Guerini: “E’ in atto un attacco al governo e alla riforme”

Pd
Il vicesegretario nazionale del Partito Democratico, Lorenzo Guerini, risponde alle domande dei giornalisti, Napoli, 11 marzo 2016.
ANSA/CIRO FUSCO

Il vicesegretario: non accettiamo da nessuno nessuna lezione sulla legalità e le mozioni di sfiducia non ci preoccupano. Al referendum c’è una posizione del Pd ma resta la libertà dei singoli

Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd, la Procura di Potenza indaga per disastro ambientale ed è stato inquisito il capo di Stato maggiore della Marina. Per voi, dopo le dimissioni del ministro Guidi, sul piano politico il caso è ancora aperto?
Al netto di questioni giudiziarie che apprendo dai giornali, dal punto di vista politico la questione Guidi è stata risolta con grande tempestività. Il ministro nella telefonata ha avuto un atteggiamento sbagliato rispetto al ruolo. Ha rassegnato le dimissioni con sensibilità istituzionale senza rischiare di mettere in imbarazzo il governo. Sulla vicenda è stato fatto ciò che si doveva rapidamente perché questo non è un governo come gli altri e noi non accettiamo da nessuno nessuna lezione sulla legalità.

Quindi non vi preoccupano le mozioni di sfìducia che stanno preparando tutte le opposizioni al Senato?
Ultimamente le mozioni di sfiducia vengono presentate in maniera copiosa. La discuteremo in Parlamento ma non siamo preoccupati.

Nelle indiscrezioni stampa che parlano di “giustizia a orologeria” sul timing dell’inchiesta, secondo lei, c’è qualcosa di fondato?
Non seguirei i retroscena. C’è un’inchiesta e bisogna aver rispetto per il lavoro dei magistrati. Il tema per noi è la telefonata. L’emendamento è stato approvato per sbloccare un investimento importante e strategico per produrre occupazione e risorse e attrarre capitali al Sud. Quella scelta politicamente è stata corretta e il governo la rifarebbe.

L’invito all’astensione sul referendum sulle trivelle forse è stato un po’ frettoloso? Adesso che è cambiato il contesto c’è un margine perché il Pd cambi posizione?
No, il contesto non è cambiato. Quel referendum era ed è sbagliato e va contro gli interessi del Paese su una materia dove il governo è già intervenuto dopo il confronto con le Regioni. Ora è stato caricato di significati assolutamente impropri. Non c’è il pericolo che da quesito tecnico diventi ancor più una battaglia politica contro Renzi? Il referendum vuole intervenire su norme in parte votate dal Pd: se avessimo voluto modificarle, lo avremmo fatto. Mi sorprende la sorpresa sulla nostra posizione, che è coerente. Ciò detto: il Pd è contrario, ma se qualcuno andrà a votare e voterà sì non subirà certo sanzioni disciplinari.

Anche perché saranno in diversi: Cuperlo, Realacci…
La posizione del Pd è di contrarietà al quesito perché inutile e dannoso, ma è un giudizio politico. Poi resta la libertà di ciascuno.

Se ne parlerà domani nella direzione? E quali saranno gli altri argomenti? La scelta non manca.
In direzione faremo il punto sulla situazione politica e sull’orizzonte di lavoro di fronte a noi. Certo, ci sarà occasione di parlare del referendum del 17 aprile come della vicenda Guidi. Ma soprattutto si parlerà degli appuntamenti più importanti che si avvicinano: le amministrative, per mobilitare tutto il partito intorno ai nostri candidati. Ed è il momento di avviare l’impegno del Pd sul referendum costituzionale per concludere il cambiamento di questi due anni riscrivendo le regole delle istituzioni.

Lei al convegno di Sinistra Dem a Firenze ha parlato di riorganizzare il partito entro luglio. Come?
C’eravamo io e Matteo Orfini che coordiniamo il gruppo di lavoro sulla forma partito di cui fanno parte tutte le aree. È un percorso di riflessione che presto si concluderà con delle proposte che poi trasmetteremo a tutti i circoli e alle federazioni per discuterne. Gli argomenti riguarderanno le regole delle primarie, il rapporto tra cittadini ed elettori, l’albo delle primarie, un tagliando allo statuto del partito. Sarà un documento aperto per sentire i territori prima della prossima assemblea nazionale.

Ci saranno anche modifiche che riguarderanno la segreteria?
No. Siamo nel contesto di un lavoro più ampio che va avanti in Parlamento sui partiti. È già stata votata la nuova legge sul finanziamento. In commissione Affari Costituzionali c’è una proposta di legge sull’articolo 49 della Costituzione, in particolare trasparenza e democrazia interna, mentre il testo sulla regolamentazione delle primarie è appena all’inizio dell’iter.

È troppo presto per sapere come intendete regolare l’accesso ai gazebo?
Le primarie saranno facoltative ma chi le farà, vincitore e sconfitto, sarà vincolato a una serie di regole.

Lei ha evocato un tagliando allo statuto Dem, Cuperlo lo auspica per il governo. È all’ordine del giorno? Il governo sta lavorando bene e deve proseguire nella direzione che ci siamo dati due anni fa con l’obiettivo di riforme ambiziose.

Quanto pensa che durerà la vacatio del ministero di Federica Guidi?
Credo che sul ministero dello Sviluppo Economico si debba intervenire in tempi rapidi. Renzi è rientrato dagli Stati Uniti e adesso se ne occuperà. Nomi ancora non ce ne sono ma vedremo nei prossimi giorni.

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