Galletti: “Un piano nazionale contro l’inquinamento”

Dal giornale
gian luca galletti

Il ministro dell’Ambiente: “Grillo specula sulla salute degli italiani e sui morti senza proporre delle soluzioni credibili”

«La verità? È oggi sotto i nostri occhi e a nostre spese, siamo noi, le sperdute isole del Pacifico o gli orsi polari vittime insieme del clima e dei veleni nell’aria. Se mai qualcuno avesse ancora dubbi sull’evoluzione del cambiamento climatico, questa emergenza dovrebbe averli fugati. Non sconvolgono solo altri continenti ma anche noi siamo e saremo sempre più coinvolti se non interverremo con decisione sulle difese». Parole del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che incontriamo mentre prepara il vertice contro lo smog di domani al ministero. Parteciperanno i presidenti di Regione e i sindaci delle grandi aree urbane che fronteggiano come possono l’emergenza di questi giorni. Sarà presente anche il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, e questo dà l’idea della brutta aria che tira. Galletti è un bolognese concreto, ha amministrato la sua città da assessore, scrivere che è di solida scuola democristiana per lui è un gran complimento, e di fronte alla nebbia di smog che avvolge da giorni le nostre città sa bene che è meglio evitare altro fumo.

Allora ministro, ci dica cosa state facendo e cosa farete. Domani cosa dirà?

Che bisogna recuperare i ritardi di decenni e basta agire in ordine sparso. Dirò che l’emergenza climatica o le sostanze tossiche che ammorbano le città sono problemi strutturali che ci trasciniamo da troppo tempo, e si affrontano con riforme strutturali, quelle che abbiamo iniziato a mettere in campo. Il Parlamento, e questo purtroppo non è passato nell’opinione pubblica, la scorsa settimana ha approvato la prima Finanziaria verde di questo Paese e le azioni della green economy contenute nel Collegato ambientale. Gran parte di questi provvedimenti sono un’inversione di rotta rispetto al passato e servono a farci respirare meglio.

Quindi questa sarà l’ultima emergenza con provvedimenti a macchia di leopardo, con Milano a piedi, Roma a targhe alterne, Napoli e altre città con misure light, altrove l’attesa della pioggia e del vento? Ci saranno delle linee guida?

Sì. Faremo intanto il punto della situazione. Valuteremo i risultati dei monitoraggi delle varie iniziative dei Comuni che stanno compensando una situazione di emergenza acuta e verificheremo quali misure hanno funzionato meglio. Sulla base di questo screening coordineremo i nuovi interventi. Certo, i territori italiani sono molto diversi e noi dobbiamo rispondere ad esigenze diverse, ma svolgeremo per la prima volta un’azione di coordinamento e forniremo aiuti economici per aiutare i sindaci nello spostamento dal traffico privato a quello pubblico o nel ricambio delle caldaie. Perché il problema smog è destinato a peggiorare se non interveniamo stabilmente. Per questo non mi fermerò alla riunione, ma iniziamo a ragionare su interventi di area vasta, area metropolitana, regionale e interregionale perché lo smog non riconosce i confini comunali e li valica, e se non si interviene su tutta l’area omogenea si vanificano i risultati.

La direttiva europea che vieta di superare per più di 35 giorni all’anno il tetto di 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo è del 2002, recepita il primo gennaio 2005 ed è largamente disattesa. La trappola dello smog, infatti, è stata preparata da tempo, e in molte città è un’emergenza rimossa e dimenticata che può ripresentarsi in futuro. Servono interventi strutturali e servono risorse. Ci sono?

Ci sono le risorse e ci sono misure che stiamo già attuando, che però daranno risultati nel medio periodo come il pacchetto di 130 interventi finanziati con 270 milioni per il trasporto ecologico, cioè i mezzi elettrici o a biocarburante, i progetti di costruzione di piste ciclabili, l’ammodernamento dei sistemi di riscaldamento e altro ancora. Ho stanziato i primi 5 milioni di euro per aiutare i comuni nella “scontistica” dei biglietti e incentivare l’uso dei mezzi pubblici in questi giorni e sono pronto a stanziarne altri. Nel Collegato ambientale ci sono 35 milioni per decine di progetti di car sharing, bike sharing e piste ciclabili. È fondamentale mettere a sistema una nuova tipologia di interventi con politiche di trasporti nuove che abbiamo previsto nella Stabilità e che nel tempo possono abbattere stabilmente le emissioni.

Che impegni finanziari troveremo nel 2016?

Ci sono risorse sulla mobilità sostenibile, per lo svecchiamento del parco mezzi pubblici, per l’efficienza energetica, per il disincentivo agli automezzi di trasporto inquinanti Euro 2 o inferiori voluto dal ministro Delrio. Penso anche al contratto di programma con Rfi per 8,2 miliardi per l’Alta velocità al Sud, il trasporto pubblico locale e merci su ferro, al piano per i porti e le vie del mare. Il mercato dell’auto inizia a scommettere sull’elettrico. Noi siamo pronti a finanziare quel che serve come abbiamo stanziato 850 milioni per le bonifiche. Non ci affidiamo più alla danza della pioggia ma a grandi investimenti e incentivi e al cambio dei nostri comportamenti. Nessuno di noi ha una bacchetta magica, ma posso assicurare che l’inversione di tendenza del governo c’è.

Dobbiamo credere stavolta che chi inquina paga e sarà disincentivato ad inquinare e chi invece darà una mano ad abbassare le emissioni verrà incentivato e sostenuto?

È questo il messaggio lanciato anche dalla legge sugli ecoreati. E lo invio agli sciacalli di professione che stanno provando a speculare sulla salute degli italiani e sul dramma dei morti senza proporre soluzioni credibili e immediate.

Lo sciacallo è Grillo che accusa il governo di “passeggiare sui cadaveri di 68mila italiani uccisi dallo smog”?

Sciacallaggio allo stato puro, a mio parere non c’è niente di peggio e toni del genere sono inaccettabili. Sa cosa mi stupisce di più? Il vecchio modo far politica, una tipologia di opposizione che può tirar su qualche voto ma non risolve nessun problema. Mi attaccassero nel merito, ci sto. Ma cosa devo rispondere a chi accusa me o Renzi di essere responsabili di 68mila morti? Ma uno normale può pensare una cosa simile? Sono prontissimo a ragionare con i 5 Stelle e la Lega, ma se si fermano agli insulti è la cosa peggiore che possono fare non a me ma ai cittadini.

I cittadini come possono fare la loro parte?

Ci sono piccole azioni, che se compiute da tutti, assumono un peso notevole. Deve prevalere il senso di responsabilità di ciascuno di noi. Sarebbe perciò utile che tutti noi intanto usassimo la macchina quando è davvero indispensabile e prendessimo i mezzi pubblici. O cambiassimo le caldaie a gasolio che inquinano e accendessimo il riscaldamento quando è davvero necessario e non a palla.

A Parigi è stato fatto il miglior accordo possibile?

Sì. Tutti i Paesi si sono impegnati ad abbattere le emissioni e non si torna più indietro. Siamo all’inizio di un lungo processo: il monitoraggio delle azioni concrete intraprese dai singoli Stati, ci consentirà di verificare che le parole siano accompagnate dai fatti. Siamo nell’anno più caldo della storia e nel mese meno piovoso, e questo è uno dei periodi di siccità più lunghi mai registrati. Ci troviamo di fronte a scenari davvero inediti, e per questo noi abbiamo fatto la nostra parte nel favorire gli accordi sul clima di Parigi che è la piattaforma sulla quale puntare a lungo termine.

 

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