Giachetti: “M5S gira a vuoto e fa disastri. Roma non ha una sindaca libera”

Roma
Il candidato sindaco di Roma del centrosinistra, Roberto Giachetti (Pd), durante l'iniziativa "La prima(vera) di Roma", all'Auditorium Antonianum, 15 aprile 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Intervista al vicepresidente della Camera: attorno a lei ha ripreso fiato un pezzo di quel potere che ha massacrato la città. Con loro la capitale non ha futuro

“Non c’è nessuna teoria complottista, la sindaca Raggi non è libera. Con lei riprende fiato un pezzo di quel potere che ha massacrato Roma”. Roberto Giachetti, il vicepresidente della Camera che ora siede tra i banchi dell’opposizione, racconta il Campidoglio a cinque stelle. “Ci hanno detto che prima di tutto vengono i problemi concreti della città. Tutto è fermo, girano a vuoto. E se si muovono fanno disastri”.

Partiamo dal post dell’ex assessore Minenna su Facebook. Spiegando le sue dimissioni ha parlato di “deficit di trasparenza“ nella revoca dell’ex capa di gabinetto Raineri, ha raccontato di aver “respinto interferenze e compromessi al ribasso e ha ricordato che non “sono ammesse deroghe ai valori di legalità”. Un duro atto d’accusa, dall’interno. Secondo lei cosa succede nella casa di vetro grillina dove nessuno può vedere nulla?

Una parte di quello che sta succedendo è sotto sotto gli occhi di tutti ed è disastroso. Una confusione assoluta e una totale inadeguatezza. Dall’Ama all’Atac alle dimissioni degli assessori ora non possono dire che è colpa della gestione passata. La frittata l’hanno fatta da soli. E questa la definirei la parte “positiva“della vicenda,quelle che vediamo. Poi c’è la parte sconosciuta che è davvero preoccupante. Emerge dai messaggi in codice che vengano mandati da Minenna o dalla capa di gabinetto Raineri e incrina uno dei tratti fondamentali della loro campagna elettorale, la promessa di trasparenza e legalità. Ci sono troppe cose che non si riescono a capire. Per esempio pare che la richiesta sulla legittimità delle nomine dovesse essere fatta per tutti i dirigenti invece è stata fatta solo per la capa di gabinetto. E poi c’è il fatto che Cantone abbia attivato la macchina della prevenzione dell’anticorruzione sul Comune. In campagna elettorale i grillini ci hanno spiegato che dovevano studiare, forse lo hanno fatto su testi sbagliati e con professori sbagliati.

Il presidente dei dem Orfini sull’Unità ha detto che intorno alla sindaca si è coagulato un pezzo del potere malato che ha distrutto la città nell’era Alemanno. Quali sono le scelte fatte che fanno dire al Pd che è tornata l’ombra della destra sul Campidoglio?

Già in campagna elettorale c’erano stati segnali a cominciare dalle dichiarazioni di sostegno di Alemanno a Virginia Raggi ma dalla sua elezione ci sono stati passaggi che fanno riflette. Il giorno del giuramento nel parterre di prima fila in Campidoglio c’era Pier Emilio Sammarco dello studio Sammarco. Tutta la vicenda dell’assessora Muraro ha messo in evidenza i suoi rapporti all’interno dell’Ama e con Buzzi. Ci sono le telefonate e di quelle se ne occuperà la procura. Ma dal punto di vista dell’opportunità politica non può passare come se niente fosse che una persona che doveva controllare il sistema riceve una chiamata da un protagonista centrale di Mafia capitale per avere informazioni su un appalto. A questo si aggiunge il caso Fortini cacciato dall’Ama. Agiscono per destrutturare un’importante opera di risanamento dell’azienda iniziata con il sindaco Marino e la giunta di centrosinistra. Prendiamo l’attuale vice capo di gabinetto. Marra è uno che dentro il sistema di Alemanno ci stava con tutte le scarpe. Non dimentichiamo che nei giorni scorsi la sindaca è stata difesa da Alemanno e persino da Buzzi dal carcere. Non c’è nessuna teoria complottista. Sono i fatti a parlare e dicono che quel sistema di potere che ha massacrato Roma attraverso la sindaca sta riprendendo fiato.

La giunta è in crisi, quattro importanti poltrone vuote. Il caso rifiuti è tutt’ora aperto e domani la sindaca e l’assessora Muraro saranno sentite dalla commissione parlamentare d’inchiesta ecomafie. E sono pochissime le delibere approvate. Ma lavorano i grillini in Campidoglio?

Lo stile è sempre quello, annunci e poi niente, come fece Raggi in campagna elettorale con la giunta che non ha mai presentato. Quando io ho annunciato la mia squadra, l’ho fatto perché sapevo che Roma non si poteva permettere vecchi rituali della politica, quelli per i quali dopo che sei eletto passano mesi prima di riuscire a partire. E invece con loro è accaduto esattamente questo.E non solo ci hanno messo tanto a fare la squadra ma già cade a pezzi. Il caso Minenna è allarmante. Viene meno un assessore e rotolano altre teste, un’intera filiera, che da bene l’idea dei potentati all’interno dei 5 stelle. Sono curioso di vedere che cosa accadrà a Berdini che ha preso una chiara posizione a favore delle Olimpiadi. Che fanno lo cacciano? O se ne dovrà andare? Anche lui balla. Avevano detto che dovevano occuparsi dei problemi della città, del giorno per giorno. E arrivato un temporale e Roma e si è di nuovo allagata. Girano a vuotoe fanno danni inenarrabili, come all’Atac dove hanno mandato via Rettighieri che stava facendo un’opera di pulizia senza precedenti. Stanno condannando Roma ad accartocciarsi su se stessa. È stata eletta sindaca, deve saper gestire il giorno per giorno ed avere una visione per dare un futuro alla città.

In campagna elettorale lei ha sempre detto alla sua avversaria che fuggiva dal confronto. Ora che ha la fascia tricolore, come la giudica?

Non è in grado di decidere, perché le decisioni non le prende lei. Non è libera, è vincolata al direttorio, al piccolo direttorio, intorno ha un cordone sanitario. In quelle rare occasioni in cui decide liberamente succedono disastri.

Una nomina l’ha fatta. Manuel Fantasia è il nuovo amministratore unico di Atac.

Studierò meglio il curriculum ma visto quello che è accaduto non si può stare tranquilli. Sarà una persona in grado di affrontare i problemi dell’Atac in continuità con il lavoro di pulizia che si stava facendo? O a differenza di Rettighieri, accetterà le pressioni che arrivano dall’amministrazione? E terzo, chi è lo sponsor di questo dirigente? Perché se accade quello che è accaduto con Minenna, tra dieci giorni stiamo da capo a dodici.

Dopo la sconfitta elettorale lei ha promesso ai suoi elettori che non sarebbe uscito di scena, ha aperto la sua associazione Roma bella e in aula ci è andato. Ma l’opposizione fuori si sente poco.

Il motivo per cui l’opposizione non si sente è perché in questi tre mesi l’amministrazione comunale non ha fatto nulla. Quando hanno fatto qualcosa, come stornare i fondi per i centri antiviolenza, l’abbiamo denunciato. Tra poco saranno i primi cento giorni e sarà un’occasione per chiamare a raccolta le forze vive della città, per denunciare la paralisi e i danni già fatti dai grillini e per fare le nostre proposte a una giunta incapace.

Ha girato la città, ha visto da vicino il partito romano dopo mafia capitale. Il malato è davvero guarito?

Sicuramente il Pd romano è un altro partito rispetto a quello sporcato da Mafia capitale. Il commissariamento da questo punto di vista è servito moltissimo. Ma il commissariamento che ha fatto pulizia è insufficiente. Di fatto è la sterilizzazione della vita democratica interna a prescindere da chi esercita il commissariamento. Questo ha pesato. Il partito è guarito sì, anche se dobbiamo sempre essere vigili ma è tremendamente debole. È fragile. Bisogna recuperare il rapporto con le persone, tornare a fare politica sul territorio. C’è bisogno di un lavoro serio di tutti, della classe dirigente, degli eletti per ridargli anima e forza.

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