Furlan: “Flessibilità sacrosanta, buona legge grazie al dialogo sociale”

Economia
Annamaria Furlan Cisl

Il segretario generale della Cisl: “Servono più risorse per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici”

Annamaria Furlan, segretario della Cisl, la Commissione europea critica la manovra. Appoggiate il governo che non vuole cambiarla?

« L’Europa del rigore muore nel cuore delle persone, l’Europa della crescita e della accoglienza è quella che dobbiamo pretendere e costruire tutti insieme. Il governo fa molto bene a chiedere all’Ue flessibilità. Sulle spese per il terremoto, la scossa di stasera (ieri, Ndr) dimostra come servano le risorse sia per la ricostruzione che per la messa in sicurezza del territorio. Sui migranti quel che è successo a Goro a 18 donne non rappresenta il nostro Paese, è stata una brutta giornata per l’Italia che però non può far dimenticare quello che facciamo a Lampedusa e nel salvataggio e accoglienza di migliaia di persone dimostrando all’Europa cosa significa la parola solidarietà: non significa l’accordo con la Turchia che di certo non risolve il problema accoglienza. La flessibilità sui conti è sacrosanta e va accolta dalla Commissione».

Ieri finalmente è arrivato il testo della manovra. La sorpresa per voi sgradita è che calano ancora le risorse per il rinnovo dei contratti dei lavoratori pubblici: siamo a soli 500 milioni, più i 300 dell’anno scorso.

«È un grande errore. Perché i dipendenti pubblici da ben 7 anni non hanno aumenti e il rinnovo del contratto serve anche a ridisegnare la Pubblica amministrazione fornendo servizi nuovi e migliori a tutti i cittadini».

Qualche sorpresa c’è anche sul capitolo pensioni e Ape, ma sono confermate le coperture: 1,7 miliardi nel 2017, ben 7 mililardi nel triennio. Ma quante di queste vanno ai giovani?

«Analizzeremo i testi e se non dovessero rispettare l’accordo che abbiamo sottoscritto col governo sono sicura che il Parlamento li modificherà. Detto questo, l’accordo mette in campo misure per tutte le fasce che tuteliamo come sindacati: giovani, lavoratori e pensionati. A favore dei giovani va sicuramente la norma sulla gratuità del cumulo gratuito dei contributi versati in gestioni diverse. In più abbiamo reso obbligatoria l’alternanza scuola-lavoro favorendo le assunzioni. In ultimo ricordo che la flessibilità in uscita sulla Fornero creerà posti di lavoro per i giovani. Infine partirà a breve la seconda fase col governo per affrontare il tema dei coefficienti per le pensioni col contributivo per un sistema più equo per i giovani e la possibilità di una pensione di garanzia per i redditi bassi».

L’anno prossimo dovrebbe arrivare anche la riforma dell’Irpef, quella che voi chiedete a gran voce…

«Era meglio anticiparla a quest’anno ma sarà una trattativa molto importante che noi vogliamo fare con lo stesso metodo di confronto usato per le pensioni che ci deve permettere di far aumentare i salari e le pensioni che corrispondono a gran parte del gettito Irpef complessivo».

Sul fisco invece in manovra c’è la rottamazione delle cartelle e di Equitalia…

« L’evasione è la vera malattia del nostro Paese. Per questo a noi non interessa come si chiamerà la nuova Equitalia ma vogliamo che chi ci lavora sia tutelato perché si tratta di professionisti in prima linea contro l’evasione. Sulle cartelle servono certezze, norme precise per chi le tasse le vuole pagare e magari – specie i piccoli imprenditori – non riesce. Non per gli evasori».

Boccia vi propone il «patto di fabbrica», molti parlano di ritorno dei sindacati. Lei si fida?

«Probabilmente il governo dopo due anni si è reso conto finalmente che nessuno può risolvere da solo problemi complessi. Il ritorno al dialogo sociale ha già prodotto buoni frutti: con il governo l’accor – do sulle pensioni, con Confindustria quello sulle crisi aziendali e la contrattazione territoriale. Ora partiremo anche con il nuovo modello contrattuale ma prima dobbiamo chiudere i contratti dei meccanici e tutti gli altri aperti».

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