Concia: “Come Beirut nei giorni di guerra la Germania non sarà più la stessa”

Terrorismo
La deputata del Pd Paola Concia durante l'incontro in sala del Mappamondo alla Camera dei deputati in occasione della giornata contro l'omofobia, oggi 17 maggio 2011 a Roma. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Secondo l’ex deputata Pd l’attacco di ieri mette in difficoltà Merkel in un Paese sotto pressione dopo l’ingresso di un milione di profughi

«Sembra Beirut, è terribile». L’ex deputata Pd Paola Concia doveva andare a fare la spesa, invece è rimasta incollata davanti alla Tv nella sua casa di Francoforte. Incredula, ripete quasi con una cantilena «hanno colpito i tedeschi nelle loro abitudini più familiari: gli acquisti del fine-settimana». E cambieranno d’ora in poi le cose in Germania, il Paese che ha accolto da pochissimo un milione di profughi. Eccome se cambieranno. Certamente la violenza («due volte in una settimana») peserà come un macigno anche sugli equilibri politici, con Angela Merkel sempre più in difficoltà. Mentre parliamo i fatti sono ancora poco chiari: nessuna certezza sul numero di persone coinvolte nell’attentato di Monaco, né sulle vittime.

Come pensa che reagirà la Germania a questo attentato?

«Il vero problema è che la Germania già da tempo è stressata sul tema dell’ingresso degli stranieri, almeno da quando è arrivato il milione di profughi accolti da Merkel. Intendiamoci, parliamo di un Paese in cui vivono moltissimi stranieri. Qui a Francoforte il 52% dei residenti è straniero: arabi, turchi, afghani. Vengono da tutto il mondo. Oggi la tensione è al massimo. Solo qualche giorno fa l’episodio del ragazzo sul treno, che era un finto profugo. Ha detto di essere afghano, invece era pachistano. È stato un colpo per la Germania. Oggi que st’altro attacco. E tutto accade in Baviera».

Dato non indifferente.

«Tutt’altro. È un Land che ha accolto molti profughi, ma il cui governo si è opposto duramente alla politica di accoglienza di Angela Merkel. Il presidente della Csu Horst Seehofer è uno dei più duri oppositori della Cancelliera ed è a capo di un partito ultraconservatore. Sicuramente questi fatti peseranno negli equilibri politici».

Pensa che questo episodio sia in qualche modo legato anche alle vicende turche?

«In questo momento non possiamo dirlo: sappiamo ancora pochissimo. Certo, la Germania è il Paese dove esiste la più grande comunità turca, Berlino è una delle più grandi città turche del mondo. Quello che accade in Turchia è sempre molto importante qui in G ermania».

E per Merkel la situazione è ancora più complicata.

«Merkel è stata la principale protagonista dell’accordo dell’Europa con Erdogan sulla gestione dei profughi. In occasione del golpe e del “contro-golp e” ha fatto dichiarazioni, ma non è andata giù con il pugno duro. È evidente che si trova in grande difficoltà. Tanto più dopo due attentati in una settimana, sarebbe strano il contrario».

Da questa situazione trarranno vantaggio i movimenti nazionalisti, come in Austria, nelle prossime elezioni?

«Io per il momento non mi sbilancio: si sa davvero ancora troppo poco. Ma certamente c’è da pensare che accadrà qualcosa di simile».

In queste ore c’è stata qualche dichiarazione?

«Troppo presto: i politici per ora tacciono. Parla solo la polizia, che ha adottato misure drastiche. Evacuata la stazione, chiusa la metropolitana, bloccata la circolazione. Monaco sembra una città fantasma. È davvero impressionante. I tedeschi naturalmente obbediscono alle disposizioni delle forze dell’ordine: chi non ha paura in questi momenti?»

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