Della Vedova: “Gli errori li puoi correggere, i ritardi non li recuperi”

Referendum
Foto Roberto Monaldo / LaPresse15-07-2015 RomaPoliticaPresentazione proposta di legge per la legalizzazione della cannabisNella foto Benedetto Della VedovaPhoto Roberto Monaldo / LaPresse15-07-2015 Rome (Italy)Presentation proposal for a law to legalize cannabisIn the photo Benedetto Della Vedova

“Non possiamo aspettare 10 anni per cambiare la Costituzione”

“Gli errori li puoi correggere, i ritardi non li recuperi”. Si parta dunque con la riforma costituzionale, si farà sempre in tempo a verificare, aggiustare, migliorare sulla base dell’esperienza. Ma Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri e da sempre militante e dirigente radicale, è convinto che al referendum bisogna votare Sì.

Ma molti, sottosegretario, lamentano insufficienze e contraddizioni, soprattutto per quel che riguarda il nuovo Senato.

Nessuna riforma è di per sé perfetta. Come diceva Calamandrei, non è come una macchina che metti in moto e parte: dipende da come la guidi, da cosa ci metti dentro. Io nel 2006 votai per la riforma Calderoli-Berlusconi, convinto che potesse essere l’inizio di un percorso, poi venne bocciata al referendum e si sono persi 10 anni: vogliamo rifare la stessa cosa e trovarci nel 2026 a dire che serve una riforma della Costituzione? Con la scusa che non c’è la perfezione, rimandiamo sempre e continuiamo a tenerci un processo legislativo inefficiente.

Il punto forte è dunque quello del superamento del bicameralismo perfetto?

Superare il bicameralismo ripetitivo, in un sistema che resta parlamentare, è un dato di efficienza. Non mi sfuggono i limiti della riforma, ma io dico che è un buon inizio. Questo Senato ha abolito se stesso, il prossimo potrà modificare in meglio il suo funzionamento.

Il Governo rischia?

Il rischio è quello di una campagna elettorale strumentale, con il referendum utilizzato come pretesto per dire sì o no al governo Renzi. Tra l’altro così si evita di entrare nel merito e di approfondire. Però non voglio fare della poesia: c’è un dato politico evidente in questa consultazione referendaria. Però se uno pensa di fare un dispetto, non lo fa a Renzi ma all’Italia perché votando No si rinvia di altri 10 anni la riforma della Costituzione. Lo scontro politico sul governo sarà alle elezioni politiche.

Della Vedova, nel suo mondo, il mondo radicale, quali sono gli orientamenti che vengono avanti?

Ci sono spinte diverse, infatti c’era questa richiesta dello spacchettamento… Ma c’è un punto fondamentale che tocca la sensibilità dei radicali, che è quello della democrazia diretta e dell’istituto referendario. da questo punto di vista con la riforma si fa un passo avanti sostanziale con il quorum mobile, che si raggiunge quando va a votare la metà più uno di quanti hanno votato alle ultime politiche. C’è la questione delle 800mile firme, ma la richiesta di Radicali Italiani di modificare la legge istitutiva del referendum prevedendo meccanismi meno borbonici per esempio consentendo le firme on line mi sembra molto giusta. Se venisse accolta sarebbe un segnale mondo importante per il mondo radicale.

 

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