Emiliano: “Renzi non ci escluda. Una scissione sarebbe una sua sconfitta”

Pd
Michele Emiliano durante la presentazione del manifesto "Idee e proposte per cambiare l'Italia, la sinistra, il Partito Democratico" al Teatro Vittoria, Roma, 18 febbraio 2017. ANSA/ANGELO CARCONI

Il candidato alla segreteria Pd: “Con la conferenza programmatica a maggio e primarie in autunno i suoi sfidanti alla segreteria avrebbero il tempo di organizzarsi E magari lui rinuncia a candidarsi”

«Sapete, vi devo far ridere, questo è il mio compito nel terzetto». Michele Emiliano domina il palco del Vittoria, scalda la platea, di fatto ruba la scena a Enrico Rossi e a Roberto Speranza, arriva un po’dopo e si siede in prima fila accanto agli altri due. Cala nei panni dell’anti Renzi usando le stesse armi di Renzi: concetti essenziali ad effetto, battute a raffica, piglio deciso che ha sempre avuto, anche quando era il sindaco “sceriffo » di Bari. Carica ed energia di chi non è vissuto come un “vecchio arnese” della politica . Ex magistrato «ho iniziato a fare politica a 47 anni», dice, e ricorda che «non faccio parte di alcuna corrente. Certo, in qualunque altro partito mi avrebbero buttato fuori, ma nel Pd no». A convention finita, alle 14, da Testaccio il governatore della Puglia è partito per Rimini, invitato al congresso di Sinistra Italiana, dove ha parlato fra gli applausi, ha abbracciato Vendola e, come «Zio Michele», ha fatto le feste al piccolo Tobia.

Cosa le ha detto Renzi al telefono?
«È stato un confronto vivace ma leale, le telefonate di Renzi sono come un vino prezioso… Ho avuto la sensazione che il segretario si stia ponendo davvero la questione di come ricomporre il quadro nel Pd».

Quindi dovrebbe accettare i tempi che chiedete voi?
«Lo spero, e converrebbe anche a lui perché sarebbe un suo successo, non un cedimento. Se non accettasse le nostre richieste, chiudere mille giorni di governo con una scissione sarebbe prima di tutto una sconfitta politica per Renzi, oltre che per tutta la nostra comunità. Sono convinto che la maggior parte delle persone che erano oggi (ieri, ndr) al Teatro Vittoria non voglia una rottura».

Continua a leggere

Vedi anche

Altri articoli