D’Alema: “Due spinte populiste erodono l’Europa, Pse troppo debole”

Dal giornale
Massimo D'Alema durante la convention della minoranza del Partito Democratico, "A sinistra nel Pd, per la democrazia e il lavoro: l'Italia può farcela". Roma, 21 marzo 2015. 
ANSA/ANGELO CARCONI

Intervista all’Unità in edicola: “Due spinte populiste stanno erodendo i principi fondamentali su cui si è fondata l’Europa”

Massimo D’Alema in una intervista all’Unità indica nelle spinte nazionaliste (a destra) e populiste (a sinistra) i pericoli per l’Europa dopo il compromesso sul caso greco: “Ci sono due spinte populiste che stanno mettendo a rischio i tradizionali pilastri dell’Europa, una di stampo nazionalista, di destra, e una a carattere sociale, di sinistra”. E sottolinea: “Nelle aree più penalizzate si sta sviluppando un movimento di rivolta verso un potere percepito come non legittimo e responsabile di tagli, sacrifici. Insomma, di una drastica riduzione dell’aspettativa di futuro. E’ una rivolta che ha due segni diversi. Quello nazionalista o localista contro l’Europa dei burocrati e dei tecnocrati. E quella sociale, che genera forme di populismo di sinistra. Che cos’è in fondo il populismo? La rivolta delle masse contro le elite. È questa una rivolta sociale che produce forme di nuova sinistra radicale come Podemos in Spagna che, nonostante i cosiddetti successi del governo Raioy, già governa città come Madrid e Barcellona. Sono due spinte differenti che stanno logorando i pilastri fondamentali su cui è nata e s’è formata l’Europa: quello del partito popolare e quello del Pse. È una erosione progressiva. E noi socialisti non siamo in grado di imporre la svolta che serviva. Prima siamo stai troppo deboli, la maggioranza in Europa era conservatrice e infatti ha espresso la Commissione Barroso. Dopo le elezioni europee il Ppe è arretrato molto e il Pse ha recuperato terreno e s’è formato un governo di coalizione con Junker che, durante la crisi greca, avrebbe potuto fare il suo lavoro cercando una mediazione per evitare il referendum. A impedirlo è stata la Germania, con una iniziativa della signora Merkel che ha aperto una ferita gravissima, che ha impedito all’organismo comunitario competente di negoziare, puntando tutto sullo svolgimento del referendum con l’idea che la vittoria dei Si avrebbe rovesciato il governo greco. E’ stata una scelta politica fatta sulla base di una previsione sbagliata”.

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