Dal garage all’azienda da 10 mila metri quadri: l’ascesa di Better Silver

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Parla Romano Bettinardi: insieme al fratello ha creato dal nulla una società che fattura 40 milioni di euro

Da venditore porta a porta di prodotti per la casa a presidente della Better Silver, una società per azioni, riconosciuta a livello internazionale come leader nella progettazione, produzione e commercializzazione di gioielleria in argento made in Italy, che esporta in cento Paesi, in particolare Nord e Sud America ed Europa Occidentale.

Il tipo tosto stavolta è Romano Bettinardi, nato sessantanove anni fa a Bressanvido, un comune di duemila abitanti nel Vicentino. Terzo di cinque figli, sino all’adolescenza è cresciuto fra tanti sacrifici. Suo padre era falegname, sua madre casalinga. Dopo l’avviamento e all’età di 16 anni ha cominciato a lavorare come rappresentate di prodotti per la casa. Due anni sempre in giro, con il furgoncino del titolare e la valigia piena di detergenti.

“Mi pagavano bene – racconta – ma non ero molto soddisfatto. Lasciai i detergenti e mi buttai sulle lapidi. Era il ’69 e accettai la proposta di un imprenditore del marmo. Tre anni, poi abbandonai anche quell’attività. Non è facile andare a casa di chi ha perso un caro e proporre di comprare una lapide. Ci vuole una grande faccia tosta. Ed io non ce l’ho. Provai con l’oreficeria. Qui nel Vicentino abbiamo un distretto famoso. Così iniziai a lavorare come venditore di gioielli in Toscana. Per alcuni anni mi fu semplice, ma quando nacquero i miei due figli, Paolo e Andrea, fui costretto a lasciare anche quel lavoro. Per fortuna non mi sono mai perso d’animo e la mia salvezza è sempre stata una grande capacità di adattamento. Seguii un’altra strada. Era il ‘77. Con i miei risparmi acquistai una casa e decisi di trasformare il garage in un laboratorio. Pensai di comprare a Vicenza il prodotto semilavorato – le catene d’argento – e lavorare sulle modifiche, per esempio, creando chiusure originali o aggiungendo pendenti e altri accessori. Insomma, cominciavo a realizzare qualcosa di mio. Ero finalmente soddisfatto. Ricordo che arrivavo a trascorrere diciotto ore nel laboratorio. Dovevo imparare a realizzare gioielli e, nello stesso tempo, studiare come vendere. Andavamo avanti con lo stipendio di mia moglie, maestra, che ha sempre creduto in me”.

Dopo alcuni anni, ad aiutare Romano, arrivò suo fratello, che ha lasciato l’azienda nel 2008. Nel ‘77 i due crearono una società e negli anni ‘80 iniziarono ad assumere giovani senza alcuna esperienza. In otto anni i fratelli crescono, formano e avviano al lavoro altri ragazzi. Comprano un capannone e cominciano ad avere richieste anche dall’estero. Inizia l’ascesa.

Oggi? La Better Silver è su una superficie di dieci mila metri quadrati, fattura 40 milioni di euro e ha tra i suoi committenti griffe molto note della gioielleria internazionale, dispone di 700 macchinari sempre un funzione, lavora oltre 25 milioni di metri di catena l’anno, produce 30 milioni di pezzi ed è primo produttore di argento in Italia con oltre il 20% della quota nazionale. Esporta il 90 per cento della produzione. Ha cinque unità produttive, quattro in Italia e una in Romania e cinquecento clienti. L’anno scorso ha assunto quattro unità, under 30.

“La nostra azienda – aggiunge Romano – è tra le prime ad aver sviluppato l’e-commerce per le gioiellerie con la piattaforma www.silver-retail.it, che permette ai negozianti di sfruttare una sorta di magazzino online per il proprio store usufruendo, allo stesso tempo, dei vantaggi di una fornitura direttamente dalla produzione”.

Tra i progetti più recenti, il lancio del brand Roma 1947, gioielli che traggono ispirazione dal periodo della Dolce vita e l’ingresso in Ecos Jewels, marchio di gioielli ecosostenibili in metallo prezioso e legno recuperato da materiale di scarto. Nel 2012 l’azienda ha investito sulla realizzazione di un impianto fotovoltaico in grado di produrre 350 mila kWh.

Nel 2002 sono entrati nella società i figli di Romano, Paolo, 39 anni, che si occupa dell’attività commerciale, e Andrea, 33 anni, che gestisce la produzione.

In futuro? “Vorrei – conclude Romano – arrivare a vendere direttamente ai negozi, bypassando la distribuzione. Sto già studiando come fare, anche se servirà qualche anno. E poi chissà. Detesto la monotonia. Qualche altra idea di sicuro mi verrà. Del resto, è sempre stato così. Ricordo che agli inizi nel mio garage non sapevo come pulire i primi bijoux che realizzavo. Giorni e giorni a pensare ad una soluzione. Sa cosa feci? Segai in due una bombola di gas vuota e ci misi dei cuscinetti da lavatrice, creando quello che in gergo si chiama buratto.Fu un’ottima soluzione per un lungo tempo. Forse qualcuno in tutti questi anni mi avrà scambiato per un folle, un visionario. Ma che importa? E poi, spesso, non è così che puoi cambiare quello che non ti piace e realizzare i tuoi sogni?”.

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