Fiat Cassino, Bentivogli: perché gli operai non fanno lo sciopero Fiom

Sindacati
cassino

Hanno incrociato le braccia 30 operai su 2003

30 operai su 2003. Lo sciopero della Fiom alla Fiat di Cassino è andato male. Lo aveva previsto, il segretario della Fim Cisl Marco Bentivogli che, con Unità tv, prova a spiegare la situazione che riguarda lo stabilimento laziale, da tempo sull’orlo di una crisi molto seria ma adesso alla vigilia di un rilancio.

Bentivogli, se Cassino si riprende è una buona notizia: non era questa la valutazione dei sindacati?

Sì, quello di Cassino è un buon accordo. Il 14 marzo va in linea la Giulia, questo è il primo passo per il rilancio dell’Alfa Romeo. Fra l’altro c’è da dire che si tratta di un piano che prevede un miliardo e mezzo di euro di investimenti, non poca cosa, grazie al quale tutti i lavoratori potranno rientrare in fabbrica. E se i sindacati non appoggiano questo risultato, che ci stanno a fare?

Lo sciopero delle Fiom tuttavia riguardava alcuni aspetti specifici della condizione di lavoro… 

La Fiom ha chiesto ai lavoratori di scioperare su due questioni. Primo, la riduzione della pausa da 40 a 30 minuti: faccio solo osservare che alla Lamborghini, dopo un accordo apprezzatissimo da Landini, gli operai fanno una pausa di 24 minuti. Secondo, la Fiom protesta per lo spostamento della pausa a fine turno: questo è un dogma un po’ ideologico perché la realtà dice che ai lavoratori questo spostamento piace molto e spesso sono proprio i lavoratori a chiederlo.

E quindi?

Quindi la conseguenza inevitabile è che scioperano in 30 su 2003. E l’altro giorno alla Sevel, in Abruzzo, hanno aderito allo sciopero Fiom in 78 su 6300, quindi neanche tutti i delegati Fiom. No, è necessario che aprano una riflessione perché così – come diceva Pintor – si va di sconfitta in sconfitta fino alla vittoria finale…

 

Vedi anche

Altri articoli