“Da Milano una scommessa sul centrosinistra unito”. Parla Daria Colombo

Amministrative
Un momento della presentazione in anteprima per l'Ansa del recital di Daria Colombo e Roberto Vecchioni 'La forza delle donne', Sala della Regina, Montecitorio, Roma, 7 marzo 2016. ANSA/CLAUDIO ONORATI

La capolista di SinistraxMilano a sostegno di Beppe Sala: “Uniti da valori solidi. A Fassina e sostenitori dico: ricordate chi è l’avversario”

Daria Colombo – scrittrice, art director, animatrice dei Girotondi nel 2001, moglie di Roberto Vecchioni – è capolista di SinistraxMilano, formazione “arancione” nata per raccogliere l’eredità della giunta Pisapia.

La lista da lei guidata rimane un’ec – cezione, dopo la rottura del centrosinistra a livello nazionale. Cosa l’ha convinta a portare avanti un progetto di centrosinistra unitario?

La scommessa che SinistraxMilano potrebbe fare di Milano ancora una volta una laboratorio politico. Può funzionare perché tenuta insieme da valori solidi, non da idee messe insieme strumentalmente in vista del voto: l’equità sociale, la difesa dell’ambiente, uno sviluppo sostenibile. Dentro c’è Sel, che ha fatto una scelta coraggiosa, ma anche la sinistra Pd, movimenti, comitati cittadini: credo che sia un esempio di come vada ripensata la sinistra moderna. E se questa scommessa andrà bene potrebbe avere vita più lunga, diventare un progetto politico nazionale. Potremmo insomma essere un modello di aggregazione, per una sinistra che mi pare vada oggi in ordine sparso. Perché o la sinistra si ferma a slogan e stereotipi del 900 o va avanti. A Milano credo che la giunta Pisapia abbia mostrato come può farlo, e bene.

In cosa si è riconosciuta in particolare dell’azione della giunta uscente?

Ha lavorato sulla tutela delle fasce più deboli, sul decentramento, sull’efficacia amministrativa unita a trasparenza e legalità. Ed è diventata capitale dei diritti. Tra questi metto anche la sicurezza, tema che non va assolutamente considerato di destra ma interpretato, coinvolgendo ad esempio la cittadinanza in un confronto con le forze dell’ordine come si è provato a fare in alcune periferie milanesi.

A proposito di prospettive per il centrosinistra: a Roma Fassina già prima della sentenza del Consiglio di Stato sull’esclusione delle sue liste ha dichiarato che non convergerebbe sul Pd Giachetti. Che ne pensa?

Parto dalla mila realtà, dove c’è anche una lista di sinistra esterna alla coalizione che sostiene Beppe Sala: Basilio Rizzo, che la guida, ha detto che al ballottaggio si vota per chi non si vuole… Credo allora che dobbiamo tutti ricordarci di chi è l’avversario: mi dispiace molto per Stefano, certi meccanismi burocratici andrebbero cambiati, detto questo sono sicura che non vorrà favorire la Raggi o Marchini.

Ma i sostenitori di Fassina potrebbero rimanere a casa, non crede?

L’astensione è una problema reale, ma vorrei ricordare a questi elettori il ventennio berlusconiano che forse abbiamo archiviato un po’in fretta. E dire loro che molti nella mia lista non avevano votato per Sala, alle primarie del centrosinistra: ma visto che ha vinto e che le primarie sono uno strumento di partecipazione – promosse dai Girotondi – ora lo sosterremo, pungolandolo da sinistra se qualcosa non ci va. Allo stesso modo, inviterei questi elettori romani di sinistra a votare Giachetti, e poi a farsi sentire dall’interno se non saranno soddisfatti del suo operato.

Su cosa vorreste incidere da sinistra sul programma di Sala?

Lo stiamo già facendo. Gli ho proposto una delega ad hoc per promuovere la partecipazione dei cittadini alle decisioni del Comune. Poi vorremmo portare avanti il bilancio partecipato della giunta Pisapia, che ha distribuito 1 milione a ciascuna delle 9 zone – ora municipi – di Milano per progetti indicati dai residenti. E continuare il recupero delle case popolari, su cui pure questa giunta ha fatto molto.

Rizzo dice anche che Sala e Parisi, del centrodestra, sono due manager e due “candidati fotocopia”…

Penso alla partecipazione di Sala alla festa delle Famiglie arcobaleno, alla sua richiesta a tutti i candidati di firmare un codice etico mentre nelle liste per Parisi ci sono estremisti di destra; o alle privatizzazioni, che per Parisi sono un mantra mentre Sala vuole mantenere una regia pubblica… Direi che tra centrosinistra e centrodestra delle differenze ci sono, Sala è profondamente diverso da Parisi.

 

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