Gualtieri: “Superare l’austerità, ora la Commissione Ue sia coerente”

Europa
gualtieri

“Ora ci aspettiamo che la Commissione sia “coerente” con le sue dichiarazioni sul superamento della “stupida austerità” perché è il mancato utilizzo della flessibilità, quando esistono i presupposti, che rappresenta una violazione delle regole”. Lo ha dichiarato a l’Unità l’eurodeputato Pd Roberto Gualtieri, che al Parlamento europeo presiede la commissione Affari economici ed è uno […]

“Ora ci aspettiamo che la Commissione sia “coerente” con le sue dichiarazioni sul superamento della “stupida austerità” perché è il mancato utilizzo della flessibilità, quando esistono i presupposti, che rappresenta una violazione delle regole”. Lo ha dichiarato a l’Unità l’eurodeputato Pd Roberto Gualtieri, che al Parlamento europeo presiede la commissione Affari economici ed è uno dei principali protagonisti del negoziato in corso tra Roma e Bruxelles. Per il 2017, ha spiegato Gualtieri, le regole Ue consentono di modulare l’aggiustamento fiscale in base a fattori rilevanti e parametri in modo da salvaguardare la crescita.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha promesso di non fare “stupida austerità”, ma il via libera per l’utilizzo della clausola di flessibili tà per i migranti arriverà?

“La possibilità di scomputare dal calcolo del deficit le spese collegate alla crisi dei rifugiati e alla minaccia del terrorismo è stata riconosciuta dalla Commissione europea, che tuttavia ha deciso di valutare ex post l’effettiva dimensione e la natura di tali spese. Quindi in linea di principio la flessibilità è già stata riconosciuta, e non poteva essere diversamente perché è coerente con quanto scritto nel Patto di Stabilità. L’Italia giustamente chiede, anche oggi in un allegato nella decisione sulla Turchia nella riunione Coreper (degli ambasciatori nazionali presso l’Ue, ndr) che questa valutazione finale sia coerente con il fatto evidente a tutti che l’Italia dai tempi della crisi libica, come minimo, sopporta dei costi eccezionali a causa della sua collocazione geografica. La richiesta dell’Italia è perfettamente legittima. Sarebbe stato più logico che la Commissione avesse valutato allo stesso tempo tutte le categorie di spesa”.

Alcuni sostengono che l’Italia ha giù utilizzato troppa flessibilità e che non ci sono più margini. C’è il rischio che in Europa si torni alle politiche del rigore?

“L’introduzione della flessibilità è stato un successo politico molto significativo raggiunto dall’Italia e dai Socialisti e Democratici europei e non c’è dubbio che questo ha provocato delle reazioni da parte dei sostenitori dell’austerità. Noi conduciamo una battaglia che non riguarda solo l’Italia ma l’intera Europa. La ripresa ha un carattere fragile e c’è la crisi dei mercati emergenti. Inoltre i Paesi che hanno spazio fiscale, e che dovrebbero aumentare domanda interna e investimenti, continuano a non usare questo spazio fiscale contravvenendo alle regole europee. Se si tornasse indietro sulla flessibilità ci sarebbero delle conseguenze economiche negative per tutta l’Europa”.

Il ritorno all’austerità avrebbe anche conseguenze politiche?

“Noi abbiamo sempre detto che il nostro impegno a sostenere la Commissione Juncker è legato alla capacità di questo esecutivo di determinare nella politica economica una svolta rispetto alla Commissione Barroso. Questo è stato molto chiaro fin dall’inizio e sarebbe stato meglio che Juncker avesse detto nei giorni scorsi quello che ha detto oggi al Parlamento europeo, e cioè che non si tornerà a una “stupida austerità”. Naturalmente ci aspettiamo che ora la Commissione sia coerente con queste parole. Inoltre a chi come Weber su questi temi fa propaganda politica va ricordato che la flessibilità è parte delle regole e nel momento in cui esistono i presupposti per il suo utilizzo non applicarla rappresenta una violazione di queste regole. La politica di bilancio italiana, flessibilità compresa, è pienamente coerente con le normative comunitarie”.

Vedi anche

Altri articoli