Emiliano:«Trovate un accordo e non spaccate il Pd»

Riforme
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Il presidente della Puglia: «Dobbiamo superare il bicameralismo»

«Io sono ruvido, sono fatto così…». Carta vetrata, qualcuno direbbe, ma Michele Emiliano, governatore della Puglia, ne ha per tutti, non risparmia nessuno nel corso di questa intervista. Stamattina, per iniziare, insieme ai cinque governatori di Marche, Abruzzo, Molise, Calabria e Basilicata, annuncerà che sono pronte delibere identiche che i rispettivi consigli regionali voteranno per un referendum abrogativo dello Sblocca-Italia che al suo interno prevede le trivellazioni nel Mar Adriatico e nello Ionio. «O il governo annuncia che ritira l’ok alle trivellazioni o noi saremo costretti a rivolgerci ai cittadini», spiega. Ecco, questo è il primo atto, «ma non è una sfida al governo, è una richiesta su un tema che ci riguarda direttamente, che riguarda il nostro territorio».

Emiliano, e della riforma costituzionale che ne pensa?

«Che non sia un argomento che merita tutto questo spreco di energie politiche da parte di parlamento e governo».

Come no? È una riforma destinata a cambiare l’assetto istituzionale. Non le piace?

«È chiaro che dobbiamo superare il bicameralismo perfetto, ma non è un’emergenza. Renzi ci ha dimostrato che anche con questo sistema parlamentare si possono votare molte leggi e anche riforme importanti. Mi creda, a pensarla così sono moltissimi cittadini e militanti. La verità è che sull’articolo 2 si stanno giocando altre partite. Renzi vuole asfaltare la minoranza Pd e la minoranza Pd vuole abbattere la leadership. È una guerra interna su questioni di cui agli italiani interessa davvero poco».

Sta dicendo che si può rimandare?

«Affatto, sto dicendo che dovrebbe esse re fatta con più serenità, senza spaccare il partito in due. Lo dico a entrambe le parti con molto affetto: smettetela e trovate un accordo, è doveroso. Se non ci fosse questo voto di mezzo il governo avrebbe la strada spianata e si arriverebbe tranquillamente a fine legislatura».

Teme una crisi di governo sul Ddl Boschi?

«Questa storia della crisi di governo è un’invenzione ad arte. I governi entrano in crisi quando non riescono a governare, a far ripartire il Paese e non mi sembra questo il caso. La riforma costituzionale è materia parlamentare. Non ci si può permettere una crisi di governo, noi qui stiamo in prima linea, al Sud dobbiamo affrontare problemi infrastrutturali, occupazionali…».

Sergio Chiamparino ha proposto che i presidenti di Regione siano membri di diritti del nuovo Senato.

«E ha ragione. Perché dovrebbero starci solo i consiglieri regionali in una Camera che ha competenze territoriali? Nel nuovo Senato avrebbero dovuto andarci solo presidenti di Regione e sindaci di città metropolitane, tutti direttamente eletti dai cittadini con milioni di voti. Ma una Camera così fa paura al governo. Che almeno siano previsti insieme ai consiglieri regionali».

Cosa dirà lunedì in direzione, lei che ne fa parte?

«Non so se interverrò, ma se dovessi farlo ripeterei quello che ho appena detto a lei, aggiungendo “trovate un accordo e non pensate di chiedere a Verdini o Fi di votare la riforma».

Verdini non le piace?

«Verdini con noi non c’entra niente, rappresenta gruppi di interessi privati e noi dobbiamo pensare alle elezioni del 2018. Per questo stiamo lavorando all’Ulivo 2.0 perché vogliamo far in modo che questo governo arrivi a fine legislatura. Una piattaforma programmatica che tenga insieme dall’Udc alla sinistra radicale, una sinistra riformista e di governo. Per capirci, una sinistra come quella che rappresentato Pisapia, Zedda, Doria, Vendola».

I suoi rapporti con Renzi?

«Non mi parla piu da quando ho detto che avrei dedicato la mia campagna elettorale agli insegnanti. Quando ho vinto mi ha mandato solo un sms e questo mi addolora molto, io ho vinto anche per il Pd, con il Pd. Ma c’è tempo per rimediare».

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