Doria: “Prioritaria l’unione del centrosinistra, non le scelte identitarie”

Dal giornale
Il sindaco di Genova Marco Doria lascia la commissione Lavori Pubblici del Senato senza essere ascoltato sui recenti eventi alluvionali di Genova, Roma, 29 ottobre 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il sindaco di Genova, ritiene che l’unità di coalizione non abbia alternative. «È una strada obbligata. Il Pd sia il cardine»

L’unica tessera di partito l’ha avuta nel 1994, Pds, poi più niente, ma da sempre si definisce «una persona di sinistra». La sua candidatura è stata sponsorizzata da Sel ma è stato sostenuto dal Pd, dall’Idv – che nel frattempo non esiste più – e la sua lista civica alle amministrative – si aggiudicò il 12%. Marco Doria, professore universitario, titoli nobiliari che porta con grande discrezione, governa Genova grazie ad una coalizione di centrosinistra. L’unico assessore di Sel, Gianni Criviello, non ha più rinnovato la tessera, ma il sindaco non ha mai pensato a sostituirlo, «è molto competente e sta facendo un ottimo lavoro». Nel dibattito che sta animando la sinistra – la diaspora da Sel, l’ultimo annuncio è quello del senatore Dario Stefàno, gli approdi al Pd -, ci entra dicendo che per quanto lo riguarda, dal suo punto di vista di amministratore, c’è una strada obbligata: il centrosinistra unito.

Lei dice che la strada è obbligata, ma la realtà al momento è un’altra. Sel e Pd sono lontani. Un errore?
«Io sono impegnato in un’esperienza diversa, nata in un momento in cui il centrosinistra si proponeva alla guida di città e Regioni. Mi riconosco in quella stagione e in quello spirito che la animava, tanto è vero che amministro anche oggi con la stessa coalizione con la quale mi sono presentato agli elettori. Nel 2015 in alcune Regioni italiane quella esperienza è stata riproposta e credo debba farlo anche alle amministrative dell’anno prossimo».

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