Daria Bignardi: “Il prossimo sindaco di Milano? Sala avrebbe il profilo giusto”

Milano
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Per la giornalista e conduttrice tv, il primo cittadino deve essere “innamorato della città”. E lancia il suo ‘programma': mense slow food e task force anti-inquinamento

Milano sta indubbiamente vivendo un momento particolarmente felice. Qual è la sua percezione e la sua esperienza della città?
Milano non è mai stata così vivace e brillante come in questi mesi. Vivo qui da trent’anni, ma non è mai stata così bella.

Come ha visto e vissuto i sei mesi di Expo? Ritiene sia stata un’opportunità effettiva ed efficace che ha contribuito a consolidare il “rinascimento” di Milano?
E’ successo tutto dall’inizio di Expo in poi: fino a poco prima che iniziasse c’era un’atmosfera diffidente, i cantieri sembravano non finire mai, come quello sulla Darsena. Mi sembra innegabile che il rinascimento di Milano sia legato a Expo.

E come valuta l’esperienza dell’amministrazione Pisapia?
Molto bene, visti i risultati, ma non solo. Pisapia ha mostrato coerenza, equilibrio, solidità. Da milanese acquisita avrei voluto che comunicasse di più quel che stava facendo, per orgoglio cittadino. Il giorno della sua vittoria era stato un momento di euforia per Milano, la sua identità ritrovata, e mi sarebbe piaciuto che quel clima si avvertisse ancora. Ma ora ho capito che il sindaco era impegnato a lavorare.

Quali sono le caratteristiche che, secondo lei, dovrà avere il prossimo sindaco di Milano?
Sarebbe bello che fosse qualcuno innamorato di Milano, che ne conoscesse l’anima, ne fosse orgoglioso e volesse continuare a valorizzare le sue caratteristiche di accoglienza e solidarietà, e nello stesso tempo esaltasse e migliorasse il suo profilo di città produttiva, efficiente, colta e internazionale. Da quello che sembra, Giuseppe Sala potrebbe avere questo profilo.

Come vede il prossimo futuro di Milano? Quali sono a suo parere i punti di forza da consolidare e i punti di debolezza su cui occorre porre particolare attenzione?
Il prossimo futuro, se si sapranno preservare le cose buone fatte e continuare in questa direzione, mi sembra ottimistico, come accadde per Torino dopo le Olimpiadi invernali. Non ho una visione sufficientemente ampia per parlare di punti di forza e di debolezza, ma da quel che si è visto in questi mesi mi sembra che tutte le nuove iniziative ricadano su ogni aspetto della sua vita pubblica. Bisogna pensare in grande e pensare a tutti.

Se fosse sindaco per un giorno, quali sono tre azioni politiche che le piacerebbe mettere in campo?
Non saprei da dove iniziare a fare azioni politiche, ma se parliamo di desideri fantasiosi, da lampada di Aladino, farei gestire Milano Ristorazione, la società che rifornisce le mense delle scuole pubbliche, a Slow Food; darei una sede simbolicamente significativa ai ragazzi di Macao e sosterrei le loro iniziative; creerei una task-force di specialisti con pieni poteri che si occupino della qualità dell’aria.

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