Di Giorgi: “Possibile il sì di tutto il Pd sulla stepchild temperata”

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“L’optimum sarebbe l’affido, però credo che ci siano i presupposti perché si possa trovare una via di mezzo tra questo e la stepchild adoption” dichiara la senatrice

Il sì di tutti i senatori del Pd all’impianto del ddl Cirinnà apre qualche speranza ulteriore alla possibilità che il partito di Renzi alla fine voti compattamente sul testo che va in aula giovedì. Anche se i cattolici insistono per una riformulazione della stepchild adoption. Fra questi, Rosa Maria Di Giorgi.

Senatrice Di Giorgi, cosa significa per il gruppo Pd Senato il voto di oggi?

Si sapeva che il voto sarebbe stato quello, perché tutti nel Pd, anche noi che proponiamo una soluzione diversa rispetto alla stepchild adoption, diciamo da sempre che voteremo la legge. Oggi ci è stato chiesto di votare su questo e senza problemi abbiamo ribadito che la voteremo. L’atmosfera era buona, ci sono state aperture da parte di alcuni colleghi sulla possibilità di lavorare sugli emendamenti di mediazione e che potrebbero essere un buon terreno di incontro. Parlo di quegli emendamenti che prevedono una stepchild adoption più temperata e che prevedono un maggiore controllo, come quello di Chiti-Corsini, che possa farci trovare su un fronte unico. Altrimenti, come è stato ribadito oggi, si può comunque votare con libertà di coscienza, ovviamente. Per noi l’optimum sarebbe l’affido, però come non deve rimanere la stepchild adoption così com’è, nemmeno può essere nemmeno l’affido, dovremo trovare una via di mezzo. Credo ci siano i presupposti perché si possa trovare, c’è ancora un po’ di tempo.

Molti nel Pd chiedono di andare avanti sul ddl senza stravolgimenti ai pilastri del testo.

I pilastri del testo sono dare garanzia a bambini già nati e che si trovano all’interno di queste coppie. Secondo noi questa garanzia si può dare anche attraverso l’affido, ma se così non fosse, siamo favorevoli alla soluzione che prevede un periodo di valutazione da parte del giudice per capire se gli equilibri di quella coppia sono favorevoli all’adozione di un bambini, come viene fatto per tutte le adozioni. Credo che togliere gli automatismi sarebbe già un passo importante. Rimane però la questione su cui non ho visto chiarezza, ossia quella sull’utero in affitto. Non ho visto aperture o disponibilità e credo che questo atteggiamento non sia coerente. Tutti dicono che non debba essere favorita, poi se ci sono emendamenti che riguardano questo, vedo molte prese di distanza. In questo vedo un po’ di ipocrisia.

Secondo la stessa senatrice Cirinnà le modifiche avrebbero più senso se apportate alla legge 40.

Noi eravamo d’accordo a non introdurre proprio il tema delle adozioni all’interno della legge. Dobbiamo dirci con chiarezza una cosa: se si parla di adozioni, se si parla di possibilità di avere dei bambini nella coppia, sappiamo che per le coppie omosessuali le gestazioni per altri è fortemente connesso. Non possiamo far finta che non lo sia. Il tema della gestazione per altri è molto presente in tutta questa partita, dire che non c’entra e che siamo tutti contro l’utero in affitto questo è un po’ azzardato.

Che piazza è stata quella di Svegliatitalia e che piazza sarà quella del Family Day?

Sono due piazze contrapposte che in un momento così sono normali e più che legittime, anche se credo che non aiuti né l’una nell’altra. Non sono certo le guerre di numeri a far cambiare opinione ai senatori e ai parlamentari che devono prendere questa decisione; sarebbe terribile, altrimenti. Sono manifestazioni che parlano di un’Italia che non è tutta su uno stesso fronte. Io non ci sto allo scontro tra coloro che sono civili e molto democratici e quelli che vengono invece definiti oscurantisti ancorati a valutazioni legate al passato che non sanno cogliere i segni dei tempi. Non credo che i segni dei tempi siano necessariamente positivi. Credo che usare il corpo di una donna, magari povera, per avere un bambino sia una pratica medievale. Io ho fatto tutte le lotte delle femministe: delle due cose l’una, o avevo torto un tempo oppure ho torto ora. C’è una contraddizione terrificante sul tema.

Lei andrà al Family Day?

No, non ho nulla a che fare con il Family Day. La mia piazza, per mie convinzioni e per mia modalità, casomai è quella arcobaleno. Mi sono sempre battuta per i diritti degli omosessuali e ho portato avanti queste battaglie anche in tempi in cui era molto difficile farlo.

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