Grande Fratello Casaleggio. Esposito: “Spiano anche gli altri parlamentari?”

M5S
Gianroberto Casaleggio questa sera presso l'auditorio Gaber, all'interno della sede del consiglio della regione Lombardia, in occasione di un incontro pubblico fra il Movimento 5 Stelle e il sindacato di polizia, Milano, 12 dicembre 2014. ANSA / MATTEO BAZZI

Il Pd non crede alle parole di Grillo e rilancia la richiesta di approfondimenti sul “Watergate” del M5S

Non si placa la polemica sul caso del presunto controllo della posta elettronica dei parlamentari pentastellati da parte della Casaleggio e Associati. Beppe Grillo aveva cercato di gettare cenere sul fuoco. E’ soltanto una storia inventata per “buttare fango” aveva scritto il leader pentastellato, ma le sue parole sono servite a poco e la preoccupazione all’interno del M5S (e non solo) è aumentata. Stefano Esposito, senatore Pd, ha deciso ha presentato un interrogazione parlamentare sull’argomento e ha commentato con Unità.tv gli ultimi sviluppi della faccenda.

Senatore, cosa la preoccupa maggiormente?

Intanto voglio dire che ho anche scritto al presidente del Senato Pietro Grasso e spero che un’identica iniziativa venga intrapresa anche alla Camera. La mia preoccupazione è che qualcuno abbia messo le proprie ‘manacce’ e ‘occhiacci’ nelle comunicazioni elettroniche, anche di altri parlamentari. Mi interessa capire se i sistemi informatici di camera e senato siano stati volati e se sono stata messe in campo tutte le misure per garantire la sicurezza.

Come giudica la reazione all’interno del Movimento Cinquestelle?

Mi sembra stiano cercando di cambiare discorso. Possono parlare delle primarie di Napoli quanto vogliono, ma non riusciranno a distogliere l’attenzione su quello che è stato raccontato dalla stampa. Si conferma che questo movimento è governato da un ufficio a Milano e da un soggetto di cui non sappiamo nulla. Una struttura opaca e parallela che governa come un ‘Grande Fratello’.

A completare il quadro c’è anche il cosiddetto contratto che molti candidati sono costretti a firmare per partecipare alle amministrative. Una scrittura con cui si impegnano a dimettersi e versare 150 mila euro se Grillo e Casaleggio decidono che l’immagine del Movimento è stata danneggiata…

“Guardi il M5S assomiglia sempre di più ad una setta che chiede agli elettori di votare dei rappresentanti senza autonomia. Se non piaci a Casaleggio devi pagare. Questo è il loro concetto di democrazia. Casaleggio fa candidare gli altri, ma lui vuole comandare e il direttorio è solo un gruppo di burattini che ripetono ciò che gli viene indicato dallo ‘staff’ della Casaleggio Associati”.

Per i Cnquestelle il web era il regno della libertà, ora rischia di essere una camicia di forza…

“La libertà della rete, per la rete e per i cittadini che il Movimento Cinquestelle ha cavalcato è stata solo un’enorme operazione commerciale. La democrazia della rete e solo una dittatura dei clic, dove ogni clic vuol dire guadagno. Insomma è tutto solo una grossa bugia. Tant’è che tutti coloro che hanno cercato di ribellarsi sono stati cacciati. Oggi si capiscono molte più cose: o ti adegui ai voleri del capo o sei fuori”.

 

 

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