Giachetti: “Trasformerò in buongoverno la rabbia di Roma”

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Roberto Giachetti, durante 'In mezz'ora', programma condotto da Lucia Annunziata su Rai 3, che ha visto oggi il primo confronto tra i candidati alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio, 28 febbraio 2016 a Roma. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Il candidato sindaco del centrosinistra: “Voglio valorizzare le proposte e le idee di tanti romani per migliorare i quartieri e la vita nella capitale”

Venerdì l’addio laico a Marco Pannella a piazza Navona, la campagna elettorale momentaneamente sospesa per dare l’addio all’uomo che, per lui, è stato molto più che un amico e leader politico.

Siamo qui a due settimane da quelle che possiamo considerare le più importanti elezioni della sua vita e nel giorno dell’ultimo saluto a Marco Pannella. Solo un caso?

Questa campagna elettorale sara molto meno facile e divertente senza Marco Pannella. Ero un ragazzino quando sono entrato nei radicali e ho passato la mia vita con Marco accanto. Io ho fatto un bel pezzo di strada con lui e sono contento che nel ricordarlo ora tutti ne parlino bene, ma abbiamo vissuto momenti di assoluta solitudine. D’altra parte Marco e sempre stato in grado di mettersi in sintonia con le persone. Ed e stato colui che, in un momento particolarmente difficile per il nostro Paese come agli anni di piombo, è riuscito a mettere in campo una proposta alternativa, non violenta, che ha consentito a tanti ragazzi di scegliere la strada giusta.

Cosa è stato per te Pannella?

Per me Pannella e stato un maestro, un amico, un padre. Ho perso mio padre durante le primarie, qualche mese fa, e adesso se ne va un altro punto di riferimento. Proverò a impegnarmi ancora di più per Roma, pensando a ciò che Marco mi ha insegnato: vivere la politica con lo sguardo dei cittadini e non dei decisori.

Roma, le urne si avvicinano e i sondaggio per lei sono confortanti.

I sondaggi sono strumenti strani. Come diceva qualcuno, vanno annusati e non bevuti. Io giro per la città e mi accorgo che il clima sta cambiando ed è frutto anche del lungo percorso dalle primarie fino a tutta la campagna elettorale. Ci sono ancora tanti indecisi.

Qualche giornalista in queste settimane ha rimproverato i candidati sindaco di Roma: siete troppo concentrati sulle buche e sugli autobus e non avete una visione sul futuro della città. Lei cosa risponde?

Trovo questo commento appropriato solo a meta. Io penso che se i romani ci dicono che la mobilita, il decoro, la qualità e la pulizia delle strade sono la loro principale preoccupazione, noi candidati a sindaco dobbiamo avere questi temi in testa alla nostra agenda. E se da questo emergerà una campagna minimalista, beh, non mi interessa. Allo stesso tempo sono d’accordo col fatto che dobbiamo alzare lo sguardo (un po’ come nel mio manifesto elettorale, che tante ironie ha generato proprio in proposito al “ma dove guarda?”). Il Sindaco di Roma e un leader politico mondiale. Non e ne un semplice amministratore, ne un ragioniere, ne uno che commenta le cose che succedono dopo che sono successe. Un sindaco di Roma guida una comunità nel futuro. Ho voglia di raccontarvi la mia Roma del futuro partendo da un verbo che, associato ai recenti destini della nostra Capitale, può far sorridere qualcuno. Questo verbo e “sognare”.

Faccia, quindi, sognare un romano e racconti come vede la Roma del futuro.

Sogno che la nostra Capitale torni ad illuminarsi della sua luce, come al tramonto il travertino di nuovo splendente del Colosseo. Anche a noi toccherà armarci di spatole e spugne, rivestirci di tute e guanti, dotarci di pazienza e pervicacia, sfrontatezza e fiducia nelle nostre capacita. La fiducia di chi crede che quando, tra 5 anni, smonteremo le impalcature, la nostra città sara stata scrostata dal grumo di rassegnazione e indolenza, malaffare e cultura del “non cambierà mai niente”. Sotto quel catrame si annidano esperienze straordinarie, voglia di fare, idee piccole e grandi per migliorare i nostri quartieri, proposte per rivoluzionare il rapporto tra il Comune e i romani, consapevolezza che tutto e possibile, se lo si vuole davvero fare. Ecco: io lo voglio davvero fare. Insieme a tutti quelli che ci credono e che oggi sono arrabbiati. Io voglio prendere tutta questa rabbia, e trasformarla in azione.

Che cos’è Roma oggi?

Roma è tante cose. E’l’arte e la poesia del centro storico ma è anche la città di ‘Tor più bella’a Tor Bella Monaca e del ‘Calcio sociale’ di Corviale, è la città di Roberto Macina e della sua app Qurami, e la città dei ragazzi delle startup e della creatività, affacciati sul mondo. Roma e la città di Barbara Riccardi, insegnante elementare di Spinaceto, selezionata per il suo lavoro innovativo tra le dieci migliori maestre del mondo. È la città di Ennio Morricone e dei ragazzi dell’Istituto Pacinotti alla Bufalotta che, guidati da una professoressa straordinaria come Maria Punturo, si aggiudicano premi su premi nelle competizioni internazionali di robotica. E’ la città delle migliaia di persone che corrono la Roma-Ostia per condividere i valori di lealtà, civismo, competizione; è la città di Maker Faire, Romics e dei ragazzi del cinema America. E poi le reti di associazioni e di comitati che nonostante tutto si sono rimboccati le maniche per risolvere i problemi della città. Una ricchezza da favorire e di cui far tesoro. Da retake”a“Tappami ” che abbiamo candidato. Roma la cambiamo con il concorso di tutto.

Non proprio la Roma che i media nazionali e internazionali hanno descritto negli ultimi anni.

Per troppo tempo Roma si e sentita abbandonata a sé stessa, raccontata sui giornali di mezzo mondo in un modo che non merita, a causa a volte di un sistema corrotto, altre di una incapacità di gestione della amministrazione, seppure nella totale buona fede ed onestà . Perché per cambiare Roma non basta essere solo onesti – condizione evidentemente necessaria –ma occorre avere esperienza, sapere dove mettere le mani, avere una squadra di eccellenza che dal primo giorno non perda nemmeno un attimo per rimettere in moto la macchina ingolfata ed inquinante. Per questo occorrerà cambiare pezzi, presentare soluzioni, dire dei chiari “no”, e fare tanta tanta pulizia. Senza mosse demagogiche, ma con pragmatismo e in totale trasparenza”.

Perché un romano dovrebbe votare Giachetti?

Perché voglio fare il sindaco e fare tutte le cose che le ho detto. Per farlo, io metto a disposizione la mia storia, la mia biografia, e anche un carattere che qualcuno dice essere talvolta un po’ rude, ma che ‘quando ci vuole, ci vuole’. Non sarà una passeggiata per nessuno fare il sindaco della nostra straordinaria città. Ma io ci credo. Perché ho fiducia nel mio sogno.

 

 

 

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