Esposito: “I 5 Stelle dichiarino che non vogliono i voti dei clan del Litorale”

M5S
Il senatore Stefano Esposito durante la conferenza stampa sul rapporto dei carabinieri del Ros secondo cui l'imprenditore valsusino Ferdinando Lazzaro, imputato nel processo 'San Michele' sulle presunte infiltrazioni della 'ndrangheta in Piemonte, lo contattò perché intervenisse in suo favore nell'assegnazione dei lavori per la Torino-Lione, Torino, 26 settembre 2015. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Il senatore Pd aspetta la smentita. “Se non arriva è una grave ammissione”

“Ho dato subito l’allarme via tweet, era martedì sera tardi ma il popolo social a quell’ora è molto attivo. È passato quasi un giorno intero ma i 5 Stelle ancora non hanno dato risposta”.

Che risposta vuole, senatore Esposito?

“L’unica possibile. Che è anche quella necessaria: il Movimento 5 Stelle chiamato così spudoratamente in causa da Roberto Spada, reggente del clan polverizzato dagli arresti dell’antimafia una decina di giorni fa, deve dire chiaramente che non vuole i voti del clan Spada. Che disconosce l’eventuale candidatura anche in una lista civica di un esponente di quella famiglia. Altrimenti siamo davanti ad una clamorosa ammissione”.

Ripartiamo dal tweet, senatore. Cosa ha scritto?

“Lo leggo: Roberto Spada, intervistato da Quinta Colonna, dichiara che sta pensando di candidarsi con i 5 Stelle. Ora attendo smentita di Virginia Raggi”.

Sono le 19 del giorno dopo. La candidata sindaco l’ha fatto?

“Ospite in un talk show ha detto di non aver intenzione di rispondere a me. Perchè non mi considera. Poi ha anche aggiunto che parlo troppo spesso dei 5 Stelle, che sono un senatore che ha poco da fare. Nulla di nulla però sulla cosa che mi ha fatto saltare dalla sedia: sentire Roberto Spada bello spavaldo in tv con sciarpetta al collo che gigioneggia sulla possibilità di candidarsi. Con una lista civica, ovviamente, e con l’appoggio del Movimento 5 Stelle. Poi siccome l’aveva detta grossa, Spada ha aggiunto che “non voleva creare problemi a quei poveri ragazzi”. E s’è messo a ridere. Insomma, a me ha dato i brividi sentire uno così che si permette di ironizzare sulla giornalista in studio che vive sotto scorta da tre anni (Federica Angeli, ndr) perchè minacciata da loro e poi si permette di dire che si candida. Con i 5 Stelle. Mi chiedo perchè non siano venuti i brividi anche a loro”.

Roberto Spada non è indagato. Fa parte di quella famiglia lì, ma come lui precisa “in ogni grande famiglia c’è chi lavora, chi ruba, chi fa uso di droghe…”.

“Mi assumo la responsabilità di quello che dico: Roberto Spada è il reggente del clan la cui testa è stata tagliata una decina di giorni fa dall’antimafia”.

Non da oggi lei allunga sospetti sui rapporti dei 5 Stelle con le famiglie mafiose attive a Ostia. Dove nasce questo link?

“È qualcosa che abbiano scoperto a partire da gennaio 2015 quando io come commissario e Sabella come assessore cominciammo ad occuparci di Ostia. Paolo Ferrara era il consigliere comunale 5 Stelle che si era rifiutato di firmare la mozione di solidarietà alla giornalista Angeli; è stato tra i più attivi nell’attaccare l’affidamento della spiaggia sottratta a gente in odore di malaffare e assegnata a Libera e Uisp; abbiamo poi scoperto che il gestore era uno suo caro amico e testimone di nozze. Ferrara è uno che difende i balneari abusivi che hanno deturpato il litorale di Ostia. I 5 Stelle a Ostia sono Ferrara e più volte i vertici del Movimento hanno solidarizzato che i balneari che sono parte del problema del posto».

Senatore, Ferrara è un militare della Guardia di finanza che si è buttato in politica con i 5 Stelle.

“E che a Ostia è schierato con la parte sbagliata. Mi chiedo perchè il comando generale della Finanza non trasferisca questo signore che nella stessa area svolge il suo incarico di finanziere e anche quello politico. Ora poi Ferrara è candidato in Campidoglio. Ricordo anche l’indagine per calunnia che ha coinvolto le finte associazioni antimafia del posto. Anche su questo c’è molto da interrogarsi”.

Il commissariamento produce passi avanti?

“Purtroppo no. L’arroganza di questi soggetti, come dimostra l’intervista tv di martedì sera, è sempre più alta e forte. Mi spiace dirlo perchè so che il prefetto Vulpiani si sta impegnando. Ma quel municipio è da bonificare dalla testa ai piedi e Vulpiani in Commissione antimafia ha denunciato di non aver e uomini e mezzi. Le dico questo: possibile che il dirigente del municipio che si occupa delle concessioni del lido sia uno che vive nel conprensorio di villette che fa capo al boss Schiavone? A Ostia i clan sanno sempre tutto. E in tempo utile”.

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