De Micheli: «Un piano triennale per tutte le ricostruzioni»

Governo
Paola De Micheli durante la presentazione di "Sinistra è cambiamento", l'area del Pd nata dopo la rottura dentro Area Riformista sull'Italicum. Roma 19 giugno 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

La sottosegretaria dell’Economia: «Ricostruiremo tutto il necessario»

Ad accompagnare Renzi ieri c’era Paola De Micheli, nella doppia veste di sottosegretario all’Economia e parlamentare del Pd eletta proprio a Piacenza, dove è stata anche assessore.

Sottosegretario, come si attueranno concretamente le misure annunciate dal premier Renzi?

«Intanto voglio dire che ieri con lui abbiamo fatto il punto su tutte le ricostruzioni di cui dobbiamo occuparci: abbiamo 43 ordinanze di Protezione civile, per cui stimiamo un fabbisogno di 4 miliardi tra interventi per il pubblico e per il privato. Quella per Piacenza sarà la 44esima».

Quest’ordinanza arriverà a giorni?

«Ci sono una serie di passaggi Anzitutto, la Protezione civile dovrà fornire un quadro dei danni, che indicherà appunto in un’ordinanza che credo potrebbe essere pronta in una decina di giorni. Sulla base di questo quadro il governo potrò valutare quante risorse stanziare per l’emergenza, in aggiunta a quelle messe sul tavolo dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. L’insieme di questi fondi andrà a coprire le spese per i primi interventi. Su questo siamo stati chiari: ricostruiremo tutto quello che è necessario, se poi c’è qualche piccolo mostriciattolo da eliminare di certo non lo ricostruiremo. Contiamo poi di accompagnare l’ordinanza con un decreto del ministro dell’Economia, che posticipi il pagamento delle imposte per le imprese, come annunciato appunto dal premier. Oltre a questo sospenderemo il patto di Stabilità per i comuni colpiti».

Prevedete altre misure in seguito?

«L’altro campo d’azione sarà la legge di Stabilità, in cui forti dell’esperienza maturata con gli interventi per la ricostruzione post terremoto vorremmo introdurre modalità specifiche per finanziare la ricostruzione dei privati, da un lato – parlo sia di prime case sia di attività produttive -, e dall’altro di opere pubbliche e infrastrutture, per cui occorre una programmazione però a livello territoriale. Intanto nel 2016 non ci sarà più il patto di Stabilità per i comuni, si andrà a pareggio di bilancio: intendiamo aggiungere a questo la possibilità di usare gli avanzi di amministrazione per ripartire gli investimenti. Poi pensiamo a una piano triennale sulle ricostruzioni che dia risposta a tutte le 44 dichiarazioni di stato di emergenza aperte sul territorio dal 2013. È una novità assoluta e di rilievo, una vera e propria riforma a cui stavo già lavorando prima che il maltempo colpisse anche la mia terra. In definitiva, diverse novità che tutte insieme potenzieranno le misure di prevenzione e accelereranno le opere di ricostruzione».

Lei è di Piacenza, come ha vissuto questi ultimi avvenimenti?

«Ci sono tre morti, una vera tragedia, e io vengo proprio dalla val Nure anche se dalla parte bassa, e insieme alla Val Trebbia quello è il mio paesaggio, sono le mie montagne, le mie passeggiate… ne conosco i sindaci, con cui mi sono sentita tutti i giorni, le scuole, i centri sportivi. Per il Mef sto seguendo le ricotruzioni dell’Aquila e dell’Emilia, so quanto è dura ricominciare. Ma so anche che la gente di Piacenza è straordinariamente forte. E ho visto sindaci pronti a collaborare e a lavorare, la presenza del premier è stata un segnale apprezzato».

È già chiaro quali sono i danni principali?

«I sindaci stanno lavorando proprio per rendere nuovamente abitabile il territorio il prima possibile, rilevando quelle che sono le priorità su cui agire come falle nella rete idrica, danni alle condutture del metano, riapertura di strade di montagna».

I tempi?

«Per le opere pubbliche velocizzeremo con delibere Cipe, per i privati vorremmo adottare il modello sperimentato con il terremoto emiliano: chi ha dei danni li vedrà certificati e poi potrà fare un mutuo con la Cassa depositi e prestiti, il cui piano di rientro annuale sarà pagato dallo Stato».

 

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