Gozi: “Certo, quelli dell’Isis sono metodi nazisti”

Terrorismo
ANSA / LUIGI MISTRULLI

“La differenza è che nella II guerra mondiale c’era una strategia per il dopo, ora la dobbiamo costruire”

“Da tempo io dico che l’Isis è nazista, che usa metodi nazisti con una forte dose di psicopatia”. Parla delle parole usate dal laburista Hilary Benn Sandro Gozi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, impegnato in prima fila nella politica estera del nostro Paese, e di quell’accostamento fra Isis e fascismo/nazismo che fa discutere.

Allora, sottosegretario, è una definizione giusta quella adoperata da Benn secondo lei?

Si, è giusta. Quello dell’Isis è il nazismo che vuole ucciderci per quello che siamo più che per quello che facciamo, vogliono uccidere i nostri valori, la democrazia, la libertà di credere o di non credere, la libertà di pregare oppure no, la libertà di muoverci, di incontrarci… Come i nazisti che odiavano la democrazia e usavano mezzi disumani, facendo gli esperimenti sugli ebrei e gli omosessuali, così i terroristi islamici prendono giornalisti o cooperanti e gli tagliano la testa o li bruciano vivi. La stessa cosa.

Ha destato meraviglia un discorso così da parte di un inglese, finora solo Hollande era stato così duro.

E’ stato un discorso molto europeo quello di Benn, un discorso rivolto innanzi tutto all’Europa. D’altra parte i target dei terroristi sono europei, al Bataclan è stata massacrata la generazione Erasmus, quella che ormai parla le lingue, che viaggia, che vede l’Europa come una cosa unitaria.

Ma non trova che se la premessa è che quelli sono nazisti la conseguenza è che poi bisogna andare lì a fargli la guerra?

Noi dobbiamo garantire a tutti il diritto alla sicurezza e il diritto alla vita e poi garantire la sicurezza dei diritti. Per questo penso che serva anche la battaglia culturale, per questo penso che siano sbagliate le leggi speciali, per questo penso che non dobbiamo modificare la nostra esistenza.

Però Benn ha fatto il paragone con la Seconda guerra mondiale…

Ma allora si sapeva dove si voleva andare a parare, c’era una strategia decisa per quello che sarebbe successo dopo: oggi se vogliamo evitare disastri dobbiamo sapere prima qual è la soluzione. E la soluzione passa per la vicenda della Siria. Bisogna mettere intorno a un tavolo tutti quelli che sono attaccati dai nazisti e decidere qual è l’obiettivo comune. Biosgna cioè avere determinazione ma anche saggezza. Questo deve fare un governo serio.

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