Guerini: “Nessun passo indietro, la legge deve essere approvata”

Diritti
Manifestanti al Circo Massimo in occasione del Family Day, Roma, 30 gennaio 2016. ANSA/ ALESSANDRO DI MEO

Il vicesegretario del Pd: “Ascoltiamo questa piazza come quelle di “svegliatitalia”, ma ora è arrivato il tempo di approvare le Unioni civili. È la politica che deve decidere”

È un dovere occuparsi dei diritti delle persone.«Massimo ascolto nei confronti delle persone che scendono in piazza per esprimere con civiltà le proprie opinioni ma sulle unioni civili non si torna indietro»: dichiara il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini a proposito del family day che si è tenuto ieri al Circo Massimo di Roma e che ha espresso posizioni nettamente contrarie al ddl Cirinnà. Guerini annuncia che il Pd continuerà a lavorare per allargare il campo dei diritti e per promuovere politiche di sostegno alla famiglia. Ma che sulle unioni civili non si può più tardare, è arrivato il tempo di decidere: «Ascolteremo tutti e cercheremo la convergenza più ampia possibile, ma non si torna indietro perché quando c’è un tema che riguarda i diritti delle persone, è un dovere occuparsene». Nessuna contrapposizione tra unioni civili e famiglia, l’impegno del Partito democratico per modernizzare la società e dare spazio al riconoscimento dei diritti camminerà di pari passo con l’attenzione data alle famiglie proseguendo nella strada intrapresa e adottando misure concrete: «la riduzione delle tasse alle famiglie italiane, 80 euro, cancellazione tassa sulla prima casa, il bonus bebè, le misure di contrasto alla povertà». L’essenziale è ascoltare i messaggi che arrivano dalle manifestazioni democratiche, cercare il consenso più ampio possibile, ma poi decidere. È convinzione profonda e radicata nel Pd, sottolinea il vicesegretario Lorenzo Guerini, che «è giunto il momento di decidere. E lo faremo».

Vicesegretario, ieri la piazza del family day ha chiesto di non rottamare la famiglia e ha criticato con forza il ddl Cirinnà sulle unioni civili. Quale è la posizione del Partito Democratico?
«Quando tante persone scendono in piazza per esprimere con civiltà le proprie opinioni è segno che la democrazia è viva. È successo oggi (ieri, ndr) come è successo la scorsa settimana. Compito della politica è ascoltare tutti, confrontarsi con tutti e poi assumersi la responsabilità’ della decisione».

Sabato 23 si sono riempite 90 piazze di Italia a favore delle unioni civili e del ddl Cirinnà. Ieri abbiamo visto la riedizione, anche se con numeri più ridotti, delle scorse iniziative del family day. Le piazze condizioneranno il voto in aula?
«Sulle unioni civili c’è e ci sarà un dibattito largo e approfondito e poi il Parlamento voterà».

Il tema dei diritti fa parte della visione renziana di rinnovamento della società. Come intendete proseguire su questo terreno?
«Il Pd è determinato ad allargare il campo dei diritti, così come ha già lavorato e continuerà a farlo per promuovere politiche di sostegno alla famiglia».

In particolare, per le famiglie come intendete continuare? Quali sono gli impegni futuri?
«Proseguendo nella strada intrapresa con la riduzione delle tasse alle famiglie italiane, 80 euro, cancellazione tassa sulla prima casa, con il bonus bebè, con le misure di contrasto alla povertà».

La piazza del family day tende a contrapporre la famiglia alle unioni civili, sostenendo che l’attenzione data alle unioni arrivi a “rottamare” la famiglia tradizionale. Questa posizione può influire fino a rallentare ancora l’iter della legge?
«Ricerchiamo un ampio consenso ma siamo altrettanto convinti che è giunto il momento di decidere e lo faremo. Noi ascoltiamo le piazze, ascolteremo le ragioni anche di quella di Roma, con la consapevolezza che stiamo lavorando come governo sul fronte della famiglia. Ascolteremo tutti e cercheremo la convergenza più ampia possibile, ma non si torna indietro perché quando c’è un tema che riguarda i diritti delle persone, è un dovere occuparsene».

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