“Gotham City è piena di criminali, ma lì vanno tutti in galera”, parla Geppi Cucciari

Cinema
Geppi Cucciari doppiatrice per Lego Batman - Il Film, in uscita nelle sale italiane il 9 febbraio, distribuito da Warner Bros. Roma, 11 gennaio 2017. ANSA/ UFFICIO STAMPA LEGO BATMAN +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

È la doppiatrice di Batgirl in “Lego Batman”. E domani sarà a Sanremo

Provate ad immaginare una Batgirl di mattoncini Lego che parla in sardo e non si risparmia in fatto di battute né di sentimenti. Di chi potrebbe essere la voce? Ve lo diciamo noi: di Geppi Cucciari, che con Claudio Santamaria (Batman) e Alessandro Sperditi (Robin), è la doppiatrice di Lego Batman, il film diretto da Chris McKay e in arrivo domani nelle sale distribuito da Warner Bros. In 2D e 3D, il film avrà lo stesso spirito irriverente di The Lego Movie. Grandi cambiamenti, dunque, fervono a Gotham e se Batman vuole salvare la città dalla scalata ostile di Joker, deve cercare di far squadra con agli altri e forse imparare a prendersi un po’meno sul serio…

Geppi, si direbbe un film tutto da ridere, soprattutto per i bambini.

«Credo che Lego Batman sia un film di altissimo livello sotto il profilo tecnico, drammaturgico ecc… Il testo è popolato da personaggi pieni di sfumature. E la bellezza sta proprio nel fatto che un bimbo di 5 anni vede il film in un certo modo, mentre un adulto coglie altri aspetti. È un film dai colori diversi. Il tratto comune è l’esplosione di gioia, l’allegria e la condivisione, familiare e omosessuale nello stesso tempo perché Batman vorrebbe stare con Barbara ma secondo me il suo cuore batte per Joker… Ci sono dei messaggi belli. Si parte da una situazione di solitudine, ma poi gli adulti trovano compagnia. Alla fine Batman non è più quello che era all’inizio: ha un figlio adottivo e trova un’amica. Dunque, è il trionfo dei sentimenti».

Ma quanto si è divertita a doppiarlo, ci dica la verità…

«Divertirsi lavorando credo sia un lusso, quindi mi sento una privilegiata. Lo scopo però è far divertire chi lo vede, questo mi interessa di più. Alla fine per me si è trattato di doppiare il film per un paio di pomeriggi. Mi piace, invece, rivedere il film in compagnia, mi piace vedere le facce dei bambini».

Cosa ha Batgirl in comune con Geppi Cucciari?

«Batgirl ha una grande forza, cioè la capacità di cambiare positivamente le persone con cui entra in contatto. L’auspicio è che anche io possa avere questa caratteristica. Batman si innamora subito di lei. Combattono insieme contro tutti i cattivi e alla fine diventano buoni amici».

A proposito di cattivi, questa Gotham City pullula di criminali… le ricorda qualcosa?

«Gotham City ha addirittura due galere e tutti i cattivi sono in carcere. In Italia, e non solo, commettere dei reati non è garanzia di correre il rischio di essere perseguiti in maniera immediata. Nel film, comunque, non è così netta la divisione fra bene e male, almeno per un bambino è difficile da cogliere. Sarebbe un mondo fantastico se tutti i cattivi andassero in galera».

Il film è anche un trionfo dell’integrazione: basti pensare al suo personaggio, che vive in America ma parla sardo, non trova?

«Ah si, la mia Batgirl è una che abita a Gotham City e parla così, come parlo io, con tutte le vocali sbagliate, perché è chiaramente un’immigrata e in questo momento in America una che parla sbagliato forse dice le cose giuste».

A proposito, invece, del Festival di Sanremo, dove sarà domani sera, cosa ci dice?

«Oggi vorrei parlare solo del film…».

Nella trasmissione “Per un pugno di libri”, che lei conduce su Rai 3 con Piero Dorfles, come va con i ragazzi?

«Mi piace moltissimo lavorare con loro. Questo è il quarto anno che conduco la trasmissione e ho scoperto delle cose nuove parlando con i diciottenni, una generazione che avevo perso di vista».

Altri progetti per il futuro?

«Non ho molto tempo per fare altro: sono in radio tutti i giorni con “Per un giorno da pecora”, poi la trasmissione sui libri, insomma… non c’è spazio per altro».

Ma se avesse tempo cosa le piacerebbe fare?

«Mi piacerebbe riavere il G’Day che facevo su La 7 e recitare un ruolo drammatico in un film di Virzì, Minetti, Moretti, Ozpetek, Comencini»

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