Cinque cose che hanno influenzato Edoardo Ferrario


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Comico emergente tra i più lanciati nel panorama nazionale, Edoardo Ferrario ci svela quali sono le cinque principali influenze che lo hanno ispirato

Incalzato dalla Gialappa’s Band, felpa col cappuccio e classico piumino mimetico, Er Pips spiega con disinvoltura l’esame universitario che sta preparando: relazione tra “paesaggi fiamminghi e sostanze psicotrope”. Siamo nel bel mezzo di Quelli che il Calcio e lo studente in questione è una delle incarnazioni più riuscite di Edoardo Ferrario, 29enne comico romano. Il suo esordio nella trasmissione condotta da Nicola Savino arriva dopo cinque anni in costante ascesa; comincia con gli spettacoli di stand up comedy: prima per un pubblico ristretto, poi, tramite il passaparola, raccogliendo platee sempre più numerose. Una sera lo vede Sabina Guzzanti e ne rimane conquistata: lo fa esordire in televisione nel 2012, nella sua trasmissione Un due tre stella. Edoardo se la cava brillantemente, dando la sensazione di essere a suo agio sul piccolo schermo. “Sembravo davvero calmo?” ci chiede quando glielo facciamo notare “in realtà appena ho saputo che sarei andato in diretta avrei voluto morire”.

Dopo quell’esperienza un’altra parentesi televisiva, La prova dell’otto, questa volta con Caterina, l’altra sorella Guzzanti, per approdare successivamente in radio: prima con Serena Dandini (StaiSerena) e quest’anno, sempre su Radio2, I Sociopatici.
La svolta passa attraverso la rete, con la web serie Esami, che gli vale una cospicua fetta del seguito di cui gode e paragoni altisonanti da parte della stampa. Lo chiamano “il nuovo Carlo Verdone” e lui si trincera dietro un “queste cose le dite voi giornalisti, per me il primo Verdone è il massimo”. Ma la capacità d’interpretare personaggi sopra le righe, e allo stesso tempo rappresentativi della nostra realtà sociale, è sicuramente una caratteristica che unisce i due comici.
Abbiamo chiesto a Ferrario di raccontarci cinque delle sue maggiori influenze, dal mondo della risata e non, che hanno ispirato la sua comicità.

 

Eddie Izard

Comico, attore e sceneggiatore britannico, il pluripremiato Eddie Izzard, amato tanto dal pubblico di massa quanto dal mondo accademico, è stato per Edoardo Ferrario una vera folgorazione. 
”Ho comprato su Amazon il suo dvd Seven, con sette spettacoli dal vivo, e ho detto: voglio scrivere cose così – ci dice Edoardo Ferrario – mi ha insegnato che non bisogna per forza parlare di religione, morte, politica o sesso per far ridere. Non si deve essere a tutti i costi scandalosi o propensi alla battuta scomoda. 
Quando l’ho visto per la prima volta faceva un pezzo sugli animali strani e mi ha fatto morire dal ridere: non c’era nulla di oltraggioso, ma era una cosa totalmente dirompente”.

The Pixies


Genialoidi. Una definizione che si attaglia perfettamente ad alcune parodie di Ferrario, che sembrano non adattarsi a canoni precisi ma piuttosto seguire l’istinto creativo a briglia sciolta. La stessa indole la ritroviamo nei Pixies, band nata a fine anni ottanta, fondamentale per tutto quel movimento che prende il nome di indie rock. 
”Il mio gruppo preferito in assoluto, da quando, 4 anni fa, una zia mi regalò uno di quei tomi impegnativi stile  i 100 migliori dischi da ascoltare prima di morire“. Dentro quel librone c’era anche Doolitte: l’album migliore dei Pixies. “Me lo sono procurato e ho scoperto un autore di canzoni incomplete, sghembe ma che non ti stufano mai proprio perché non sono mai quadrate. Direi che Doolittle è un album perfetto per chi, come me, ama l’imperfezione”.

Cinico Tv


Abissale, impassibile, feroce: e come tale imprescindibile. Daniele Ciprì e Franco Maresco con il loro Cinico tv mettono in scena una serie di personaggi degradati, talmente oltre qualsiasi soglia di decoro da definire ex novo una personalissima estetica del brutto. “Cinico tv è eccezionale – commenta entusiasta Edoardo Ferrario – le cose estreme mi emozionano, ma quando hanno un linguaggio forte e chiaro. Cinico tv è osceno, martellante, un susseguirsi di domande impietose: ma allo stesso tempo è molto umano”.

Antonio Rezza/Flavia Mastrella

Più vicini alle performance dal carattere magico e iniziatico di Antonin Artaud che a un qualsiasi comico contemporaneo, Antonio Rezza e Flavia Mastrella danno vita all’esperienza di teatro sperimentale più intensa e longeva del nostro paese. 
Ma lungo il loro percorso artistico non hanno disdegnato incursioni “pop” nel mondo del cinema e della televisione: “Le mie influenze più dirette sono sicuramente Carlo Verodone o Corrado Guzzanti – ammette Edoardo Ferrario – ma Antonio Rezza e’ un genio. Me lo ricordo nei primi programmi di Serena Dandini; poi un giorno qualcuno mi portò a vedere un suo spettacolo e rimasi incantato. È estremo e provocatorio e questa è la sua forza: quando riesci a essere così comunicativo, pur non essendo accessibile o immediato, vuol dire che sei un gradino sopra agli altri”.

Louis C.K.

Immaginate un Homer Simpson in carne e ossa, dotatelo di un raffinato spirito d’osservazione e di un sano spirito nichilista: otterrete Louis C.K, lo stand up comedian più famoso al mondo. Da anni in auge con il serial tv Louie, secondo Edoardo Ferraro “È il più bravo di tutti, perchè è umano. E’ la rappresentazione di quello che dovrebbe essere la comicità oggi. Dalla terza stagione in poi del serial non ti fa più ridere, ed è ancora più bello: a lui non importa nulla . Vuole solo essere più umano possibile. È l’unico che si e’ avvicinato a Woody Allen nel saper essere comunicativo ed empatico: direi che è un Woody Allen contemporaneo. Un Woody Allen post moderno.

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