Ebreo accoltellato, Fiano: “Colpita al cuore la vita degli ebrei milanesi”

Cronaca
Rilievi della Polizia scientifica sul luogo dove un ebreo ortodosso di 40 anni è stato accoltellato, davanti al ristorante kosher 'Carmel' di Milano, 12 novembre 2015. L'israeliano stava tornando a casa da solo quando è stato avvicinato alle spalle da un uomo incappucciato. Un'azione veloce e al momento senza una rivendicazione. Alcuni fendenti alla schiena, poi lo sfregio al volto e infine la fuga.
ANSA/STEFANO PORTA

“Nessun territorio può considerarsi impermeabile all’azione di un singolo convinto di essere investito da un mandato divino per eliminare il suo nemico”

“Personalmente sono sconvolto. L’aggressione è avvenuta nel quartiere dove sono cresciuto, dove c’è la scuola ebraica, dove hanno studiato i miei figli, dove si trova la casa di riposo dei miei genitori, di fronte ad un ristorante Kosher dove io e la mia famiglia abbiamo mangiato decine di volte.”

Emanuele Fiano, deputato Pd ed ebreo milanese commenta la terribile aggressione in cui Nathan Graff,  il genero di uno dei rabbini della comunità ebraica di Milano, è stato accoltellato per strada Graff è ricoverato all’ospedale Niguarda, con sei ferite da arma bianca: è stato colpito da tre coltellate alla schiena, da una al volto, e da altre due alla gola e a un braccio. A colpirlo una persona sola, probabilmente un uomo, forse di carnagione chiara e con una capigliatura bionda, il viso parzialmente coperto da un passamontagna.

Al momento la pista più discussa è l’attacco antisemita visto che Graff indossava la kippah. Cosa pensa di quest’aggressione?

“Ribadisco, al momento, sono sconvolto. E’ un atto di violenza che colpisce il cuore della vita degli ebrei di Milano. Questa è la mia reazione a caldo. Ora auguro naturalmente pronta guarigione alla vittima e attendo parole chiare, da parte degli investigatori. Certo, è preoccupante che al momento dell’aggressione Graff fosse vestito tradizionalmente. Se la matrice antisemita fosse confermata si tratterebbe dell’atto più violento, dopo il famoso attentato alla sinagoga di Roma.

La scena ricorda molo “l’Intifada dei coltelli”. Teme possa diffondersi anche in Europa?

“Il rischio c’è e c’è una massima allerta, soprattutto dopo l’arresto delle cellule di terrorismo islamico che si scambiavano messaggi sulla necessità di uccidere ebrei. La preoccupazione riguarda la diffusione del fondamentalismo violento e terroristico e ad un clima di odio crescente che può incanalarsi in singole azioni”.

Stiamo facendo il possibile nell’attività di prevenzione del terrorismo?

“Ripeto, in Italia e in Europa è massima allerta. Devo dire che le nostre forze dell’ordine stanno dimostrando un’efficienza incredibile, come nell’operazione che ha sgominato in Italia una cellula jihadista con diramazioni in più Paesi europei. Un’efficienza migliorata anche dalle norme del decreto antiterrorismo”.

Pero è bene non abbassare mai la guardia?

“Questo mai. Le azione dei cosiddetti ‘lupi solitari’ sono difficili da sventare. Si tratta di persone che agiscono in modo imprevedibile e anche nel web viene incitata l’azione individuale. Nessun territorio può considerarsi impermeabile all’azione di un singolo convinto di essere investito da un mandato divino per eliminare il suo nemico”.

 

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