Corviale in piazza contro l’incendio al Campo dei miracoli

Racconti romani
Massimo Vallati il repsonsabile del nuovo centro sportivo sociale di Corviale, l'edificio sito in Roma, nei pressi della via Portuense, lungo la via Poggio Verde,  16 ottobre 2014. L'Italia è pronta a dare lezioni in Europa in materia di fair play calcistico e recupero delle periferie. Il progetto-bandiera è quello del Calciosociale, un esperimento nato a Roma nel 2009 dall'idea di un ex ultrà, Massimo Vallati che ha rivoluzionato le regole del calcio e creato un torneo in cui, in una stessa squadra, giocano uomini, donne, bambini, disabili e anziani. In occasione del meeting informale dei ministri dello Sport, il 20 e 21 ottobre alla Farnesina, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio presenterà ai colleghi dei 28 paesi Ue questo esperimento, peraltro riuscito, in cui l'intuizione di una persona appassionata di calcio è riuscita a rendere la "società più inclusiva", come si legge in una nota della Presidenza del Consiglio. Negli ultimi cinque anni la società che si occupa del Calciosociale, best practice italiana del calcio, ha coinvolto centinaia di ragazzi che vivono nel quartiere di Corviale, periferia romana nota per un immenso caseggiato popolare lungo un chilometro ("il Serpentone") divenuto simbolo di degrado. Qui la società gestisce un centro sportivo interamente green, nato anche grazie a finanziamenti della Regione Lazio, proprio nel cuore di Corviale.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

La sede del Calciosociale vittima di un attentato incendiario nella stessa notte della tragedia a Parigi. Ne parliamo con il presidente Massimo Vallati

Arrivare a Corviale con i mezzi pubblici è una piccola grande odissea e il tuo Caronte è di solito un bus che scarnifica tutta la disordinata periferia romana alternando villette, palazzi in cortina, istituti religiosi e poi, all’improvviso, spunta una via che porta il nome di Marino Mazzacurati, pittore e scultore della Scuola Romana che faceva della fusione delle forme il suo leitmotiv.

Accanto a questa via scorgi il Serpentone, quella lunga lingua di cemento che è sempre sulla bocca di tutti :“Sai che c’ho un cugino che abita ar Serpentone?”, “aho raccogli quella carta, mica stamo a Corviale”, “ammazza quanto è lungo sembra er serpentone de Corviale”. Socialmente Corviale è poco sopra Scampia nei giudizi di una certa opinione pubblica e invece quando si arriva al Campo dei miracoli, sede del Calciosociale, ti siedi, rimiri l’orizzonte fatto da campi da calcio, un edificio polivalente figlio della bioarchitettura e pensi: “Corviale? Pensavo peggio, non è niente male”, parafrasando Nanni Moretti.

Calcio:idea italiana si esporta in Ue per recupero periferieEcco quel “non è niente male” non è frutto di un lavoro facile, ma di sudore e coraggio e Massimo Vallati, presidente di Calciosociale e cuore del Campio dei miracoli non ha dubbi: “Per alcuni Corviale è un capolavoro dell’architettura, per altri un orrore. Noi sappiamo solo che qui vivono molti bambini posti ai margini, che non riescono ad avere esempi di vita positivi. Se aiutiamo la collettività della popolazione di Corviale, e di tutte le periferie degradate delle città italiane, avremo aiutato il nostro Paese a cambiare rotta”.

Spesso capita che chi è armato dalla criminalità voglia che tutto rimanga così com’è e la notte in cui Parigi bruciava, ha pensato di appiccare un incendio alla Casa del dialogo, una casetta in legno, luogo di preghiera interreligioso e simbolo della struttura. Per questo motivo questa sera, il quartiere per la prima volta nella sua storia scenderà in piazza in segno di solidarietà con il Campo dei miracoli e per ribadire la propria ribellione alle mafie.

Massimo Vallati, quale è stata la risposta del quartiere dopo l’attentato dell’altra notte?
C’è stata tanta solidarietà, sono state molte famiglie che si sono strette intorno a noi, a Corviale c’è una comunità che si è radunata intorno all’esperienza del Calciosociale e del Campo dei miracoli e non ha paura. Tutti non riescono a capire la logica insensata perché questo è l’unico posto bello e pulito che abbiamo cerchiamo di distruggerlo. C’è stato stupore e sdegno.

Calcio:idea italiana si esporta in Ue per recupero periferieLa scelta di appiccare un rogo sulla casa del dialogo interreligioso è stata casuale?
Era la parte più debole perché era attaccata alla recinzione, facilmente incendiabile e in quella posizione si rischia il meno possibile. Comunque le telecamere sono riuscite a vedere la persona incappucciata che ha dato fuoco a tutto ottenendo così il massimo risultato col rischio più piccolo. Era la casetta abusiva dove prima che entrassimo nel campo ci dormivano gli spacciatori e i delinquenti che ci stavano prima su questo terreno.

Chi pensi che possa essere stato?
Noi crediamo che le persone che hanno a cuore l’illegalità perdono soldi, potere e forza da tutta questa organizzazione positiva, dai bambini che non stanno più per la strada, dal futuro che lentamente sta arrivando anche qua. La bellezza e la pulizia fanno perdere soldi a questi loschi trafficanti. Corviale è un quartiere in mano a quattro deficienti, che non sanno che il loro tempo è finito. La fiaccolata di questa sera è storica perché terrà dentro tanti cittadini di Corviale, un fatto che non è mai successo. Ci fa piacere che ci siano Nicola Zingaretti e la Regione Lazio, che venga il prefetto Gabrielli e che la parte sana della città venga in strada insieme a noi. Ci sarà anche la deputata del Pd, Laura Coccia, una donna straordinaria che ha portato quello che è successo in parlamento. Non siamo soli.

Calcio:idea italiana si esporta in Ue per recupero periferieCosa ha fallito a Corviale?
La politica. Qui la sezione del Pd è stata chiusa dopo il rapporto Barca, quella di Alleanza nazionale idem perché dietro c’era sempre la stessa logica.

Pensate di ricostruire la casa del dialogo interreligioso?
Certamente sì. Ci hanno lanciato una sfida e noi faremo di più e meglio. Lanceremo un bando pubblico, un progetto di bioarchitettura che la renderà un’eccellenza. Nell’edificio in legno che è andato in fiamme sono passate personalità meravigliose come don Luigi Ciotti, il gesuita Don Paolo Dall’Oglio che è ancora in mano ai rapitori in Siria e il grandissimo Arturo Paoli, che ci ha lasciato a luglio. Insomma, da noi non solo vince chi custodisce, ma vince chi sta dalla parte del bene.

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