Iannetta: “Milano del futuro? Un’impresa solidale”

Milano
Antonio Iannetta durante il secondo confronto ufficiale tra candidati alle primarie del centrosinistra organizzato da Radio Popolare, Milano, 31 gennaio 2016.  
ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

È il candidato più giovane alle primarie di domenica, un outsider rispetto agli altri

È considerato l’outsider ma viene chiamato anche «l’alieno» e ci ride su lui stesso, Antonio Iannetta, candidato alle primarie di Milano per la corsa al sindaco. Domenica prossima sfiderà gli altri tre sfidanti, Beppe Sala, Francesca Balzani e Pierfrancesco Majorino. Classe 1974, è direttore dell’Uisp, l’Unione italiana sport per tutti, un manager impegnato da sempre nel sociale, anche promuovendo progetti di cooperazione internazionale sullo sport in Paesi come la Somalia, il Brasile e la Palestina. È il più giovane candidato alle primarie del centrosinistra milanese.

Allora è quasi arrivato il 7, la domenica del voto. Come si sente?

“Eh sì, siamo al fotofinish. Dal 13 gennaio è stato un impegno da quasi …trenta ore al giorno, ho appena messo il video su Facebook sulla mia campagna elettorale. In meno di un mese abbiamo fatto un lavoro straordinario entrando in contatto con il tessuto periferico, con tante associazioni sportive e con chi lavora alla promozion sociale. Abbiamo cercato di coinvolgere un potenziale elettorato di persone che si sentono fuori, ai margini. E comunque abbiamo fatto dei contenuti i nostri punti di forza”.

Lei è un po’ di mezzo, tra Sala sostenuto da Renzi e la sinistra di Balzani e Majorino vissuta in continuità con la giunta Pisapia. Potrebbe essere un punto a suo favore?

“Già, per tutti i sono l’outsider, qualche volta mi chiamano anche “l’alieno”. Ho rivolto la mia attenzione al cittadino per avvicinarlo alla politica. Del resto, sono 15 anni che lavoro sul territorio, quindi ho cercato di coinvolgere i giovani, soprattutto, conoscere e promuovere le loro esperienze di coworking e startup, la nuova imprenditorialità. E ho cercato di raccontare tutto questo con il linguaggio giusto, pensando alla città del futuro dove il lavoro è una prospettiva importante ma con creatività”.

Cosa si aspetta dal voto di domenica ai gazebo? Ha visto i sondaggi?

“Mah, i sondaggi sulle primarie vanno sempre presi con le pinze. Però ho raccolto molto consenso dal basso, sono entrato in contatto anche con le imprenditorialità straniere. Ci tengo molto al confronto con i candidati, avrei voluto farne di più per dialogare con loro. La mia è una visione di Milano da qui a trent’anni, un’area metropolitana che competa con Londra e Parigi, dove si tengono insieme imprenditorialità e pianificazione della solidarietà”.

Il suo sfidante diretto è Majorino?

“Ci sono altri tre candidati, dei quali due che vengono dall’attuale amministrazione. Io non ho appoggi dai partiti. Certo Beppe Sala me lo sento più vicino come linguaggio, come tematiche, con questa idea del “sindaco del futuro” che cerchi di coinvolgere i privati. Per me al centro ci sono gli investimenti per le periferie, e anche qui si possono coinvolgere imprese private, per una rigenerazione della città policentrica”.

Se Sala dovesse vincere lo sosterrà?

“Certo, ho firmato la Carta dei Valori nella quale ognuno di noi si impegna a sostenere il vincitore delle primarie. Se sarà Sala sosterrò lui che, come dicevo, mi sento anche più vicino su certi temi. E comunque penso di poter essere un valore aggiunto”.

Come ha trovato le risorse per la campagna elettorale?

“Per fortuna ho un validissimo staff di volontari, sono instancabili, hanno lavorato molto e con le poche risorse a disposizione, quasi tutte mie. Comunque da tutta questa esperienza sono contento di trasmesso alle persone l’idea che la politica è passione”.

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