Ha ragione la Cei: quello di Salvini e dei 5 Stelle è soltanto cinico marketing elettorale

Dal giornale
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Il governatore della Puglia Michele Emiliano: “Messaggi xenofobi buoni per i voti”

«Salvini come Grillo fanno soltanto marketing cinico, parlano ad una fetta di elettorato spaventato e tentato dal non voto, gente che pensa che tutto faccia schifo alla stessa maniera che cercano di reclutare usando parole d’ordine xenofobe». Il governatore Michele Emiliano, quando si parla di immigrazione, ha i numeri per dire la sua visto che la Puglia, dopo la Sicilia e il Lazio, è la terza regione che ospita il maggior numero di profughi.

I suoi colleghi del Nord, Zaia in Veneto e Maroni in Lombardia in testa, sull’immigrazione usano toni allarmistici. Parlano di invasione ma, numeri alla mano, è il Sud farsi carico di gran parte dell’accoglienza.

«Ma non ci credono davvero nemmeno loro. Sono soltanto espedienti elettoriali utilizzati per fare breccia in una popolazione inveccchiata e spaventata. La Lega, ma anche Grillo, batte sul tasto delle paure per rafforzare la propria posizione elettorale ma poi, finite le trasmissioni televisive, Maroni e Salvini sanno bene che governare è un’altra cosa e che le migrazioni non si possono frenare. Il loro marketing è quello, ed è rivolto a quella fetta di elettorato da bar delo sport, gente preoccupata di vedere in strada facce di un altro colore e culture diverse dalle proprie. Noi al Sud abbiamo una cultura dell’accoglienza molto più profonda. Mi verrebbe quasi da dire che è proprio un livello di civiltà diverso…».

Quindi è d’accordo con la Cei che li ha definiti «piazzisti da quattro soldi»?

«Non a caso la Cei è espressione di una cultura religiosa e politica che esiste da duemila anni e che da sempre è in prima fila quando si parla di accoglienza e solidarietà. Mi pare difficile pensare che possano sbagliarsi su certi argomenti e certi giudizi».

Oggi la Lega chiude all’accoglienza le Regioni che governa minacciando sindaci e prefetti, ma da ministro dell’Interno Maroni obbligava i Comuni ad accogliere le quote di migranti stabilite dal Viminale

«È solo un gioco delle parti, quando sono all’opposizione urlano, quando governano sono costretti a sporcarsi le mani. L’immigrazione è uno di quei temi che meglio si prestano al populismo degli slogan elettorali. Ma alla fin fine il ministro dell’Interno Maroni non è stato molto diverso dal ministro dell’Interno Alfano. Diciamo che nessuno dei due ha brillato per particolari capacità».

Lei e i suoi colleghi del Sud vi siete fatti carico di gran parte degli oneri dell’accoglienza senza strepiti o proteste. Lo dicono i numeri.

«Non mi pongo il problema di una evidente ingiustizia nella suddivisione delle responsabilità. È nostro dovere e lo facciamo senza lamentarci finché avremo le forze e le risorse necessarie. Quando ero sindaco di Bari il Comune spendeva moltissimo per l’assistenza ai minori non accompagnati, ho più volte chiesto aiuto essendo la materia non di competenza comunale ma siamo comunque andati avanti con le nostre risorse senza lesinare sforzi. Dare assistenza a quei bambini era prioritario, non mi sono mai chiesto quando spendessero Milano, Torino o Venezia».

Sulla stessa linea di Salvini, in fatto di immigrazione, anche il Movimento 5 Stelle. Accoglierli in giunta come ha provato a fare le avrebbe creato qualche imbarazzo?

«Non credo. Escludo che il Movimento in Puglia abbia le stesse parole di Salvini, e mi pare anche che le posizioni estremiste di Grillo sull’immigrazione siano scarsamente condivise. Solo che il dissenso quasi mai emerge, bloccato dalle loro regole di “clausura”. Il M5S in Puglia è composto per lo più da persone di centrosinistra, anche se resta una fetta di esponenti che in passato si rifacevano a movimenti di estrema destra o altre forze populiste».

Tre braccianti morti in due settimane nelle campagne pugliesi. Caporalato e condizioni di lavoro disumane sono ancora così difficili da sconfiggere?

«Sono problemi che riguardano tutta Italia visto che tutta l’agricoltura del paese si regge per gran parte sulla manodopera straniera. In Puglia ci sono delle situazioni di illegalità che non possiamo tollerare oltre, penso alla tendopoli di Nardò e soprattutto al ghetto di Rignano, in provincia di Foggia. Ad inizio del mio mandato ho fatto un sopralluogo con il prefetto ma abbiamo deciso che intervenire nel momento in cui la stagione era già in corso sarebbe stato troppo complicato. Lo faremo a settembre quando quasi tutti i lavoratori se ne saranno andati e agiremo con decisione per sanare una situazione di illegalità diffusa che genera altro sfruttamento e altra sofferenza. Per la prossima stagione, però, ci dovremo porre il problema di individuare strutture adatte, e pensiamo di farlo anche con il contributo di quelle aziende che li impiegano e che oggi ricevono fondi comunitari che almeno in parte potrebbero essere destinati all’accoglienza».

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