico può fare battute. E Giorgio non è stato offensivo.

Quale sarà il meccanismo di voto? È un tasto delicatissimo.

Poiché ha funzionato la divisione delle prime sere tra sala stampa e televoto e dalla terza sera l’ingresso della giuria demoscopica, la ripetiamo: questo ha reso la classifica, con in testa il Volo, Nek e Malika, molto vicina a quella delle vendite dei dischi e delle playlist.

Ti ha stupito o no la vittoria dei tre giovani cantanti del Volo? Sul fatto che vengano definiti tenori sui social network sono fioccate discussioni a non finire.

Più che la loro vittoria mi ha stupito, presentando i Music Awards a Verona, vedere tutti, di ogni generazione, cantare la loro “Grande amore”. Il pubblico era lì soprattutto per artisti come Ligabue e Fedez, eppure sono un fenomeno che ha superato le aspettative.

Quali ospiti vedremo?

È importante dare uno spaccato vicino alla realtà. Così nell’ultima edizione c’erano il bambino con una sindrome particolare, il collegamento con Samanta Cristoforetti, una famiglia molto numerosa (erano in 16, ndr), Conchita Wurst (la cantante-uomo con barba, ndr)…

Conti abbronzato, tanto che uno spot insieme a Fiorello sembra anche ironizzare sul tuo aspetto. Ti fai le lampade?

No, no (ride, ndr). Di solito a gennaio-febbraio faccio una piccola vacanza, quest’anno forse ritaglio qualche giorno a dicembre. Ma il sole sanremese aiuta.

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