Danti: “Così la coalizione con noi progressisti non regge”

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L’eurodeputato Pd Nicola Danti: “Juncker deve dare seguito agli impegni presi”

Gli attacchi “livorosi” del capogruppo del Ppe, il tedesco Manfred Weber, “non aiutano a tenere in piedi la coalizione” con i progressisti, avverte l’eurodeputato Pd, Nicola Danti. Lo stesso capogruppo conservatore tedesco “lo abbiamo visto timido, un cagnolino” quando si trattava di esprimere giudizi su un un premier autoritario del calibro dell’ungherese Viktor Orban, compagno di partito del Ppe, ora bisogna capire “se Weber ha veramente a cuore gli interessi dell’Europa o quelli della Germania”.

Perché il capogruppo del Ppe, Manfred Weber, ha detto che Renzi mette a rischio la credibilità dell’Europa sulla questione dei fondi per la Turchia?

“Innanzitutto va detto Weber fa questi attacchi livorosi costantemente. Oramai è un refrain. Però lo abbiamo visto timido, un cagnolino, nei confronti del suo compagno di partito nel Ppe, Viktor Orban. Certe dichiarazioni pretestuose e squilibrate contro l’Italia sono un danno soprattutto per il suo gruppo politico”.

Secondo Weber le critiche di Renzi rischiano di avvantaggiare il populismo…

“Bisogna capire se Weber ha veramente a cuore gli interessi dell’Europa o quelli della Germania. Quello che avvantaggia il populismo sono proprio questo tipo di atteggiamenti, non le critiche costruttive che l’Italia sta facendo. Che l’Europa abbia un problema di credibilità non lo dice l’Italia ma lo dicono i risultati elettorali in tutti i Paesi europei. L’Italia è uno dei pochi Paesi in cui un partito europeista ha schiacciato i populismi promettendo il rilancio di un’Europa diversa. Ora però se non vedremo un cambio di passo non saremo noi a sfiduciare la Commissione, ma i cittadini a sfiduciare l’Unione europea”.

Ma gli eurodeputati Pd considerano la possibilità di togliere la fiducia a Juncker?

“Sicuramente le sparate del capogruppo tedesco del Ppe non aiutano a tenere in piedi la coalizione che gli eurodeputati progressisti hanno formato con conservatori e liberali a inizio legislatura. Per il Gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, guidato da Gianni Pittella, l’appoggio alla Commissione Juncker è sempre stato condizionato a delle contropartite concrete: una politica economica per promuovere crescita e occupazione, il piano per gli investimenti e l’europeizzazione della politica migratoria. Abbiamo apprezzato il coraggio di Juncker per la comunicazione sulla flessibilità di gennaio 2015, per il piano degli investimenti e per l’Agenda sulle Migrazioni, ma ora deve dimostrare di essere capace di dare seguito a queste iniziative, che erano le nostre richieste, con un impulso politico forte, senza farsi intimidire e senza iniziative per cercare il consenso dei soliti Paesi che comandano a Bruxelles”.

Perché l’Italia ha bloccato il fondo per la Turchia?

“Il ministro Padoan non ha bloccato niente. Ha soltanto avanzato la legittima richiesta di verificare se esiste la possibilità di reperire i soldi nel bilancio comunitario e di sapere nel dettaglio come verranno spesi. Mi sembra una richiesta molto sensata, soprattutto nel momento in cui Commissione non ha ancora chiarito del tutto fino a che punto le spese sostenute dagli Stati membri per l’emergenza rifugiati saranno scomputate dal calcolo del deficit nella valutazione delle leggi di bilancio”.

Esiste un problema con l’Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini?

“Assolutamente no. Federica Mogherini si è rivelata una scelta di successo a Bruxelles e ha ottenuto risultati indiscussi per la diplomazia europea”.

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