Parrini: “D’Alema rivuole l’Ulivo ma l’ha sfasciato, non è più credibile”

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Il segretario regionale del Pd toscano: «Bersani non può dire o si fa così o esco Lavoreremo tutti per evitare la scissione, ma è giusto andare al voto anticipato»

Dario Parrini, 44 anni, segretario del Pd toscano e deputato, è uno dei firmatari della lettera che 19 segretari regionali hanno scritto per fermare la scissione. Lettera alla quale hanno aderito ieri anche 92 segretari provinciali del Pd.

La scissione sarebbe devastante?

«Sarebbe pazzesco se qualcuno pensasse che con una scissione la sinistra italiana diventerebbe più forte. Mi pare che ci sia in giro troppa irresponsabilità».

Si riferisce a D’Alema?

«Anche a Bersani, le sue parole mi sembrano sbagliate su tutti i fronti. Non si dice: o fate così o esco dal Pd, vuol dire prendere già in considerazione l’ipotesi della rottura, che per me è inconcepibile. Ci si muove in una logica di “ricatto politico”che ho visto altre volte all’opera in questa legislatura, quando, prima del referendum, diceva: se non fate così votiamo No. È una logica dannosa, non tiene conto che siamo una grande comunità democratica e plurale, l’unica speranza credibile per l’affermazione dei valori e degli ideali della sinistra. Fuori dal Pd non c’è spazio per una sinistra di governo. L’idea che possano servire un nuovo Psiup o una Rifondazione comunista 2.0 mi fa cadere le braccia».

Tutto verte sulla leadership di Renzi…

«È stata decisa da milioni di elettori del Pd e mai riconosciuta da chi non lo aveva votato, che lo ha considerato un abusivo e un usurpatore per muoversi di conseguenza, cercando di fare di tutto per defenestrarlo. Renzi dopo il referendum avrebbe voluto fare subito il congresso. Bersani disse no, minacciarono guerre regolamentari e qualcuno persino di adire alle vie legali. L’Assemblea nazionale del 18 dicembre decise all’unanimità di tenerlo a scadenza naturale, e chi aveva detto di no allora lo chiede oggi, non c’è coerenza. Ora se non altro Bersani chiede, se non il congresso, una verifica della leadership di Renzi. Almeno è un punto costruttivo».

Quindi le primarie? Matteo Orfini ha detto che si svolgeranno se si voterà a giugno. Può allentare la tensione?

«Come si fecero tra Bersani e Renzi nel 2012 si possono fare ora per la candidatura a presidente del Consiglio. La proposta di Orfini è una cosa logica, chi ha mai detto di non volerle fare? Insisto: non si può stare dentro un partito come se se ne stesse fuori».

Il progetto di D’Alema potrebbe indebolire il Pd anche se la minoranza non uscisse dal partito?

«Lavoreremo tutti per evitare che ci sia una rottura nel Pd. Se poi pretestuosamente dovesse avvenire penso che sarà bocciata dagli elettori e che sarà un fallimento».

Non arriverebbe al 10% sperato?

«Ma figuriamoci. D’Alema, che è uno dei principali responsabili della fine del vecchio Ulivo, perché nel ‘98 fu uno dei protagonisti della caduta di Prodi, non è credibile come creatore del nuovo Ulivo, sbaglia ruolo. Io come segretario regionale interpreto lo sdegno di tanti iscritti e militanti, nel Pd toscano l’opinione di tanti è che di leader D’Alema ne abbia messi ko già abbastanza nella sua carriera: Occhetto, Prodi e Veltroni sono sufficienti, lo pensiamo tutti».

Emiliano sta raccogliendo le firme per un referendum sul congresso. Un elemento di divisione o di democrazia?

«Emiliano è anche un uomo di legge, sa che le comunità politiche hanno delle regole. Lo rispettiamo, ma mi pare che sia una iniziativa tesa ad alzare la temperatura dello scontro nel partito. Parte della strategia della divisione e della polemica continua che non porta da nessuna parte».

Renzi vuole il voto anticipato, la minoranza no. Lei che pensa?

«La minoranza vuole sempre il contrario di quello che vuole Renzi, se dicesse di votare nel 2018 vorrebbero le urne subito… Dobbiamo essere coerenti con quando abbiamo detto quando è nato il governo Gentiloni, ovvero che la legislatura era finita il 4 dicembre ma avrebbe dovuto continuare per affrontare le emergenze: terremoto, Sud, povertà e banche, e che non appena ci fosse stata una legge elettorale utilizzabile si sarebbe dovuto ridare la parola agli italiani. Una posizione coerente, dopo la sentenza della Consulta, nell’interesse non di una persona o di un partito ma dell’Italia, si devono creare le condizioni perché le prossime scadenze fondamentali, come la legge di bilancio, vengano affrontate da un governo forte di un nuovo mandato popolare, non di un governo che ha davanti pochi me si». Napolitano ha detto che si dovrebbe andare a votare alla fine legislatura. Un freno a Renzi? «Napolitano ha detto che si deve andare a fine legislatura in una situazione normale, «Abbiamo calendarizzato la discussione sulla legge elettorale, quello sarà un banco di prova»

E ora si accelera sulla legge elettorale. Secondo lei è giusto portare l’Italicum anche al Senato?

«È positivo che ci sia un termine, un cronoprogramma, abbiamo sempre detto che siamo disposti a discutere i miglioramenti suggeriti dalla Consulta ma in un tempo breve, non si può fare melina. La parificazione dei due sistemi fra Camera e Senato è una delle ipotesi ma preferisco il Mattarellum, che ho votato il 18 dicembre all’Assemblea Pd, è la nostra proposta ma se non è praticabile valutiamo altre possibilità. Si può pensare anche al premio alla prima coalizione o al primo partito. Vediamo. . . » .

Qualcuno può raggiungere il 40%?

«Il Pd ce la può fare, se si concentra sulla proposta di governo da fare al Paese e se non viene penalizzato da una continua guerriglia interna chd lo fa diventare protagonista sulle cronache per le liti che ospita e non per ciò che propone».

In Toscana forse va meglio, ma come si può ricostruire il Pd sul territorio?

«Concentrandoci sulle proposte di governo, spiegandone bene la portata e radicandole socialmente, con ascolto e partecipazione. Si è visto col referendum, non c’è niente di peggio che il riformismo dall’alto, che non crea una forte connessione sentimentale e valoriale tra il popolo e l’azione di governo di chi il popolo stesso ha scelto per guidare il Paese».

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