“Con le sparate non si governa”. Parla Stefano Esposito

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L’ex assessore: “I grillini appena hanno un amministratore capace lo cacciano. Il Pd ha ammesso i suoi errori e ora ha fatto pulizia”

«Ecco, un’altra sparata dei 5 Stelle, non hanno idea di cosa significhi governare, si affidano agli slogan», commenta Stefano Esposito, senatore Pd e ex assessore ai Trasporti del Comune di Roma.

Che ne pensa dell’idea di assessori a tempo determinato?
Che vogliono fare, l’assessore Co.co.pro? In ogni buona amministrazione, in tutto il mondo, l’assessore a tempo non esiste. Ci vuole già del tempo per capire cosa fare, e poi per tre, sei mesi? È un’altra sparata, dopo quella delle funivie… Ogni giorno inventano una boutade pur di mostrarsi diversi, originali a ogni costo».

O non attaccati alla poltrona…
«Mah, non c’è da arricchirsi. Un assessore guadagna 3.500 euro lavorando ventidue ore al giorno. Insomma, non si può pensare di governare Roma con la casualità, banalizzando il ruolo che ti assegnano i cittadini col voto. Come se uno dicesse: mi prendo un medico adesso e poi lo cambio. Qui dopo tremila anni Roma affonda in tre mesi, se dovessero vincere. E non capisco perché una persona intelligente come Sabrina Ferilli voglia votare M5S».

È arrabbiata con il Pd romano e non vuole il partito della Nazione.
«La differenza di una grande forza politica è che riconosce i propri errori e riparte. Non come una forza improvvisata che anche in Parlamento non ha fatto nulla, qual è l’M5S. Il Pd non ha nascosto nulla e ha al proprio interno l’energia per rigenerarsi. I grillini, invece, quando hanno un amministratore appena capace, lo stesso Pizzarotti, lo cacciano. Devono rispondere a degli ordini di Grillo e Casaleggio, i candidati non sono liberi. E Grillo non viene nemmeno la comizio di chiusura di Raggi per i dissidi fra lei e Roberta Lombardi. Se non fai quello che dicono i capi crolla tutto»

La delusione per il Pd romano esiste. È davvero rigenerato?
«Il Pd a Roma ha ripulito la classe dirigente, ha scelto volti nuovi e credibili candidando una persona come Roberto Giachetti. Ha la giusta esperienza e una grande libertà, ha tagliato con con quella filiera di esponenti del Pd che portarono alla situazione nota. Meglio essere una realtà solida, che riconosce di sbagliare per poi rilanciare. I romani possono scegliere tra un burattino che lascia decidere a qualcun altro e chi invece, come Giachetti, ha una squadra credibile ».

Che guarda anche a sinistra, per recuperare voti a Fassina?
«È una squadra capace, per il resto dai sondaggi Giachetti sta risalendo. Per dire, è stato l’unico ad apprezzare il fatto che il nuovo direttore generale di Atac, Rettighieri, sta aprendo i cassetti, licenzia dirigenti, denuncia quello che non va. Nessuno, neppure Virginia Raggi dice una parola. Si vede che un pezzo di mondo dell’Atac sta salendo sul suo carro, o devono averle detto di stare zitta perché non puoi prendere il 25% senza di loro».

Come combattere la corruzione a Roma e al Campidoglio?
«Con la competenza del sindaco e della sua squadra, persone che conoscono gli atti amministrativi in modo da poter controllare non solo i dirigenti ma anche i rami più bassi dell’albero, perché a Roma il problema è dal basso. E spezzando la logica clientelare e consociativa che ha portato alla corruzione così diffusa».

A Ostia domina ancora la mafia.
«È una battaglia complicata e lunga, come dimostra la gravissima intimidazione ad Angelo Bonelli, anche se l’azione dei commissari nel municipio è importante. Se non si mette mano alle concessioni balneari non se ne esce. Il Pd chiede di azzerrarle per ripartire con gare dalle regole europee, perché le grilline Ruocco e Lombardi difendono lo status quo? Non c’è una dichiarazione di Raggi contro i Fasciani e gli Spada o per l’azzeramento delle concessioni. E uno della famiglia Spada su Facebook si è detto fan dei 5 Stelle ».

Chi andrà al ballottaggio e con chi?
«Giachetti-Raggi, sono sicuro. Ma il fatto che Giorgia Meloni possa votare Raggi al ballottaggio la dice lunga. Lei ha sostenuto attivamente Alemanno, me li ricordo io i saltelli in Campidoglio con le braccia alzate quando vinse lui».

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